Fotoracconto

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Fotoracconto foto di Claudio Saccari, il Bacio 2011
Foto di Claudio Saccari, il Bacio (2011)
 
“Quei giorni perduti a rincorrere il vento, a chiederci un bacio e volerne altri cento…”

Quella foto rubata mentre cerco le chiavi di casa e tengo la busta del pranzo.
Quella foto in cui ci baciamo e tu hai gli occhi stretti che mirano se la macchina fotografica ci sta inquadrando.
Quella foto mentre la neve caduta copre di poesia il marcio della strada.
Sì, proprio quella.
È saltata fuori dal cassetto, stava sotto i maglioni.
Mi sembra di sentire ancora addosso il freddo di quella mattina, quel freddo che non se ne andò nemmeno dopo pranzo, sotto le coperte, in quel silenzio, a fare l’amore.
Poi fumasti, prendesti le valigie e l’aereo.
Due mesi dopo arrivò quella lettera con quel francobollo straniero, dentro solo la foto e dietro la foto solo quella riga con quelle parole di De André.
Nessun mittente a cui rispondere, nessun numero a cui chiamare.
 
Non ti ho cercato se non con la mente, qualche volta immaginavo cosa avresti risposto o detto nelle tante quotidiane rotture di scatole, o nelle ricorrenze, o in una qualunque giornata di pioggia.
Sorrido quando qualche nuova conoscenza vede in me chissà quale principe azzurro sfuggito a chissà quale favola e comincia ad adularmi.
Non ti sono stato fedele, non avrei dovuto comunque, ma l’ho fatto solo per cercare un amore più forte del nostro, quello che ci siamo negati, tu partendo, io restando.
Imporre a me stesso di dimenticarti, credere che il mondo potesse nascondere ai miei occhi un tesoro più grande, inestimabile.
In tutti questi lunghi anni mi sono chiesto se tu avessi fatto lo stesso, chissà dove, chissà con chi, o se semplicemente, con un grande colpo di fortuna, avessi trovato quel tesoro e ti fossi dimenticata di noi.
Ogni volta per me era una ricerca di qualcosa di nuovo, di vero, quel tesoro ambito doveva esistere, ma ogni volta sentivo dentro il proseguire della canzone, quasi come una maledizione:
 
“…e tu che con gli occhi di un altro colore, mi dici le stesse parole d’amore…”
Stamattina sei entrata al bar e ti sei seduta al mio tavolo posando due caffè.
Non esiste sineddoche per il nostro amore.
Adesso però baciami.
 

 

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