Inediti

Nicola Manicardi (inediti per “Microcosmi”)

Microcosmi

 

Una selezione di inediti dell’autore Nicola Manicardi, che ringraziamo per averci concesso i suoi scritti.

 

 

Figli

Martina non sei un nome ma tanti.
Il plurale è il pianto a cui penso.
Non so dove sia la forza ma credo
nel sorreggere la vita che si dimena
come quando non prendevi sonno.
Ho l’insegnamento dei pochi sulle rughe
il lavabiancheria è ancora da aggiustare
come le pentole sono nella lista con le lenzuola.
Tengo in sospeso per ora il tempo
non tu che mi interroghi sulla vita.
Dalla più umile trasparenza ti dico
gioca senza rompere il battito
guarda il basso più che puoi e
cerca l’arsura sull’animato.
È qui la traccia dei deserti
è qui che si ribella la fiaba
è qui che un padre non si arrende

domani stenderò la tua tovaglia a fiori.

Il rientro a casa
è la mia scrittura:
una busta in frigo strappata.
Dove l’etto di pensiero
tagliato fine profuma di
dimenticato.

Vi ringrazio Amici per l’invito di ieri
ma l’unico luogo che cercavo era
la mia casa.
So che eravate sui viali mentre io
cercavo gli ingredienti per fare sera.
Ho mentito.
C’era il chiaro di Luna e un’attesa.
Per voi che avete urgenza posso capire
che lo struscio di lana cotta è elettrizzante
ma sapere di avere 150 grammi di pollo
per fare sera con l’aggiunta dell’improbabile
beh, ci vuole la Luna.
Non sono nell’ordine che sia primavera.
È tutto così chiuso che il bozzolo non so
se diventerà crisalide e non credo che
un giardinetto curato possa correggere
un Negroni sbagliato.
Ora sto mettendo il limone nello yogurt
quando voi siete seduti su un venerdì stanco
come la maratona per il Santo Patrono.
Ho mentito
Qui c’è primavera.
Il pollo è poco ma c’è il limone
la dafne è sfiorita
la siepe ha piccoli fiori bianchi.
Sento il profumo di un arrivo imminente.
Apro il vino.
Mi siedo su questo dire e attendo
che Chopin torni a casa.
È un gatto che compone figliate…
e stasera la Luna è storta
L’avocado è maturo
voi siete in fila
io mescolo l’insalata di pollo.
Mi chiedo se il tempo delle lucciole maschio
è in arrivo
e se lo zenzero possa dirsi il benvenuto.

Silenzio
creatore della voce
mi sei venuta accanto.
E nel tuo assoluto torno
dove il calore è suono.
Mare, sillabe dei come
onda delle miserie
mi hai portato a riva.
Non so
ma in questa spiaggia ne farò clessidra
perché ciò che sgorga dal silenzio
è l’orchestra che chiama mondo.

Plurale è l’eco la sua pausa è risacca
tienimi la mano e non dire.

Papà

ti stavo per chiamare poi…
Poi c’è un 28 novembre
e il sole macchiato di grigio
le foglie in bilico.
È ancora salvato il tuo numero
ma non ricordo il civico
Sai quando mi dicesti
“…Nicola vai?”
È stato fatto.

Sul tavolo la sigaretta è “alternativa”
prima ancora della pancia piena.
Sono un essere umano, almeno credo.
Stamattina il cielo era terso talmente tanto
che i monti innevati all’orizzonte avevano
un contorno nero.
Nero.
Come “non ci potremmo vedere per giorni
Effe ed Emme”.
Non è dato sapere chi.
Siamo tutti.
Nero come il merlo che gioca
Nero come l’ultimo processo di macerazione
della foglia.
Poi tutto rientra.
Come un daccapo.
Le campanule hanno forti foglie
per ora.
Torno alla neve che svetta ma non si posa.
È il buono che tengo dei ricordi.
Quelli alti.
Oggi ho scritto poche righe ad un’amica.

Effe

Non so in quale sogno tu sia
ma nevica.
Se fossi un bambino sarei fuori a mani aperte.
lo sono comunque.
Non ho dolci ma un quarto di crostata.
Tu dormi e non ti vedo.
Fuori è buio e solo la gazza fa il becco al gelo.
L’erba è piegata.
Non c’è una luce di casa accesa.
Nevica.
Il bianco è il colore che racchiude
come questo giorno che termina
il Natale.
Le briciole sono momenti lontani.
Le calze piene le ricordo.
Tu dormi e io sono rientrato.
La casa ha già un ordine come se, ma…
sono davanti a una crostata
è la mia festa.
Non ci sarà che un singolo plurale
il resto lo sogno come stai facendo tu
il rosso sulle mani
era qualche minuto fa.

 

*

 

Nicola Manicardi è nato a Modena dove risiede e lavora in ambito sanitario. Appassionato di letteratura, in particolare modo di poesia, ha pubblicato nel 2015, per la casa editrice Rupe Mutevole di Parma diretta da Enrico Nascimbeni, il suo primo volume intitolato Periplo. Successivamente alcuni suoi testi sono stati inseriti in una antologia dedicata al mito di Marilyn Monroe intitolata Umana troppo umana, curata da Alessandro Fo e Fabrizio Cavallaro ed edita da Aragno nel 2016. Nel 2018 ha pubblicato il suo secondo volume di poesia intitolato Non so, per la casa editrice I Quaderni del Bardo di Stefano Donno, collana Zeta diretta da Nicola Vacca. Alcune sue poesie sono state tradotte in greco, spagnolo, rumeno, russo e francese e inserite in riviste nazionali e internazionali. Nel giugno 2020 esce una nuova raccolta di poesie dal titolo “Umiltà degli Scarti”, nella Collana Agorà, diretta da Nicola Vacca per l’Argolibro editore. L’ultimo lavoro è Carne e Sangue (Oltre Edizioni, 2021), raccolta di racconti poetici.

Carlo Tosetti

Carlo Tosetti (Milano, 1969), vive a Brivio (LC). Ha pubblicato le raccolte: Le stelle intorno ad Halley (LibroItaliano, 2000), Mus Norvegicus (Aletti, 2004), Wunderkammer (Pietre Vive, 2016. Premio Chiaramonte Gulfi, Premio Città di Sarzana), La teoria del transatlantico (Cofine, 2022).) Suoi scritti e recensioni sono presenti su diverse riviste on line, come: Nazione Indiana, Poetarum Silva, Larosainpiu, Versante Ripido, Interno Poesia, Poesiaultracontemporanea, Atelierpoesia, Centro Cultural Tina Modotti, Menti Sommerse, Tragicoalverman, YAWP (giornale di letterature e filosofie), L’EstroVerso, Pangea, Laboratori Poesia, Inverso – Giornale di poesia, Perigeion, Poesia del nostro tempo, Cartesensibili, Limina Mundi, Punto – Almanacco di poesia, [PA] POESIE AEREE, Carmilla, Poesis, La morte per acqua, Imperfetta Ellisse, Menabò. Blog personale: musnorvegicus.it

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