Figurine d’antenati (Fabio Pusterla)

Pubblicato in occasione del 40° anno di fondazione dell’Associazione Ticinese Terza Età, nel maggio 2020, per le edizioni alla chiara fonte (www.poesiaallachiarafonte.ch), con una introduzione di Giampaolo Cereghetti, presidente cantonale dell’associazione citata, e l’immagine di copertina raffigurante un olio su tavola di Mauro Valsangiacomo, Figurine d’antenati è una preziosa plaquette composta da 9 testi inediti di un lavoro ancora in fieri come illustra l’autore nella sua nota all’opera.

Ringraziando Fabio Pusterla per la gentilezza e disponibilità, pubblichiamo di seguito un estratto della Nota dell’autore seguito da due testi:

Queste Figurine hanno un’origine strana e non del tutto chiarita.

Prima di tutto, esse sono in rapporto con una ricerca più ampia e ancora in corso, che ruota attorno all’immagine inquietante di Truganini, un nome femminile che è balzato fuori per caso dalla pagina di un libro. Truganini era in effetti l’ultima aborigena della Tasmania, l’ultima a morire, verso la fine del XIX secolo, dopo il completo genocidio del suo popolo.

Ancora non so capire fino in fondo per quale ragione questa immagine mi ha colpito e preso per mano, né saprei dire su che sentiero mi stia conducendo.
Ma provando a darle corpo di parole, devo ad un certo punto aver pensato a piccoli feticci o statuine intagliate nel legno, che avrebbero dovuto raffigurare gli antenati scomparsi e forse sopravvivere, nascoste in qualche luogo, alla morte di Truganini.

Da qui è venuto il primo impulso a comporre le Figurine.

[…]

Così le figurine sono nate in una regione di confine, tra parola, immaginazione e reperto memoriale. Dietro alcune di esse potrei adesso riconoscere volti relativamente precisi, di persone che ho conosciuto o di cui ho sentito raccontare spesso; ma non credo sia utile esplicitare questi nomi, che riguardano solo me.
Forse è preferibile che ogni lettore lasci che le Figurine facciano tornare a galla, come pesci di profondità che risalgono per un istante alla luce, i suoi nomi, i suoi volti, le sue memorie, le sue voci.

(Fabio Pusterla)

 

 

da Figurine d’antenati (alla chiara fonte, Lugano Viganello – Svizzera, 2020)

 

6.

Nella spelonca leggevi le tracce
custodivi il passato. Sputavi qualcosa
sul muro di arenaria, calcavi
la mano. Violento e pietroso
frugavi le miserie risalivi
alle colpe di tutti. Alle grandezze
involontarie di tutti. Eroismo
dell’essere che ignora
persino di essere, ed è.

Dietro le maschere gli occhi.
Quando tutto sarà finito, dicevi,
potremo tornare a guardarci.
Allenate le mani alle carezze
le parole all’amore. Anche quando
gridate e scuoiate. Corpi squassati:
non scordate la luce che c’è
oltre di noi. Ci attraversa.

 

7.

Siete usciti dai boschi
dirupati dalle valli del mistero.

Da voi ha inizio la memoria familiare
una genealogia di nomi
le cose da proteggere i miti.

Dietro le vostre spalle il muro verde
del tempo invalicabile, le zone
mute di corpi anonimi e gesti
collettivi, una specie di voragine.

Passi perduti, cippi, filiazioni,
accampamenti inghiottiti, animali
ingabbiati e scomparsi.

Siete l’abisso e l’origine
la pista incerta che sale dal buio.

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