Inediti

I GIORNI DOPO (dalla raccolta inedita “Dalla fossa terrestre”)

Agosto-settembre 2021

*
Dopo lo sdegno, il pianto, lo spavento
del cielo e della terra
dopo le parole solidali, le promesse
di bocche ben nutrite
il mondo sta a guardare. Dopo il pianto
la rabbia nel dolore
dopo i bambini separati
e persi, dopo gli andati, dopo
chi è rimasto, si domanda il da farsi
l’occidente. Dopo l’ultimo volo del ragazzo
che avrebbe avuto la vita davanti
e l’ha lasciata indietro
a precipizio caduta dall’ala
come cencio nel vento.

*
Dopo parole di rassicurazione
(non faremo a nessuno male alcuno)
mani misogine avide di morte
casa per casa iniziano la caccia.
Vent’anni in prova di democrazia
guardata a vista, poi la ritirata.
Dopo la nuova generazione
dopo la liberazione di figlie, madri
sorelle è salto indietro
è ritorno nel buio. Si oscurano vetrine
che sino a ieri ridevano per bocca
dei bei volti femminei luminosi.

*
Popolo in fuga non ha
terra promessa. Dopo l’assalto
e dopo la caduta
sotto i colpi precisi del terrore
dopo lo scempio a strappo delle viscere
resta un avanzo molle
alla resa dei conti.
Dopo aver detto
ciò che si doveva da questa parte
il cuore spaesato, fuorimondo
guarda se stesso incerto
per il tempo scaduto.

*
Dopo l’avanzata milizie
a calci sfondano le porte disarmate
vanno a caccia di donne, uomini
famiglie cancellabili: così vuole dio.
Strada ha ceduto il cuore
di colpo al non tempo da uno
più giorni non vede, non sa
di quest’altro dolore. Continua
a ricucire filo a filo le vite
l’ospedale da campo.
Nel suo altissimo nome.

*

Le cene si spartiscono la Terra
meglio davanti al mare
sotto un cielo velato come donne afghane.
Una tovaglia a scacchi per il pane
sul tavolo, un sorso per la vita
e per la morte. Tocca a chi tocca
la prima mossa.

*
Di venerdì raccolta la preghiera
come non fosse guerra, occupazione.
Religioso silenzio genuflesso
dei mitra. Dopo gli spari al cielo
e sulla folla, dopo la scia di sangue
sulle nuvole. Dopo la dispersione
dei ventiquattro mesi di Malika
ricomposti contati gli avanzi
con l’aiuto di dio.

*
Da questa parte vendono i giornali
notizie di sfollati senzapatria né dio
con cui parlare o piangere
e dei ribelli dicono, della resistenza
tra le alte montagne del Panshir
cinquanta chilometri al largo
della città occupata. Dopo la violazione
del diritto di esistere. Dopo
il delitto d’una madre e del figlio
in pancia. La sua foto ci guarda in faccia
mentre noi guardiamo.

*
L’ultima risata di Khasha
in faccia al bruto si smorza
a taglio netto filo orizzontale
il sangue a fiotti dalla gola
sbocca. Dopo tre schiaffi
per farlo stare zitto, Stai zitto.
Dopo che Khasha il comico
niente intimorito non ha cucito
col silenzio in bocca
la libertà di dire ciò pensa.
Le sue parole aguzze sono denti
– mordono.

 

 

Nota biobibliografica

Maria Gabriella Canfarelli (Catania, 1954) ha esordito nel 1986 con Battesimo di pioggia (Acireale, Publinform), cui hanno fatto seguito Domicilio (San Gimignano, Nuovi Quaderni 1999); Cattiva educazione (Roma, Zone Editrice 2002); Zona di ascolto (Bologna, Giraldi 2005, premio “Renato Giorgi”); L’erborista (Mineo, Imprimatur 2010); Dichiarazione giurata dell’attrice (Edizioni Novecento 2015, a cura di Renato Pennisi). Altri versi sono apparsi sui siti di letteratura L’estroverso, Poetarumsilva, Girodivite, Poetidelparco, Lucreziana2008), sulle riviste cartacee Via Lattea, pagine, Atelier, Le Voci della Luna, La terrazza, Anthos, Periferie, e nelle antologie Ditelo con i fiori- poeti e poesie nei giardini dell’anima, a cura di V. Guarracino (Zanetto, Montichiari-Brescia 2004); La battana n.184 (Femminino profondo alle pendici dell’Etna, a cura di Laura Marchig); Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea n.1 (Quaderno n.4: Sicilia, a cura di Giuseppe Condorelli, Raffaelli 2013); Ambrosia (Milano, La Vita Felice 2015); Umana, troppo umana (a cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo, Aragno 2016); Cinque sensi per un albero (e-book, a cura di Grazia Calanna, L’estroverso 2020). Ha inoltre pubblicato il testo teatrale Amori (Anthos 2013) e i racconti Prima del compleanno (2013) e La disattenzione (2017) su La terrazza, Rivista di Letteratura e Ricerca con la quale attualmente collabora. In siciliano ha pubblicato Provi di lingua matri (Edizioni Novecento 2019, premessa di Gualtiero De Santi), finalista al Premio di poesia Città di Marineo 2020. Per le Edizioni Cofine (Collana Aperilibri) ha dato alle stampe Memento (prefazione di Anna Maria Curci, 2021).

 

in copertina, James Thomas Watts, Serata di novembre in un bosco gallese, acquerello su carta, c. 1885-95 (British Museum).

Maria Gabriella Canfarelli

Maria Gabriella Canfarelli (Catania, 1954) ha pubblicato i libri di poesia Battesimo di pioggia (Acireale, Publinform, 1986); Domicilio (San Gimignano, Nuovi Quaderni, 1999); Cattiva educazione (Roma, Zone Editrice, 2002); Zona di ascolto (Bologna, Giraldi, 2005); L’erborista (in proprio, 2010) e nel 2015 Dichiarazione giurata dell’attrice (Edizioni Novecento, a cura di Renato Pennisi). Altri testi sono apparsi sul web (L’estroverso, Girodivite, poetidelparco, Poetarum silva, Versante Ripido), su Riviste di letteratura (Via Lattea, pagine, Atelier, Le Voci della Luna, La terrazza) e sulle antologie Ditelo con i fiori- poeti e poesie nei giardini dell’anima (Zanetto, 2004); La battana n.184 (Femminino profondo alle pendici dell’Etna, a cura di Laura Marchig); Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea n.1 (Quaderno n.4: Sicilia, Raffaelli, 2013); antologia del premio Ambrosia (Milano, La Vita Felice, 2015); Umana, troppo umana (Aragno, 2016). Ha pubblicato il testo teatrale Amori su Anthos (2013) e su La terrazza i racconti Prima del compleanno (2013) e La disattenzione (2017). In dialetto siciliano ha pubblicato nel 2019 Provi di lingua matri (Edizioni Novecento, premessa di Gualtiero De Santi).

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