Michele Paoletti, “Foglie altrove”, un accordo “col respiro della terra, col ronzio delle stelle”.

tre domande, tre poesie

 

Qual è o quale dovrebbe essere la lingua ideale della poesia, la forma quanto incide sull’essenzialità della parola poetica e in che modo la vita diventa linguaggio?

La lingua ideale della poesia è qualcosa che si accorda col respiro della terra, col ronzio delle stelle. Qualcosa di estremamente materico, una vibrazione. Nel momento in cui il nostro ritmo trova sintonia col ritmo dei versi, allora si può parlare di poesia. Altrimenti è pura successione di frasi. Lo strumento di cui dispone chi pratica la poesia è solo la parola, nella sua essenzialità e nella sua straordinaria complessità. Fare poesia significa attingere, scegliere, combinare senso, significato e suono creando una materia unica, complessa. Mi chiedi in che modo la vita diventa linguaggio: sinceramente non ho idea, credo si tratti del tentativo, ogni volta fallito, di rappresentare la realtà attraverso una visione sempre parziale. La vita diventa linguaggio ogni volta che si riesce ad afferrare qualcosa in questo sottile pulviscolo che ci circonda e a renderlo vivo attraverso la parola.

La poesia è tale se diventa portatrice di una visione che non è individuale (bensì sovraindividuale); qual è la tua opinione in merito?

Chi si occupa di poesia deve perdere se stesso. É vero che si scrive sempre partendo da noi ma per distaccarsene immediatamente, stare nella trama del discorso poetico, mai in primo piano.

Per concludere, ti invito, per salutare i nostri lettori, a riportare tre poesie dal tuo “Foglie altrove”, edito da Arcipelago Itaca, (perché questo titolo?); di queste scegline una per condurci a ritroso nel tempo, a prima della stesura completa o della prima stesura, per raccontarci quanto “accaduto” così da permetterci di condividere (e meglio comprendere) il percorso che l’ha vista nascere.

Il titolo Foglie altrove è una sintesi di quanto il libro vuole raccontare. La parola Foglie rimanda alla natura, al suo misterioso e incessante processo di rinnovamento. Altrove rappresenta la possibilità, il corrispettivo che a ogni perdita corrisponda una trasformazione, una rinascita. É un libro sulla vita, sulla capacità della vita di durare attraverso gli altri, in un continuo passaggio di testimone: un libro di un figlio che diventa padre ma non smette di essere figlio anche se il padre non c’è più.

Da qui le montagne sembrano sagome dure,
cartone tagliato da mani piccine
usando la scatola del panettone.
La bici è ghiacciata in giardino,
la camera d’aria abbozza un sorriso
al bimbo che si avvicina a guardare
con un filo di vento impigliato
nei polsini di un maglione già stretto.
Oggi è il trentuno, si strappa una pagina:
gennaio, domenica, qualcosa da cui
ripartire. Appendere al chiodo dei giorni
un fascio di fogli più chiari.

I.
Quattro stecche da saltare
non fanno un cortile
né un’infanzia felice
             eppure era tutto qui
inciso nelle cose prima che le toccassi.
Bastava abbandonarsi al vento
lasciarlo suonare nelle ossa
come in quel canneto sul bordo
della scogliera, a precipizio.

II.
Quattro stecche prima di cantare
la solita canzone
             era un appiglio la musica
             le stesse note, lo stesso motivetto,
un salvagente di parole
intorno al capo.
Mi lasciava ancorato sul fondo delle cose
in quel cortile, in un lieto fine certo
             eppure ogni volta immaginato.

PROMESSA

I.

Ti ho portato al mare
per ricucire una promessa
         la spola delle onde contro
         la scogliera chiara, l’estate
         che scottava la mia pelle bambina.
Qui si torna all’origine
nel buio rivoltato della terra,
i nomi sono suoni tra la schiuma
         l’infanzia scivola tra l’intreccio delle mani
precipita nell’acqua, senza traccia.

II.

Tu sei la traccia, il contorno
di una gioia ripetuta,
l’onda incessante sulla stessa pietra.
           Quell’onda smemorata, buia onda
           che raccoglie la luce e la sparpaglia.

III.

Pochi bambini sulla spiaggia,
gabbiani randagi che rivoltano le alghe
come se cercassero un ricordo.
Tutto è cambiato,
non c’è neppure il palo per le biciclette.
             Anche le pietre non sono più le stesse
spaccate da un taglio verticale
mostrano la polpa polverosa,
il fallimento del tempo e delle cose.

IV.

Falliremo anche noi ma per adesso
tieni stretta questa promessa d’acqua.
Il mare sa dove tornano le cose,
conosce il linguaggio delle rocce.
              Tutte le voci sott’acqua si assomigliano
non serve un esercizio di fiducia
basta tendere l’orecchio
e sentirai un’eco orizzontale.
Tutti i nomi. Promesse mantenute.

PROMESSA (tra l’altro l’unica poesia del libro che ha un titolo) è una delle prime poesie che hanno composto la raccolta. Ci sono tutti gli elementi presenti nel libro: l’infanzia, il sentimento del tempo, la promessa che questa eco orizzontale di voci, nomi e corpi sarà mantenuta intatta, perdurerà oltre. É costruita in quattro movimenti, seguendo una consapevolezza crescente così come il libro è suddiviso in quattro sezioni che attraversano le stagioni e la vita tentando di ricostruire sulla perdita, riappropriandosi del passato, in continua tensione verso l’infanzia. Le quattro parti del libro si sono composte naturalmente, senza strappi, una la conseguenza dell’altra. Il sentimento che ha guidato la scrittura di Foglie altrove, per me è stato la gioia, la pienezza della vita che chiama altra vita a sé senza spezzare la linea, mantenendo vive le voci che ci appartengono e ci compongono, facendole risuonare.

Foglie altrove (Arcipelago Itaca 2020)

Michele Paoletti (17 Luglio 1982) è nato e vive a Piombino (LI). Si è laureato in Statistica per l’economia presso l’Università degli Studi di Pisa. Ha pubblicato le raccolte Foglie altrove (Arcipelago Itaca 2020), Breve inventario di un’assenza (Samuele Editore 2017) e Come fosse giovedì (puntoacapo Editrice 2015). Una selezione di testi tratti dal volume Foglie altrove è apparsa nel n. 56 – Autunno 2019 della rivista “Gradiva” (in Semina lumina – La giovane poesia italiana a cura di Giancarlo Pontiggia, Leo S. Olschki Editore). Collabora con siti e blog letterari e coordina l’associazione culturale “Assaggialibri” che organizza eventi e presentazioni di libri. 

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