Antonio Prete, “Convito delle stagioni”, chiara contemplazione che avvicina all’essenza delle cose.

Con questa nuova raccolta, Antonio Prete approfondisce i temi che gli sono piú cari, e che della poesia sono elementi purissimi: la natura e il tempo. La natura, vegetale animale astrale, è descritta nelle sue incessanti metamorfosi di colori, suoni e profumi; mentre l’azione irreversibile del tempo, «che è lampo di presenza e stilla | d’accaduto», trova nella lingua della poesia, nei suoi suoni e ritmi, un momento di sospensione e di vertigine, in cui passato e presente si fondono per permettere un dialogo con quello che più non è: «nel teatro intimo della forma | l’abbraccio della luce e dell’ombra». Nel trascolorare delle stagioni, nella contemplazione di una notte stellata o di un volto amato, nella fugace apparizione di un animale selvatico, la poesia di Prete si avvicina all’essenza delle cose, accogliendo nel fulgore del visibile e nella lotta dei ricordi contro l’oblio il silenzio del cielo e delle galassie, «sul cui confine il tempo non è più tempo».

due poesie scelte per voi

 

Schiuma di luce

Il sole era alto. Le mani delle palme
accarezzavano un cielo stordito
dalla sua azzurrità.
Lungo la strada,
dalle rive di Campeche biancheggiarono
le dune. Presso il Morro das Pedras
fermammo l’auto.
Appoggiati al guard rail
guardavamo il grigioblu del mare.
E si levò, improvvisa, un’ala chiara
sopra le acque, riaffondò subito,
ombra fluttuante, ridivenne ancora
soffio di schiuma nella luce,
si nascose, poi risalí, nube d’onda
nel fulgore meridiano, stendardo
affiorante da sommerse battaglie,
tornò sagoma scura sotto un velo,
disparve infine nella profonda
oscurità,
tra mondi che hanno stelle
cadute, e popoli d’ombre guizzanti.
Nell’inatteso balzo del cetaceo
l’essenza luminosa dell’apparire.

Metamorfosi

Non c’è pensiero o affetto
che si perda nel nulla.
Amori e turbamenti fluttuano nell’aria,
sono nube, pulviscolo di luce.
O vapore lunare.
Nello schiudersi del fiore,
o nel formarsi di una stella,
quel che accade ha lo stesso respiro
del tuo desiderio.
Niente muore davvero.
Per questo qualche volta una nuvola
ha forma d’animale, o sopra le ali
di una farfalla c’è il disegno di una rosa:
figure di un legame, parvenze fuggitive
di una trama condivisa.
O forse questo è solo il sogno
di una metamorfosi.
Un sogno che la parola oppone
al silenzio che la abita,
la materia al vuoto che l’assedia.


Antonio Prete è nato nel 1939 a Copertino, nel Salento. Per molti anni ha insegnato Letteratura comparata all’Università di Siena. Studioso di Leopardi e Baudelaire, saggista molto noto, come poeta ha pubblicato Menhir (2007) e Se la pietra fiorisce (2012), entrambi presso Donzelli. Fra i suoi libri piú recenti: Trattato della lontananza (2008), All’ombra dell’altra lingua. Per una poetica della traduzione (2011), Compassione. Storia di un sentimento (2013), Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità (2016), tutti da Bollati Boringhieri; Torre saracena. Viaggio sentimentale nel Salento (Manni 2018). Per Einaudi ha pubblicato Tutto è sempre ora (2019) e Convito delle stagioni (2024).