“Nostos XXIV”: Nelly Sachs

Nostos, ritorno alla parola
Rubrica a cura di Luca Pizzolitto

 

 

Nelly Sachs, Poesie (Einaudi 2018), traduzione di Ida Porena. 

 

E batteva col martello del suo cuore
e strappava dalla biblica tomba edera di morte
e vide il volto nudo dell’acqua, dell’aria, del fuoco
e della sabbia
e vide il mare vuoto tra le stelle:
la solitudine. E vide nostalgia in tutti gli occhi,
e ogni ala aveva patria in ogni luogo
l’addio era una foglia e cadeva dal linguaggio

e dietro di lei il Suo Nome
irruppe come un falco della morte –

*

Nella fuga
che grande accoglienza
lungo il cammino –

Avvolta
nel panno dei venti
i piedi nella preghiera della sabbia
che non può mai dire Amen
perché deve andare
dalla pinna all’ala
e oltre –

La farfalla malata
presto saprà di nuovo il mare –
Questa pietra
con l’impronta della mosca
si è offerta alla mia mano –

Invece della patria
stringo le metamorfosi del mondo.

*

Quando il respiro
ha eretto la capanna della notte
ed esce
a cercare il cielo la sua fluttuante dimora

e il corpo
vigneto sanguinante
ha riempito le botti del silenzio
gli occhi sono traboccati
nella luce veggente

Quando ognuno s’è vanificato
nel suo segreto
e tutto s’è compiuto due volte –
la nascita
sale cantando per ogni scala di Giacobbe
agli organi della morte –

allora
un bel lampeggiare
accende il tempo.

*

Il cigno

Nulla
sulle acque
e già sospesa a un battito di ciglia
la geometria di un cigno
radicata nell’acqua
s’inerpica
e si china nuovamente
Inghiottendo la polvere
e misurando l’aria
l’universo –

*

Intrecciamo una corona
C’è chi ha viole di tuono
io soltanto un filo d’erba
pieno del linguaggio silenzioso
che qui fa lampeggiare l’aria –

Nelly Sachs è nata a Berlino nel 1891, figlia di un industriale ebreo. Dopo avere ricevuto l’ordine di presentarsi a un campo di lavoro, nel 1940, riesce a fuggire in Svezia, dove si stabilisce e vivrà per tutta la vita. Nel 1947 viene pubblicato il suo primo libro di poesia. Nel 1950 inizia una serie di lunghi periodi di ricovero in ospedali psichiatrici. Le raccolte poetiche degli anni cinquanta la segnalano all’attenzione del pubblico tedesco. Tra i suoi estimatori spicca Paul Celan, con il quale nasce un rapporto epistolare nutrito da reciproca ammirazione e destinato a sfociare in una intensa amicizia. Si incontreranno solo nel 1960 a Zurigo e a Parigi.
Dagli anni sessanta la fama di Nelly Sachs diventa internazionale e nel 1966 riceve il premio Nobel. Muore a Stoccolma nel 1970. Nel 1966 Einaudi ha pubblicato la raccolta Al di là della polvere e nel 1971 un’antologia delle Poesie, di cui la presente edizione è una riproposta aggiornata. La Corrispondenza fra Nelly Sachs e Paul Celan è stata pubblicata dal Melangolo nel 1993.

 

 

 

in copertina, la foto è di Dzmitry Shepeleu

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