Il sole che nessuno vede (Meditare in natura e ricostruire il mondo)

Il sole che nessuno vede (Meditare in natura e ricostruire il mondo)

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Anteprima
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Il sole che nessuno vede
Meditare in natura e ricostruire il mondo
di Tiziano Fratus – Ediciclo Editore
pp. 176, € 15,oo, ill. b/n
dal 17 novembre in libreria

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Estratti dall’introduzione
Una carezza terrestre. Meditare nel Tempio delle Radici

Alla fine della giornata,
mi sono seduto al centro del vuoto:
ho lasciato che l’IO
a cui tanto avevo lavorato si arrugginisse.
Vedevo che l’acqua corrompeva,
ma smisi di preoccuparmene.
L’uomo che si era seduto
non si è più rialzato.

Scrivere un libro sulla meditazione è un ossimoro, una contraddizione in termini. Si tratta di esperienza pastorizzata in parole, canti e formule, è un sale che resta dall’evaporazione del silenzio più profondo, a cui si affiancano immagini, idee e prove su carta. Fra le testimonianze più intense figurano testi che abbracciano ragionamenti e ipotesi sul mondo, altri che mescolano ricordi e teorie, oppure dialoghi – tecnica basilare dell’indagine meditativa e speculativa – raramente, ed è una fortuna, tecniche specifiche di meditazione, che a mio parere devono restare vincolate al manifestarsi, al compiersi della meditazione in un sangha, ovvero in un gruppo di persone, al ritmo guidato da una voce maestra. Così i libri non sono quasi mai dedicati alla meditazione, piuttosto sono come satelliti che guardano intorno al sole o al pianeta. Meditare non significa addormentarsi, non è semplicemente placarsi, bensì è vigilare, scandagliare, lavorare – anche duramente – sul legno di cui siamo composti. Ed è proprio lì, quando siamo soli, quando il mondo ci appare lontano, e nessuno, nemmeno le voci dei nostri cari, dei nostri genitori vivi o defunti, quando siamo soli con noi stessi, quando siamo buchi neri che guardano e ragionano intorno alla propria attrazione gravitazionale, ebbene, quando siamo in quello stato inizia un lavoro che è il più duro: non operano le giustificazioni, non fanno leva le menzogne, si esiste e null’altro. Siamo noi, senza di noi. Siamo noi, senza protezione. Qui non può arrivare l’occhio di nessun dottore, di alcun maestro, tantomeno di coloro che ci amano, o dicono di amarci. È una foresta vergine che ci abita dentro. Che non ha bisogno degli occhi per guardare, delle bussole per avanzare, della luce o della notte per esistere. Quel che saremo nella vita quotidiana nasce qui. E se qui si sprigionano temporali e la terra viene scossa da fremiti e terremoti, inevitabilmente le onde si propagheranno, causando altra devastazione, anche quando saremo tornati al lavoro, in famiglia, fra la gente. Ecco perché la meditazione dovrebbe essere insegnata fin da bambini, e non essere ritenuta una pratica signorile che riguarda gente danarosa che sa vestire tessuti eleganti e costosi, con una mano rivolta al cielo e l’altra alla terra. Sedersi e meditare è cercare la verità di Dio e del nostro esistere. Sedersi e meditare è la migliore pratica che possiamo adottare per volerci bene. Che avvenga in una stanza insieme ad altre venti anime o da soli nel bosco, al fondo ombrigero di un orrido, in un “luogo filosofico” dove si lavora su di sé. Per me Dio non si trova in una chiesa, vive dentro un bosco, si esprime nelle forme delle acque di un lago, trova voce nel creato che mi circonda.

[…] Il sole che nessuno vede pulsa nel cuore di ogni persona. È quell’astro invisibile che irradia, che annulla qualsiasi ombra, che mette a nudo e al contempo sa ampliare le capacità, le consapevolezze. Spero che il lettore vi possa scovare, ancor più che nei libri licenziati in precedenza, qualcosa di prezioso per se stesso. Qualcosa che aiuti a mitigare le tante difficoltà che comporta l’essere brutalmente al mondo. A smorzare le furie di questo pessimo tempo di follie, violenze e dissoluzioni che abitiamo. Le più intense emozioni della vita non le puoi fotografare. Sono un regalo senza destinatario.

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Tiziano Fratus ha coniato il concetto di Homo Radix, la pratica dell’Alberografia e la disciplina della Dendrosofia. Ispirandosi al concetto di “minimalismo sacro” riconosciuto in musica per il lavoro di Arvo Part, conduce una pratica quotidiana di meditazione in natura e lavora alla scrittura di una serie di volumi, personali fotografiche e la rubrica “Il cercatore di alberi” che tiene sulle pagine del quotidiano «La Stampa». L’intera sua costellazione editoriale va sotto il titolo di Arborgrammaticus e ne fanno parte, fra gli altri: Manuale del perfetto cercatore d’alberi (Feltrinelli), la Trilogia delle bocche monumentali (Laterza – L’Italia è un giardino, Il libro delle foreste scolpite, L’Italia è un bosco), il romanzo Ogni albero è un poeta (Mondadori), Il sussurro degli alberi (Ediciclo) nonché le raccolte di poesie Un quaderno di radici (Feltrinelli) e Musica per le foreste (Mondadori); sue poesie sono tradotte e pubblicate in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco, slovacco e lituano. Orchestra piccoli atti di dendrosofia dal nome La procreazione del bosco, accompagnando gruppi di persone a conoscere gli alberi, la natura e la meditazione. Vive in Piemonte laddove finisce la pianura e iniziano le montagne. Sito: www.homoradix.com

Prime presentazioni:
– Milano, Bookcity, Biblioteca Chiesa Rossa, 18 novembre
– Manfredonia, Oasi Lago Salso, 19 novembre
– Monza, Parco della Reggia Reale, 21 novembre
– Rivalta T.se (TO), Castello, 24 novembre
– Bologna, Libreria Modo Infoshop, 7 dicembre

Collana Ossigeno – Ediciclo Editore
http://www.ediciclo.it/index.php?qr=ossigeno&pagid=prod_list&cat_id=77

Pagina ufficiale di Studio Homo Radix
https://homoradixnew.wordpress.com/portfolio/trilogia-degli-alberi-nube/

Booktrailer
http://m.youtube.com/watch?v=OOmU2ZhqQUU

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