tre domande, tre poesie
Fabio Prestifilippo è nato a Casalpusterlengo, in provincia di Lodi, il 9 dicembre 1975. Ha pubblicato nel 2012 la silloge Movimenti per la casa editrice LietoColle, sempre per LietoColle nel 2019 Abitare la traccia, nella collana gialla/pordenonelegge.it curata da Augusto Pivanti.
Pariamo dal titolo: qual è stata la scintilla che ha portato il tuo “L’assente”, (Fallone Editore) meglio: in che modo la (tua) vita diventa linguaggio?
“L’assente” è nato durante la stesura di “Abitare la traccia”. È stato chiaro che non sarei riuscito a sviluppare appieno il tema della memoria frammentata senza considerare che l’origine della frattura, la fallacità del ricordo che restituisce a pezzi la sua storia, è dovuta alla rottura primigenia tra il corpo e il linguaggio. Da questa considerazione è nata l’idea di un “assente”. Assente è quindi la condizione in cui la parola parla se stessa; è la parola che ha perso il corpo. Questa raccolta tenta di descrivere in che modo la depersonalizzazione del linguaggio si traduce nelle “faccende” della vita: la quotidianità, il sesso, il corpo malato, il corpo giovane, il corpo dipendente. L’allontanamento progressivo della parola dal corpo, gerarchia dove è la prima che determina una direzione per entrambi, ha neutralizzato il potere comunicativo del linguaggio che, in questa accezione diventa pura astrazione senza più terra. Fotografare il corpo in una determinata condizione e – come si propone l’opera – definirne lo stato sembrerebbero contraddire quanto detto sopra; tuttavia, ci salva il linguaggio in versi. La poesia, nel mio fragile tentativo, è simultaneamente una forma di resa al linguaggio come concetto, e il tentativo di scardinare i suoi paradigmi, in virtù di un riavvicinamento al reale del corpo.
Ad oggi, dove sei stato condotto dalla poesia, qual è stato l’insegnamento?
Per fortuna non ho compiuto passi in avanti rispetto al primo e fortunato incontro con la poesia. Mantenermi capace, come allora, di esperire la meraviglia del momento estetico, quella particolare esperienza che la lettura della poesia produce, è il punto da cui sono partito e a cui sono arrivato. Questo è per me il più prezioso degli insegnamenti: che non esiste scrittura senza amore per la scrittura e quindi non può esistere un poeta che non sia allo stesso tempo un lettore innamorato.
“il dramma che ho sopportato/ finisce nell’assente”, con i tuoi versi per chiedere: le parole bastano alla poesia, la poesia è un destino?
L’urto con il mondo, per l’esattezza con quella parte di mondo che ci rivela una direzione, è simile a quello che comunemente definiamo come destino. Nondimeno, la parola che più mi appartiene è “incontro” per le caratteristiche rocambolesche con le quali la poesia mi si è offerta alla vista per la prima volta. Non so se questo sia attinente ai versi citati ma è bello pensare che la mia storia di lettore sia in qualche modo riconducibile al fatto che tutta la vita – prima – e quindi la sua drammatizzazione siano serviti a quel dolce incontro. In virtù di questo allora: “il dramma che ho sopportato / finisce nella parola”.
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Per concludere, ti invito, per salutare i nostri lettori, a riportare tre poesie dal tuo libro, L’assente, e di queste scegline una per condurci a ritroso nel tempo, a prima della stesura completa o della prima stesura, per raccontarci quanto “accaduto” così da permetterci di condividere (e meglio comprendere) il percorso che l’ha vista nascere (nel contesto del libro che l’accoglie).
il corpo giovane parla
il linguaggio dell’alba
teso sulla finestra del mondo
attende quel silenzio:
la madre che ancora
gli respira intorno
la madre che con la mano
gli ridona il sonno
—
non c’è una parola
che possa consolare
l’assente privato della bellezza,
sia essa il vicario
che porta il veleno alle pupille
o la donna che nella ressa
si gira per dirti
che la morte è bianca
—
l’odore del cloro
inchioda l’estate
in un angolo
dove una voce
continua a soffrire
la gravità carica il tessuto
la pelle diventa verticale
e in quella superficie buia
appare l’assente
mestizia








