MAR ROSSO, CONTAINER, HORMUZ E OSSESSIONE POETICHE

di Marco G. Maggi, Elisa Audino

 

Il 23 marzo 2021 la nave portacontainer Ever Given, una delle più grandi navi portacontainer al mondo, gestita dalla Evergreen Marine e registrata a Panama, rimase incagliata nel Mar Rosso per una settimana. Il traffico marittimo internazionale si paralizzò. La Ever Given e l’enorme coda di 150 km – altre 400 navi – che si formò in breve tempo erano il simbolo del sistema di produzione e di consumo globali, ma anche del modo in cui sono organizzate le grandi compagnie di navigazione: la nave era stata costruita da una compagnia giapponese, ma era proprietà di una sua controllata e a loro volta erano entrambe della famiglia Higaki. Il che non la rendeva una nave sotto il controllo diretto della famiglia Higaki, perché la Ever Given era stata pensata per essere noleggiata a un colosso taiwanese, controllata dalla famiglia Chang. Che, però, non se ne occupava direttamente: la nave, infatti, era gestita da una società tedesca con sede ad Amburgo. Ma non era una nave tedesca, perché batteva bandiera panamense. Uguale: NON ERA DI NESSUNO, ma qualcuno ci guadagnava. L’equipaggio, come sempre accade, era di una nazionalità diversa dalla proprietà finale della nave. Indiano, in questo caso, come spesso accade.

La vicenda, mentre il destino di molte aziende europee rimase per giorni appese a un filo, passò tutto sommato in second’ordine e, soprattutto, non se ne colsero i significati. Fu, però, forse proprio in quel momento che gli Houthi si ricordarono di cosa significava il Mar Rosso. Cos’è successo due anni dopo dovremmo saperlo, perché dal 2023, con rare interruzioni e, in particolare, in seguito all’intervento degli Stati Uniti, il Mar Rosso è rimasto bloccato costringendo le compagnie marittime a circumnavigare l’Africa, con conseguente aumento esponenziale dei costi di navigazione. Poi, è arrivato Hormuz e, di nuovo, gli Stati Uniti.

Ma nel 2021 non furono solo gli Houthi a osservare quella nave incagliata, quasi per Provvidenza Divina. In Italia, due autori, poeti, ne rimasero ossessionati fino a scriverne, all’insaputa l’uno dell’altro. Marco Maggi, di cui riportiamo l’inedito, ed Elisa Audino, che alla vicenda ha dedicato un’intera raccolta, Esodo, pubblicata dalla Gattomerlino edizioni.

Coincidenze (bibliche): la Ever Given si incagliò nel Mar Rosso dopo una tempesta di sabbia. Venne disincagliata dal rimorchiatore Carlo Magno. Le lingue diverse parlate sulla nave in qualche modo richiamano Babele. Dopo essere stata disincagliata, la nave venne portata lungo le sponde dei Laghi Amari in attesa delle definizioni delle responsabilità e l’equipaggio rimase bloccato sulla nave per mesi. Gli ebrei, nell’Esodo biblico, dopo aver attraversato il Mar Rosso giungono a un’oasi, le cui acque erano così amare che venne ribattezzata Mara.

 

Ever Green, Marco G. Maggi, inedito

Sguardo aduso a una vita lenta
quello del pastore egiziano
che negli anni ha visto passare
tra il Canale e la sua terra
scafi sempre più grandi
in un continuo andirivieni
ripetuto giorno e notte
tra bastimenti e petroliere
sovraccarichi all’inverosimile.

Così la nave Ever Given
della compagnia Ever Green
con i suoi diciottomila container
a bloccare come un turacciolo
tutta questa nostra foga
di merci e di energia.

Tu pensa alla follia
se avesse in pancia la nostra casa
il futuro dei nostri figli.

Ever Given, da Esodo, Elisa Audino, Gattomerlino, 2024

La narrazione contemporanea prevede
una nave portacontainer incagliata dal vento
il Mar Rosso divelto da sabbia deserta
quattrocento torri di Babele che oscillano in coda
e un equipaggio in ostaggio sulle sponde di Mara.

Sullo sfondo, come back-
ground:

Esodo, 26:

Se ascolti davvero la voce del Signore
tuo Dio, e fai ciò che è giusto ai
suoi occhi,
se osservi comandamenti e regole e statuti
e cazzi e mazzi
non t’infliggerò nessuna delle malattie che
ho inflitte agli Egiziani

Perché io sono il Signore, Colui che guarisce.

 

 

Marco Giovanni Maggi, è nato e vive da sempre ad Alessandria. Imprenditore, ha viaggiato, soprattutto per lavoro, in molte zone del mondo. Sue poesie sono state pubblicate su diverse antologie e riviste letterarie. Ha pubblicato le raccolte poetiche Punto di fuga (Puntoacapo, 2014), Il quadrato delle radici (Ensemble, 2018), Né padri né madri (Ladolfi, 2020).

Elisa Audino, cuneese, ha un lavoro ordinario e una laurea in Comunicazione Interculturale. Ha pubblicato le raccolte poetiche Io qui ci vivo (Gattomerlino, 2021), Esodo (Gattomerlino, 2025), Necrologia di una chat (Eretica, 2026), il romanzo Orata in offerta (Capponi), tradotto Non dire che non è il tuo paese, di Nnamdi Oguike (Capponi), curato L’incendio di Paesana (Fusta, 2024). Collabora con la rivista culturale NiedernGasse. Condivide la direzione artistica della rassegna culturale Granda In Rivolta. 

 

 

in copertina, Marc Chagall, “Crossing the Red Sea”.

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