“Da un nido che ospiterà tante nidiate…”, tre inediti di Chiara Cristaudo

L’albero storto

È lì da più di me
Non so come né perché
Ha resistito alle intemperie
E non si è preso mai le ferie
È rimasto lì
Ad ospitare il mio stormo di colibrì
Spicca grande e grosso
Ma da lì mai si è mosso
Spicca incline là nel cielo
Ma resiste per davvero

I vermi non brucano le spine

Da sempre là nel prato
Quello là abbandonato
Ci sono delle spine
Cresciute là senza un fine
C’è però un uccellino
Che si apposta pian pianino
Se ne sta là a fissare
Aspettando passi qualche infame
Adesso quelle spine sono coronate
Da un nido che ospiterà tante nidiate
L’altro giorno di lì non passava un fuco
Oggi l’animale nutre il piccolo con un bruco
Quelle spine hanno un senso
Più dei fiori in serra in compenso
Quelle hanno una casa
Le altre van vendute per strada
Se ne ricava poco e niente
E l’uccello se ne va perdente


La zia Maria

Vivevo in cantina
A volte mi portavano la pastina
Non avevo gran compagnia
Ma con me c’era la zia Maria
Mamma e papà mi hanno abbandonato
Non mi volevano già da quando sono nato
Perché io ho una disabilità
La gente per me prova pietà
Ma io non gliel’ho chiesta
Non è vero che sono malato di testa
Io non sono un giocattolo rotto
Ma la gente per me non ha posto
Mi chiedono dove sono nato
Sono mai stato innamorato
E io rispondo
Tu dov’eri quando mi hanno malmenato
E poi se ne stanno zitti
Ma tanto che ti aspetti dai ricchi
Con una cesta a terra io ero
Non mi hanno dato un euro
Mi dicevano: “vattene via”
E io mogio tornavo dalla zia
Lei a braccia aperte mi accoglieva
È forte forte mi stringeva
Fra le sue braccia ero al sicuro
Anche quando il cielo era scuro

 

 

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Io sono mi chiamo Chiara Cristaudo, ma voi chiamatemi Chris, all’anagrafe risulta che io sia tredicenne, ma, dentro, mi sento Matusalemme. Mi occupo di molte arti come: la scrittura, il disegno, la musica ecc… Per i più curiosi: potete trovarmi su Instagram come chiary_art_book e monica.la.fisarmonica

 

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In copertina Jean-Baptiste Camille Corot, L’albero piegato, 1855-1860, olio su tela, cm 44×58, National Gallery of Victoria