cop agrati amore & ps

amore & psycho affronta il tema dell’amore e lo fa in due maniere distinte; raccontandolo tramite una poesia più tradizionale in termini linguistici e compositivi e un’altra sperimentale, ludica, libera dalle costrizioni, che osa fino a spingersi all’estremo, all’errore. I due soggetti principali ai quali questo amore si rivolge sono l’amata e la parola. Il libro si interroga infatti anche sull’idea e sul ruolo della parola e lo fa esplicitamente attraverso la scelta del tema di alcuni dei testi, fino ad arrivare al dileggio della grammatica e della composizione stessa.

 

Schhhhhhhhhhhhhhh
I gatti fanno l’amore sotto
la mia finestra, strillano fino
a farmi venire il mal di testa.
E va bene sono solo in questa
notte fresca ma non c’è ragione
che natura lo ribadisca. Già
da tempo primavera è uscita
dalla mia porta era abbottonata
al tuo collo che s’è portato via i
milioni di baci che ci avevo
appiccicato. E abbiate un po’di
cuore gatti della malora che
guaite a quest’ora della notte
come foste i soli a conoscere
l’arte d’amare. Dovrei tirarvi
un badile un martello un pitale.
O una cassa di vino per farvi
tacere. Anch’io ne so qualcosa
penso mentre l’aspirina fa le
bolle nel bicchiere e schhhhhh
hhhh provo di nuovo a dormire.
 
Le meduse
Nella foto con te la pellicola m’impressiona
Con te non vengo bene
più
anzi vado no resto
mancia
le patate che sso buone
come le monache
di baviera.
Nel grano cerchi
di non essere scontata
ma neanche tre per due
ogni due per tre
sei
come l’animalista toscano
alce e struzzo fa la casa
dando i numeri per l’ottone
almeno la mia tromba
che non cada per le scale.
Non andare di la che ci sono le meduse!
Mi disse la vecchia al parco vicino
ha corso
Buenos Aires che dall’altro lato
del fiume c’è una tipa che vale la pena
ma niente non ne vuole
sapere
neanche una lezione
come si deve le farebbe cambiare
senti –
– mento se ti dico che sono pacifico
come un oceano
di cazzate distribuite alla fiera del preservativo?
Com’è difficile
a mare
sono andato col gommone per cancellare
tutte le onde anche le sonore
per vedere il piatto
che pasta e avanza
dopo un arresto senza forze
dell’ordine maniacale
disorientate da falsi punti
cardinali sempre a parlarmi di
peccato in fragranza
perché contadino spargo i semi di brioche o
come quando per rubare i soldi alla nonna
ho dovuto scavare
morta una nonna se ne fa un’altra
il mio vecchio amico gerontofilo
ma io ho una credenza antica, senza ante
io non posso vivere senza di te amore mio.
   
Ogni tanto ancora piango
Ogni tanto ancora piango
quando una parola un segno
una canzone un angolo diviso
diventa acuto come un suono.
Quando una strofa una frase
mi scopre fragile. Piango cosi
senza una ragione apparente
come se un pugno strizzasse
il cuore come se il dolore
fosse una fontana dalla quale
un veleno sprizza nel lavandino
dello stomaco. Piango perché
sei come una spina un osso
un grano di sabbia conficcato
sotto la pelle che talvolta
si muove. Ma ti porto addosso
cucita sferzata impressa
perché mischiata alle lacrime
la gioia, di saperti ancora
li da qualche parte.
 
Parole Sprecate  
Sprecate come cibo avanzato.
Sputate in strada, al bar
dal divano per imprecare
contro i notiziari della sera.
Parole buttate in consuete
scemenze; per i parenti
i colleghi i vicini di casa.
Per discutere del tempo
sugli ascensori. Per il vigile
la fornaia, il benzinaio
il cameriere. Nella rete
mute come pesci morenti
in cerca di un grido.
Quante parole sprecate.
Per te, non ne sono rimaste.
Non me ne sono rimaste per te
che tremavi alle mie lettere.
Per te non c’era digiuno
c’era una lingua privata
ora privata di suono.
Di silenzio privata ora che
abbiamo deciso di mancarci
per il resto della vita.
*
Ti ho baciata per tutta la notte
per tutta la notte come se fosse
l’ultima delle notti della vita.
la notte intera scosso, tremando
per un freddo che invero non c’era.
Scoperti nudi spogliati entrambi
ciascuno dal proprio presente.
Scrollandosi assieme l’acqua di dosso
cani nel fosso alla fine di un gioco.
Ma ancora baciarti baciarti ancora
ancora una notte e una notte ancora.
Baciarti ancora per tutta la notte
per tutta la notte baciarti, ancora.
Perché senza trionfo è il sogno
quando cerca il suo posto nel giorno.
 
Esere Singolo
ovvero non me ne frega niente se parli spagnolo e non dici le doppie
io ti lascio, sola e anche senza doppie.
Alago di proseco la poza del nostro amore
Che al lago mi hai abandonato al atraco
Mi hai deto: vado a comprare le sigarete
Dovevo intuire che soto c’era il truco
Per questo adeso difido delle dopie
Non riesco a cantare di copie
Perché siamo tuti soli, singole note
Le lune arivano quando scende la note.

La sposa più bella
 
Di un amante per primo conosci il profumo.
Come il buon odore del pane, dal vico ti
porta al forno. Per fare l’amore bisogna
sapersi spogliare, dopo avere lanciato
i vestiti nella stanza. E tu con la sola tua
pelle in una chiesa, saresti la piu bella sposa.
*
Lo sai nella mia stanza
c’è ancora la tua luce
delicata tenue fioca
discreta come te.
Le altre vengono, vanno.
A qualcuna piace
il mio gusto, che bella idea
mi dicono ed io rispondo
grazie davvero ma è soltanto
una lampada da niente
dell’ikea.

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