in copertina FRANCESCO DI BARTOLO, Amor sacro e Amor profano, incisione a bulino, 1877 (traduzione da Tiziano)
Incisore, pittore, illustratore, ritrattista della famiglia reale dei Savoia e delle più grandi personalità politiche e del panorama culturale dell’Ottocento, nonché amico di Giovanni Verga, Francesco di Bartolo è il protagonista della mostra a lui dedicata e organizzata dal Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci.
Si intitola “Francesco di Bartolo. Incisioni e dipinti nel bicentenario della nascita (1826 – 1913). La donazione grafica G. Di Bartolo alla Casa Museo Verga” ed è allestita negli spazi della Chiesa di San Francesco Borgia, in via Crociferi dal 6 ottobre 2026 a 28 febbraio 2027.
Voluta dal direttore del Parco, Giuseppe D’Urso, è curata a quattro mani da due funzionari dell’ente, gli storici dell’arte Gaetano Bongiovanni e Maria Busacca, e realizzata in collaborazione con la Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale.
Inaugurazione martedì 6 ottobre, ore 16.30. Con il direttore D’Urso, interverranno l’erede e donatore Gaetano Di Bartolo e i curatori.
Oltre a quattro opere provenienti proprio dalla collezione di Casa Verga – donate allo scrittore personalmente dal maestro Di Bartolo e in alcuni casi accompagnate da una dedica al grande romanziere – saranno tele e acqueforti in prestito da eredi e collezionisti. Mentre il corpus principale di questa esposizione sono le otto incisioni che il pronipote Gaetano Di Bartolo ha deciso di donare al Parco archeologico di Catania e che dunque entreranno a far parte del patrimonio storico-artistico della Regione Siciliana. Un lotto, quello della “Donazione Di Bartolo”, che fra l’altro include una raffinatissima traduzione a bulino di uno dei capolavori del Rinascimento: il celebre “Amor sacro e amor profano”, olio su tela di Tiziano, il cui originale è esposto alla Galleria Borghese di Roma. La versione a bulino conferma la grande maestria di cui era capace Di Bartolo, considerato unanimemente fra i più eccellenti esecutori del suo tempo tanto da aver partecipato all’Expo di Parigi in più occasioni, anche come giurato su indicazione dello Stato Italiano, con diverse opere. Fra queste la trasposizione de “Gl’iconoclasti”, olio su tela del Morelli poi donata a Verga; o il ritratto di Cavour, che gli valse la medaglia d’oro alla Promotrice di Palermo del 1873; e ancora il ritratto di Papa Leone XIII, premiato con l’oro, a una mostra del Vaticano.
Completano la mostra due prestiti, sempre della collezione di Gaetano Di Bartolo, che raffigurano due figure particolarmente iconiche per la città di Catania: la prima è il ritratto del musicista Vincenzo Bellini, con indosso l’alta uniforme; la seconda è una traduzione del busto reliquiario di Sant’Agata.
“Questa mostra dedicata a Francesco di Bartolo – ha commentato Francesco Paolo Scarpinato, Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – valorizza una figura di grande rilievo dell’arte e della cultura siciliana dell’Ottocento. Un progetto che unisce tutela, ricerca e divulgazione e arricchisce l’offerta culturale della città di Catania”.
L’esposizione sarà l’occasione per riscoprire la figura di Francesco di Bartolo e il suo legame con Giovanni Verga. Lo sottolinea il Direttore del Parco archeologico di Catania, Giuseppe D’Urso: “In mostra sono incisioni e dipinti che rappresentano la storia della nostra terra e rievocano l’amicizia fra i due intellettuali. A nome della comunità e dell’Istituzione regionale ringrazio il donatore Gaetano Di Bartolo per questo prezioso gesto di condivisione del patrimonio artistico di famiglia”.
La mostra, la cui visita è inclusa nel biglietto d’accesso alla Chiesa di San Francesco Borgia (via Crociferi), segue gli orari di quest’ultima. Dal martedì al sabato ore 9.00 – 13.00; e 14.30 – 18.30; domenica ore 9.00 – 13.00. Lunedì chiusi.
La biglietteria fisica è al botteghino del Teatro antico, in via Vittorio Emanuele 266, on line su https://www.ticketzeta.com/biglietti-parchiarcheologici-regione-sicilia/homePage.html
Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci
Istituito nel 2019 dall’unione di due enti, il Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. È un parco diffuso che comprende numerosi siti della città metropolitana di Catania e del territorio di Enna. A Catania i siti afferenti al Parco sono: l’Anfiteatro in Piazza Stesicoro, il complesso del Teatro Antico e Odèon, le Terme della Rotonda e le Terme dell’Indirizzo, Casa Museo Verga, la Chiesa di San Francesco Borgia e, dal 2026, il Portico dell’Atleta (sito ipogeo in via Crociferi); le Terme di Santa Venera al Pozzo (Aci Catena) e il tempietto di Capo Mulini; il complesso ecclesiale della SS. Annunziata (Mascali); i musei e le aree archeologiche di Adrano e Centuripe (Enna); le aree archeologiche di Ramacca e Mineo (Palikè); la Chiesa di S. Maria la Vetere (Militello); il Museo regionale della Ceramica di Caltagirone. Dal giugno 2022 il Parco è diretto da Giuseppe D’Urso.








