in copertina, Carmela Buffa Calleo_Simona Di Gregorio
L’improvvisazione teatrale e la musica con approccio educativo sono le protagoniste del calendario di eventi e laboratori di ottobre de “I Codici della strada”, il progetto culturale e sociale, in calendario fino a dicembre, creato a Catania dall’associazione temporanea di scopo fra l’associazione culturale Zo e la Cooperativa sociale Prospettiva. Il progetto multidisciplinare – dedicato soprattutto ai giovani e alle fasce più vulnerabili per favorirne creatività, partecipazione e senso di comunità – interviene nei quartieri periferici catanesi di San Giovanni Galermo, e quest’anno anche a Monte Po, per trasformare i linguaggi quotidiani in strumenti di indagine sociale e inclusione.
“I codici della strada” è sostenuto da “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”, il progetto promosso dal Comune di Catania, su fondi del Ministero della Cultura, che vuole rendere la cultura uno strumento di inclusione, crescita e coesione sociale attraverso spettacoli dal vivo, laboratori e attività partecipative in tutti i quartieri cittadini con particolare attenzione alle periferie e alle aree più fragili.
Lo scorso 1 ottobre la compagnia materana IAC Centro Arti Integrate con “Antigone. Esercizi di democrazia” ha fatto conoscere ai ragazzi di Prospettiva il mito di Antigone, un’esperienza teatrale interattiva in cui il pubblico è uscito dal ruolo di semplice spettatore per trasformarsi nel Coro della tragedia classica in un esercizio di scelta individuale e collettiva.
Martedì 6 ottobre, dalle 15.30, l’attore e musicista Andrea Balsamo insieme con l’attrice Carmela Buffa Calleo arrivano a San Giovanni Galermo con il laboratorio “Gestualità siciliana e sonorità del dialetto” che sarà incentrato sui gesti e la fonetica del dialetto siciliano, per lavorare sulle forme di comunicazione e sull’espressività popolare. «Questo laboratorio esplorerà la nostra gestualità, parleremo di gesti antichi e moderni e anche di gesti nuovi che abbiamo integrato dal linguaggio gestuale anche di altre nazioni, di altre culture – spiega Buffa Calleo -. Parleremo anche del linguaggio gestuale della strada che spesso ha comunicazioni violente o passivo-aggressive e vedremo come queste possono in qualche modo essere sostituite».
La Buffa Calleo lo scorso anno aveva avuto un grande successo col suo laboratorio di gestualità siciliana che ritorna arrichito dalla musica di Andrea Balsamo: «La musica di Andrea è un altro modello comunicativo che unito all’improvvisazione chiaramente esalta tutto il lavoro. Attraverso percussioni, flauti, marranzano Andrea considera l’importanza della musica all’interno di questo lavoro, musica che è anche improvvisata sulla base di ciò che i ragazzi esprimono. Il 20 ottobre, per la performance finale del laboratorio, faremo un lavoro proprio sull’emozione, data anche dalla gestualità e quindi la musica seguirà proprio le emozioni dei ragazzi».
Giovedì 8 ottobre, alle 15.30, al Centro servizi di Monte Po del Comune di Catania, in via Lionardo Vigo 43, si terrà il workshop di canto popolare tenuto dalla musicista e musico-terapeuta Simona Di Gregorio, laboratorio che segue di un paio di settimane il concerto “Stidda brillantina” sul recupero e l’elaborazione della tradizione musicale e orale siciliana: «Questo di giorno 8 è un workshop interattivo, partecipativo – spiega la musicista etnea -. Al concerto dello scorso 22 di settembre, avevo davanti a me per gran parte, ragazzi che frequentano il centro aggregativo di Monte Po ed altri che frequentano la Cooperativa sociale “Prospettiva” di San Giovanni Galermo. In entrambe i casi parliamo di ragazzi che hanno bisogni speciali, che vivono comunemente la dispersione scolastica e con un livello di attenzione sempre molto breve. Eppure, con entusiasmo di tutti gli operatori e anche mio, questi ragazzi, con una età tra 10 e i 15 anni, hanno assistito a quasi tutto il concerto. Da lì ho capito come impostare questo laboratorio. Il canto di tradizione è sempre il mezzo più utilizzato nel mio percorso terapeutico ma anche didattico della musica, e anche questa volta è protagonista. Userò per lo più i canti siciliani della marina e della pesca perché Catania è una città di mare, e quindi è probabile, possibile, che zii, nonni o papà abbiano avuto dei contatti diretti o indiretti con il mare e con il mestiere della pesca».
«Utilizzerò inizialmente un gioco di scrittura creativa anche attraverso l’aiuto di persone più grandi, mature, che spero possano venire al laboratorio che ricordo è a ingresso gratuito. Saranno estratte a sorte delle parole siciliane, sempre legate al contesto della marina e della pesca, e con queste parole nascerà un testo in siciliano originale in rima. Alla fine canteremo questo materiale che sarà anche mescolato e intrecciato a tematiche importanti, come il mondo dell’affettività, dell’inclusione, dell’amore. E’ il mondo dello stare insieme, di trovare un posto in questo mondo».
Info: telefono 0958168912 da lunedì a venerdì, dalle 10 alle 13.








