Autore: Dario Borso

Dario Borso ha insegnato Storia della filosofia all’Università degli Studi di Milano ed Estetica alla Facoltà di Architettura del Politecnico. Studioso di Hegel e Kierkegaard, di cui ha curato parecchie opere in italiano, è noto soprattutto per le sue traduzioni da Arno Schmidt (‘Leviatano i il migliore dei mondi’, Mimesis 2013; ‘I profughi’, Quodlibet 20; ‘Paesaggio lacustre con Pocahontas’, Del Vecchio 2026) e Paul Celan (‘Oscurato’, Einaudi 2010; ‘Poesie sparse pubblicate in vita’, nottetempo 2011; ‘La sabbia delle urne’, Einaudi 2016; Blok-Celan, ‘I dodici’, L’arcolaio 2018; ‘Microliti’, Mondadori 2020, Mandel’štam-Celan, ‘Poesie’, Crocetti 2023) e per la curatela di vari testi di Elvio Fachinelli. S’interessa di fotografia (curatela di Ugo Mulas, ‘Danimarca’ 1961, Humboldt 2018), design (Aa.Vv., ‘Saft’, Corraini 2019), disegno (curatela di Saul Steinberg, ‘Graffiti’, Cimorelli 2024). Sue fatiche recenti: la curatela di Marion Poschmann, ‘Le isole dei pini’ (Bompiani), Lev Šestov, ‘Sradicamento’ (con Valentina Parisi, Morcelliana), Alfred Jarry (‘L’oggetto amato’, La vita felice), Denis Diderot, ‘Die intrighi, una satira e un divertissement’ (La vita felice) e la pubblicazione in proprio per Prospero di ‘Celan in Italia’ e per Exòrma di ‘Tre quadernetti indiani’ e ‘Ostaggi d’Italia’.