#1Libroin5W.: Jacopo Cavallaro, “Gina, topolina di città”. Una protagonista “curiosa e frizzante” per una storia che parla di “scoperta e di consapevolezza”.

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Chi?

La protagonista del mio albo illustrato è Gina, una topolina curiosa e frizzante che vive nel sottosuolo di una grande città. Non a caso parlo di sottosuolo e non di fogna perché per Gina quel luogo non è fetido o puzzolente, al contrario è pieno di fascino, ma soprattutto di curiosità e di oggetti da scoprire e reinventare. La nostra Gina in un primo momento ignara del mondo esterno, vive felice in quel luogo. Ogni giorno prendono vita grandi avventure, trova oggetti, li ripara, li trasforma senza conoscerne il vero utilizzo, insomma mette in gioco la sua creatività in un contesto dove chiunque avrebbe preferito altro, senza nessuna comodità si adegua alla vita, la rende ricca e soprattutto unica. Un giorno però scopre che oltre la grata di un tombino c’è un mondo esterno ancora più grande del suo, la sua curiosità è talmente forte che decide di andare ad esplorarlo, ignara dei pericoli che possono nascondersi in una grande città. Durante questo pellegrinaggio alla scoperta del mondo, nasce la vera Gina. Le sfide che incontra diventano un motivo di crescita e se in un primo momento sembreranno ai suoi occhi difficili e insuperabili, la sua grande forza di volontà e il suo essere onesta e pura saranno il motivo di riuscita del viaggio. Ma non sarà solo Gina a crescere in questo lungo e tortuoso cammino, infatti in quel mondo tanto grande, la topolina affronterà forse una delle sfide più difficili, l’incontro con “l’essere umano” in particolare un personaggio scomodo e mosso solamente da interessi personali, uno dei tanti uomini contemporanei privi della sensibilità di uno sguardo più ampio e aperto verso ciò che è diverso e sconosciuto. Forse Gina rappresenta proprio la chiave per un mondo che ha più bisogno di semplicità e di piccoli ma grandi cuori, pronti a spingersi senza troppi super poteri verso gli altri.

Cosa?

La storia parla fondamentalmente di scoperta e di consapevolezza. Gina è guidata dalla necessità di scoprire il mondo infinitamente grande e non di fuggire dal suo. La scoperta rende ogni luogo, spazio fertile per potersi reinventare come esseri viventi, spingendosi per superare i propri e gli altrui limiti. Gina diventa quell’amica che accompagna la crescita di ognuno, tenendoti per mano, aiutandoti a capire l’errore non nel giudizio ma nel consiglio. Perché crescere vuol dire anche osare, guardare oltre senza garanzie, senza essere rigorosamente vincolati al giudizio immediato o alle miglior prestazioni. Inoltre tra le tematiche c’è il luogo, la sua casa, che per tutti potrebbe essere uno “scarto” ai margini ma per lei è fonte di meraviglia e creatività. Perché la creatività nasce dall’adattamento e dalla mancanza, non dall’abbondanza. Gina non è debole, la sua innocenza diventa strumento di sopravvivenza e crescita. La gentilezza e l’onestà sono forme di forza attiva, non di fragilità. Ed in fine c’è il motivo del viaggio che per antonomasia è un giro di boa in quanto non siamo completi all’inizio ma diventiamo noi stessi attraversando il mondo.

Quando (e dove)?

La storia di Gina è nata casualmente, come tutte le mie idee sia teatrali che cinematografiche. C’è sempre un dettaglio su cui ogni tanto mi soffermo a riflettere e a fantasticare sopra. Gina è esistita realmente, era un cricetino che assieme alla mia compagna abbiamo adottato prendendocene cura. Non potevo mai immaginare che un così piccolo animaletto potesse regalarmi tutta questa emozione. Da sempre appassionato dei film Disney e delle storie fantastiche dove gli animali assumevano quasi sembianze umane, ho iniziato a creare delle vignette abbozzate su tovaglioli o carta straccia con Gina protagonista. Quando purtroppo Gina ci ha lasciati, sono rimasto molto scosso dall’accaduto, cercavo di ricordarla, e così vedevo che pian piano quelle immagini prendevano vita.

Perché?

Il mio percorso nell’illustrazione è alquanto recente per non dire unico. Vengo da una formazione artistica avendo studiato all’Accademia di belle Arti e ricoprendo tutt’ora il ruolo di Professore di Disegno e Storia dell’arte, ma i miei interessi mi hanno da sempre portato a sperimentare nel mondo del cinema e del teatro. Con questo albo illustrato prende vita in me la necessità di dialogare con un nuovo linguaggio artistico, quello dell’illustrazione dove ho voluto inserire seppur umilmente l’aspetto narrativo che uso quando scrivo i miei testi teatrali e le mie sceneggiature. Man mano che prendevano vita il testo e le immagini mi rendevo conto di quanto in realtà tutte le arti fossero strettamente collegate. Al cinema si realizza sempre un storyboard della sceneggiatura in cui il regista fa comprendere ai reparti come sarà inquadrata la scena da girare, il tutto attraverso una vignetta semplice ma efficace, nel teatro fa gioco la parola che narra e descrive facendoti immaginare i fatti. Ecco che quindi mi sono ritrovato a dialogare con cose da sempre usate, ma che oggi prendono vita in forma di albo illustrato. Spero vivamente che come per il viaggio di Gina alla scoperta del mondo anche il mio possa essere un nuovo viaggio alla scoperta di un aspetto della mia espressività artistica.

 

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(testo e illustrazioni di Jacopo Cavallaro)

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“Ogni creazione per essere veramente straordinaria, deve essere con passione dedizione e amore”.

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“Non è solo una questione di tecnica, ma anche del cuore che si mette in ciò che si fa”. 

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Jacopo Cavallaro – Artista poliedrico con forte motivazione ad apprendere e crescere professionalmente. Unisce sapientemente le varie arti apprese nei contesti lavorativi di riferimento alternando la promozione per l’apprendimento degli studenti con le varie attività di Grafico, Arte Terapeuta, Attore e Regista teatrale e cinematografico. Nelle varie discipline in cui spazia dimostra sempre grande determinazione nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, nella formazione di alto livello per gli studenti, nella realizzazione di progetti artistici con scopi terapeutici e d’intrattenimento, oltre ad essere molto sensibile nei contesti sociali di aiuto e di ascolto. Dal 2021 Docente di ruolo di Storia dell’Arte e Arte e immagine per la scuola Secondaria, vincitore concorso a cattedra. Nel 2020 Arte Terapeuta con progetto dell’Accademia di Belle Arti di Roma all’interno del Centro Diurno di Monte Tomatico a Roma. Dal 2017 Lavori di Progettazione grafica per enti privati. Dal 2023 lavori di collaborazione con l’ente Teatro Patologico di Roma unificato all’università di Tor Vergata di Roma. Attore comprimario in importanti opere televisive e cinematografiche dirette da registi internazionali, tra queste: “IL capo dei Capi”, “L’ultimo dei corleonesi”, “Libero Grassi”, “Come un delfino”, “Più Buio di Mezzanotte”, “Il ragazzo della Giudecca”, “Donne”, “Squadra anti mafia”. Regista e sceneggiatore di opere cinematografiche e teatrali vincitrici di riconoscimenti in tutto il mondo come: “Colapesce”, “U Lupu”, “Crossroad”, “Di sicuro c’è solo che è morto”, “La leggenda di Novecento” messe in scena con la compagnia Associazione Culturale Jamà di cui è anche socio fondatore. 

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