“Frammenti di cuore” è il titolo del nuovo libro di Giovanni Gulino. Questo libro di poesia è un diario dell’anima, un viaggio profondo e personale. Le parole dell’autore sono come frammenti di vita, istantanee di emozioni, pensieri che si riversano sulla pagina con una sincerità disarmante. La scrittura è semplice, diretta, comunicativa: è come se l’autore stesse parlando direttamente al cuore del lettore, condividendo i suoi segreti più intimi. Le poesie di Giovanni Gulino sono come piccole finestre aperte sull’anima di colui che intesse “sogni colmando/ il mare magnum di sogni infranti, di un’anima che anela speranza di serenità”.
Potendola definire: cos’è per te la poesia?
La poesia per me è qualcosa di nobile, di raffinato. Ogni poeta quando si concentra, nella scrittura di una lirica, dovrebbe sempre ricercare la sinfonia nelle parole. È una musica che suona bene, all’orecchio dell’ascoltatore, di cui se ne comprende, la nitidezza e la limpidezza. Essa è anche luce, nella vita degli altri. In base a cosa è scritta, può essere multiforme, cioè per ogni lettore, la stessa poesia. può assumere un significato diverso.
Come nasce la tua passione per la poesia?
La mia passione per la poesia, nasce da adolescente, quando dovevo ancora scoprire davvero che sono uno pseudo-poeta. Affermo questo, perché con la maturità, sto imparando ad essere modesto. Nel 2008 ho prodotto il primo libro dal titolo Giovi’s dream, che regalai ad amici e parenti. Erano pensieri puerili, immaturi. Non c’era una struttura poetica. Nel 2012 ho prodotto la seconda silloge, dal titolo Gabbiani. Anch’essa l’ho regalata. Ma non la sento mia, perché chi mi ha corretto le bozze mi ha modificato tutti i componimenti. Credo che ogni persona, che abbia una disabilità e/o difficoltà, si dovrebbe cimentare nel mondo della scrittura. Di qualsiasi tipo essa sia. Arrivare al cuore della gente, con i propri componimenti, per me è un successo impagabile. Quest’ultima silloge, “Frammenti di cuore”, l’ho presentata, a Roma, lo scorso Novembre, presso la Camera dei Deputati. Ne ha dato notizia il TG2.
Quali sono i tuoi poeti di riferimento?
Leopardi.
Quali poeti contemporanei ami leggere in modo particolare?
Io sono un poeta un po’ strano. Leggo più niente che poco. Ho studiato però, la letteratura italiana a scuola.
Nella società attuale, c’è ancora spazio per la poesia?
Nella società c’è spazio per tutto, dipende dalla volontà dell’uomo, di cosa vuol fare entrare in questo macrocosmo, che ahimè abbiamo rovinato per la nostra noncuranza, dovuta al menefreghismo. Penso che, affinché ci sia un mondo migliore, la poesia dovrebbe entrare nelle scuole e nelle università. L’umanità si potrebbe salvare, con la bellezza della poesia, riuscendo a catturare l’essenza del suo significato. È da sempre stato il mio sogno, presentare il mio libro nelle scuole e presso le università. Spero un giorno di riuscirci, magari chissà.
Salutiamo i lettori chiedendoti di scegliere una tua poesia.
GRIDO D’AIUTO
S’eleva un grido d’aiuto
all’orizzonte, l’uomo che amavo
ha scalfito i miei sogni.
Ho un afflato di voce
che più non è voce,
il trucco cela lividi e morsi.
Hai tarpato le mie ali di farfalla
il tempo mi ha rivelato, davvero chi sei:
il tormento dei pensieri miei.
Mi fai chinare lo sguardo,
sono stordita, sei riuscito
a sminuire la mia vita.
Questo non è amore,
lo so, è l’inganno dell’apparenza,
dal di fuori, tutto è bellezza.
Non riesci a strapparmi un sorriso
mi hai spenta, ho solo opachi ricordi
del nostro primo bacio.
Poi, il ghiaccio tutto è freddo
intorno a me, i tuoi gesti,
le tue parole, pover’uomo senza cuore.
Dai miei occhi scivola il trucco
i tuoi orribili epiteti e i tuoi pugni
mi lasciano di stucco.
Sono a terra sanguinante
il mio corpo è martoriato da percosse.
in questa notte nera, da dimenticare.
Un giorno non sarò più tua
un altro uomo mi amerà,
donandomi ali per volare
Volerò per il mondo
leggera come una farfalla
dicendo a tutti che l’Amore,
non è dato da uomini di carta.
—
Giovanni Gulino nasce a Ragusa nel 1990 e risiede a Marina di Ragusa. È affetto da tetraparesi spastica dalla nascita. Diplomato al liceo delle scienze sociali (ex magistrale) si avvicina alla poesia a quindici anni pubblicando due libri, donati poi a parenti e amici: Giovi’s dream 2008 e Gabbiani 2012. È attivista per i diritti di persone con disabilità. Giovanni è anche il protagonista del corto “Il coraggio di raccontarsi”, una produzione nata dal corso di Cinema Creativo ideato da Antonio Carnemolla, a cui hanno partecipato diversi ragazzi con la passione per il cinema. Gli allievi hanno dato via a tre cortometraggi, Hermes, L’incontro e il terzo dedicato alla vita di Giovanni, un giovane di Marina di Ragusa, classe ’90, con una tetraparesi spastica, una disabilità fisica, ma sicuramente non mentale, né emotiva. Giovanni infatti, è molto attivo nella lotta per i diritti delle persone diversamente abili ed è per questo che ha fortemente voluto partecipare al cortometraggio: proprio per poter raccontare il coraggio di vivere con una disabilità, ma soprattutto di essere felici. Senza la mia disabilità – racconta infatti – non avrei intessuto le relazioni che ho adesso, dunque nella sfortuna che mi è toccata, non posso che ritenermi un ragazzo fortunato. Sono convinto che della sofferenza fisica ed emotiva ne siamo tutti testimoni e spesso scopriamo chi siamo proprio nei momenti di dolore”. Il corto è dedicato a suo nonno Giovanni, che tutti chiamavano Vannino, che perse la vita in un incidente stradale in Calabria, al quale il nostro Giovanni si sente molto legato, probabilmente per il carattere, che tutti gli dicono essere simile a quello del suo parente. “L’idea – spiega – è quella di presentare questo corto ai ragazzi delle scuole superiori perché credo sia fondamentale parlare ai giovani di disabilità, far capire loro che la diversità può essere una ricchezza per spronare anche i cosiddetti normodotati a realizzare i propri sogni”.









