Libri che rubano il sonno: “Soltanto il giorno” di Santina Cosetta

Libri che rubano il sonno
rubrica a cura di Agata Cardillo

 

“Soltanto il giorno” (Giunti) è l’intenso e luminoso esordio narrativo di Santina Cosetta, un romanzo che intreccia memoria familiare, racconto storico e formazione in una storia profondamente siciliana e, al tempo stesso, universale. Ispirandosi alla vicenda reale della propria bisnonna, l’autrice restituisce voce a una donna nata ai margini della società e determinata a conquistarsi, giorno dopo giorno, il diritto di esistere secondo le proprie regole.

Ad Avola, nel 1885, Marianna viene al mondo senza essere desiderata: nessuno l’ha attesa, nessuno sembra volerla davvero. Fin dai primi anni viene chiamata “Cosuzza”, un nome riservato a quelle donne destinate a restare sole e a cavarsela comunque. Un soprannome che appare come una condanna anticipata, un marchio sociale che tenta di definirne il destino prima ancora che la bambina possa scegliere chi diventare.

La sua salvezza ha il volto di Lisetta, la guaritrice del paese, custode di un sapere antico fatto di erbe, rimedi, cucina e cura. Accanto a lei, Marianna cresce «come crescono le piante che nessuno ha seminato» e apprende una lezione destinata ad accompagnarla per tutta la vita: nutrire qualcuno significa anche ascoltarlo, comprenderlo, accoglierlo. Il cibo, in questo romanzo, non è soltanto sostentamento, ma memoria, consolazione e linguaggio d’amore.

Quando però Lisetta parte per l’America, l’infanzia di Marianna si interrompe bruscamente. Mandata a servizio all’Irminio, una grande masseria nelle campagne ragusane, la giovane si confronta con un mondo governato da gerarchie antiche e spietate. Eppure, proprio nella grande cucina della masseria, tra odori, gesti quotidiani e forme di solidarietà femminile, scopre per la prima volta il senso dell’appartenenza.

L’arrivo dei ricchi proprietari per la villeggiatura altera gli equilibri esistenti, ma apre anche possibilità inattese. L’amicizia, la scoperta del desiderio, l’amore e il dolore diventano tappe fondamentali di un percorso che condurrà Marianna a interrogarsi su ciò che desidera davvero e, soprattutto, a riconoscere il proprio valore. Imparare a volere qualcosa per sé, in un mondo che alle donne concede poco o nulla, rappresenta la conquista più difficile e rivoluzionaria.

Con questo romanzo, Santina Cosetta restituisce con grande efficacia la Sicilia rurale di fine Ottocento senza indulgere nel folclore, raccontando uno spazio dell’anima in cui convivono povertà e bellezza, durezza e tenerezza, tradizione e desiderio di cambiamento.

Particolarmente significativa è la centralità della cucina, autentico cuore simbolico della narrazione. Qui il sapere femminile si trasmette di generazione in generazione; qui il pane lievita accanto ai segreti, le erbe medicinali convivono con le superstizioni e la cura degli altri diventa uno strumento di emancipazione. Attraverso i gesti quotidiani della preparazione del cibo, Marianna costruisce la propria identità e impara a leggere il mondo.

Più che un semplice romanzo storico, “Soltanto il giorno” è soprattutto una grande storia di donne: donne che proteggono e tradiscono, che sbagliano e insegnano, che si sostengono trasmettendosi, spesso a caro prezzo, gli strumenti necessari per sopravvivere. Marianna è circondata da figure femminili memorabili, unite da una rete di solidarietà fatta di gesti silenziosi, eredità emotive e promesse di salvezza.

“Soltanto il giorno” è un esordio potente e commovente che celebra la forza silenziosa delle donne e ricorda come ogni vita, anche la più umile e apparentemente marginale, possa racchiudere un universo intero. Un romanzo capace di accompagnare il lettore oltre la miseria e il dolore, verso quella luce ostinata del giorno che diventa metafora di resistenza, speranza e rinascita.

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