Angelo Scandurra. L’editoria dell’Incontro, umano e intellettuale

Angelo Scandurra - foto Giuseppe Leone

Molti sono gli aneddoti che hanno punteggiato il percorso di questa mia creatura. Qui, oggi, mi limito a ricordare con emozione le prove, nella cartiera, per la gradazione del colore di due collane: la scelta dell’alchimia giusta per le copertine gialle alla presenza appassionata di Carlo e Marcella Muscetta; il punto di perfetto viraggio del nero, sotto lo sguardo partecipato, dietro gli occhiali da sole, di Manlio Sgalambro.

Qual è la vostra linea editoriale e precipuamente in quale direzione si muove?

Le mie scelte editoriali fondamentalmente si attestano su una linea aperta che prevede la pubblicazione di autori storici, di significativi autori più appartati e di esordienti di sicuro talento.

Logo Il Girasole Edizioni Logo - Le farfalle 2

Quali (attualmente) le vostre ‘collane’?

I libri de “Il Girasole Edizioni”, la cui uscita al momento è sospesa a motivo della chiusura della cartiera che realizzava la carta a mano, su cui era impresso il logo creato da Francesco Contrafatto, erano pubblicati nelle collane: “Le gru d’oro” – collana di poesia e narrativa, con copertina gialla; “Dioniso” – segni, testimonianze, presenze, con copertina nera; “Le spighe” – collana di opere prime, con copertina verde; “Efesto” – collezione di scritture, con copertina bianca; “Albatros” – collana d’arte, con copertine variegate e “I diamantini”- libri d’artista.
Adesso, la naturale prosecuzione di quell’esperienza editoriale è nelle Edizioni “Le Farfalle”, i cui volumi sono suddivisi in collane che si distinguono fra loro per il colore differente del logo, ideato da Tonino Guerra: “Viola” per la poesia; “Rossa” per la narrativa; “Verde” per il teatro; “Turchese” per la saggistica; “Arcobaleno” per l’arte.

Viviamo nell’epoca delle facili pubblicazioni, in che modo un editore può salvaguardare l’autenticità della cultura e degli scritti che pubblica?

In primo luogo credo che il gusto e la formazione personali dell’editore siano dirimenti. Inoltre, la sua sensibilità dovrebbe essere indirizzata a restituire l’autenticità di una cultura e di scritti in grado di corrispondere con dignità ad un canone, entro cui si inseriscono con una loro pregnanza, fatta di valenze non estemporanee o capziose.

Pro e contro dell’ebook.

Non ho niente, in linea di principio, contro qualsiasi supporto per l’espressione artistica. Ad ogni modo credo che gli amanti della cultura non possano non amare il caro vecchio libro, soprattutto quando, come nel mio caso, è realizzato con una cura in via d’estinzione. Ciò nel rispetto, prima degli autori, poi dei lettori e, in buona sostanza, anche del libro. Ho sempre concepito, romanticamente, una triade di soggetti: autore, lettore, libro.

Pensando alla vostra attenzione alla poesia, domandiamo in che modo è possibile riconoscere un vero poeta e, conseguentemente, selezionarlo per la pubblicazione? Oggigiorno in che modo è possibile avvicinare i lettori alla poesia?

Per quanto riguarda la poesia entriamo in un campo minato, in quanto, è facile imbattersi in poeti della domenica e in poeti che verseggiano per hobby. Allora, bisogna inasprire i criteri di selezione che, necessariamente, rispecchiano il nostro credere in una scrittura che rifugga il grasso della retorica o le secche della cattiva ripetizione, per approdare ad una poesia essenziale, ma non modesta, e che mostri che, anche nel verso, può rifulgere l’asciuttezza della ragione con i suoi dolori e la sua violenza conoscitiva. Una scrittura parente prossima alla riflessione, aliena dalle beghe di un Io ipertrofico, che sia testimonianza, senza chiudersi nella propria autoreferenzialità o, peggio, in un piglio definitorio o descrittivo.
Solo così, procurando una benefica scossa al lettore, mostrandogli quest’altra forma, antichissima e sempre nuova di espressione, al di là di buona parte di quella corriva, potremo nutrire ancora qualche speranza.

Quali le peculiarità dei vostri autori?

I nostri autori diventano inevitabilmente compagni di strada quando, in ossequio alle nostre visioni, si trovano a spezzare il nostro stesso pane.

Quali (e per quali ragioni) reputate essere – tra i vostri – i libri “irrinunciabili” già editi?

Non posso rispondere a questa domanda perché ogni autore è stato ed è per me un incontro umanamente e intellettualmente di confronto e di crescita, che costella empaticamente il mio essere, che tendo di trasfondere a questa piccola avventura editoriale, attraversata come vita che è poesia e poesia che è vita.

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