leggodico 1 (4)

Il dodicesimo mese
Nicola Vitale
Moretti & Vitali

Questo romanzo parla del servizio militare, ma potrebbe sorprendere ogni aspettativa sull’argomento. Anche il suo carattere di romanzo di formazione è molto lontano dai classici ottocenteschi che conosciamo e che determinano il genere. La vicenda di un ragazzo costretto per un anno a fare le pulizie in un distaccamento militare sperduto nelle campagne, apre subito il conflitto tra il tempo obbligato del presente e quello del sogno frustrato di una vita piena all’insegna dell’arte, delle amicizie, dell’amore. Ma sin dalle prime pagine tutto ciò si capovolge. L’irrilevanza degli eventi che si ripetono in giorni estenuanti e la superficialità dei rapporti coi commilitoni, si fanno il tessuto di un vissuto che assume via via profondità e spessore in una continua dialettica tra pensiero lucido ed emotività poetica, tra sottili percezioni sensoriali e sensibilità simbolica. Solo il dodicesimo mese, al momento del congedo, il protagonista afferrerà il vero significato della vicenda, quando il sogno di una vita futura svanisce e si pone in primo piano la concretezza, a lungo vissuta, dei rapporti con le cose, la solidarietà umana per un destino comune. La ricchezza con cui Nicola Vitale intreccia in modo avvincente i diversi livelli del racconto, abbraccia diverse forme della tradizione narrativa, glissando costantemente dall’una all’altra per fare emergere una nuova vitalità, in quella che potremmo definire senza esitazione: una fenomenologia della coscienza.

leggodico 1 (3)

Cella
Gilda Policastro
Marsilio

Una giovane donna inquieta diventa l’amante di un uomo potente: medico stimato, ricco, impegnato in politica. È la fine degli anni Ottanta e la loro relazione, incentrata su una sessualità ossessiva, talvolta brutale, non manca di dare scandalo in una piccola città in cui i ruoli sono già fissati da sempre, senza nessuna possibilità di riscatto. Dopo che l’uomo si dà alla latitanza per aver curato una brigatista, la donna si rintana in una casa di campagna, da cui esce molto di rado e quasi solo entro il perimetro del suo giardino, sentendo gli altri come presenze minacciose e la figlia stessa come un’estranea. Da questa reclusione volontaria si leva una voce che racconta attraverso continui andirivieni temporali: a tratti incoerentemente e sfiorando il delirio, a tratti in forma nitida, come rivolgendosi a uno psicologo o imitandone il gergo professionale, nello sforzo di dare un ordine e un senso al tutto. Finché in un’altra donna, riservata fino al mistero e alla quale affitterà una stanza, troverà il più improbabile dei rispecchiamenti. Con Cella, suo terzo romanzo, Gilda Policastro si conferma maestra del narrare il mondo come teatro sadico o scena del patire dove solo l’esercizio ambivalente del potere e l’infelicità degli individui hanno luogo.

leggodico 1 (2)

Oltre il Novecento (Giudo Oldani e il realismo terminale)
Amedeo Anelli
Libreria Ticinum Editore

Una lunga amicizia lega due protagonisti della cultura italiana degli ultimi decenni, Amedeo Anelli, ideatore e direttore della rivista di filosofia e poesia “Kamen’” (Libreria Ticinum Editore) e il poeta Guido Oldani, una delle voci più limpide e facilmente riconoscibili per lo stile e la forza ironica della sua poesia. In questo volume, con sei poesie inedite di Oldani, Amedeo Anelli si confronta con l’amico in un dialogo serrato sulle idee, la poetica e il pensiero, i fondamenti di un lavoro poetico che, come un sensibile sismografo, rileva i movimenti più drammatici della nostra epoca. La necessità di un lavoro di confronto tra il poeta e il critico è urgente e sintomatico di una situazione, che mostra un panorama culturale e sociale profondamente cambiato negli ultimi tempi. La poesia e la cultura non possono assistere a questo cambiamento repentino senza denunciare un simile mutamento radicale. La poetica del Realismo Terminale di Guido Oldani, una delle rare poetiche che, su questa visione del mondo, ne fa nascere i versi, si fonda su due fatti incontrovertibili. Anelli sottolinea “come qui i fatti mettono radici in una poetica realistica, in cui etica ed estetica sono in mutua tensione ed in cui il piano etico e l’indignazione morale e la reazione, anche ironica e sarcastica, sono in dominante sugli altri piani: conoscitivi, sociologici, psicologici, antropologici e quant’altro”. La poesia allora non è solo denuncia, è anche antidoto, è pensiero, è fiducia nell’uomo, una forma di resistenza attiva a un moderno che non piace; dove “terminale” non è solo un aggettivo che chiude ma apre alla speranza, mentre l’oggetto diviene unità di misura del linguaggio. In questa prospettiva la poesia assume un valore etico come in pochi altri poeti di oggi. Un libro indispensabile che indica la strada ai poeti nuovi e giovani, un libro di amicizia, dove si sottolinea, ancora una volta, che il dialogo tra il poeta e il suo critico (Anelli oltre che un finissimo critico è anch’esso poeta), è fondamentale per capire e per definire al meglio una visione del mondo dove la poesia ritrova il suo ruolo di dare un senso alle cose quotidiane. Lo sdegno e la sofferenza che scorrono nelle poesie di Oldani trovano l’antiveleno nell’ironia e in una elegante leggerezza che affonda feroce come un coltello, e resta la cifra formale di questo importante testimone a cavallo tra due secoli e due millenni.

leggodico 1 (1)

Ho sposato una vegana.  Una storia vera, purtroppo
Fausto Brizzi
Einaudi

Le tragicomiche avventure di un onnivoro perdutamente innamorato di una donna con abitudini alimentari che lui pensava destinate solo ai ruminanti. Un libro divertente e affettuoso su una delle ossessioni della borghesia moderna: il cibo sano e morale. Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua «crudele» vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e – chissà perché? – di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor più quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe piú corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?

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