‘Bastardi a cena’ per ritrarre l’ingiustizia

‘Bastardi a cena’ per ritrarre l’ingiustizia

 

marco tringali

‘Bastardi a cena’, è il titolo dello spettacolo, prodotto dal ‘Teatro degli Specchi’, scritto e diretto da Marco Tringali (nella foto in alto), che domenica (8 Febbraio), alle ore 20.30, sarà presentato ai ‘Magazzini Sonori’ di Catania. “Il nostro spettacolo – dichiara Tringali -, replica da quattro anni, ha conosciuto prestigiose e suggestive locations. Per questa nuova edizione torna nel locale dove ha mosso i suoi primi timidi ma promettenti passi, con l’augurio di poter rimanere un appuntamento fisso bisettimanale. Siamo fieri della risposta del pubblico e orgogliosi dell’interesse dimostrato negli anni. Sono convinto che ogni compagnia abbia nei confronti delle produzioni in cui investe una forte responsabilità e che determinante debba essere l’impegno profuso nel mantenimento delle stesse produzioni, perché esse crescano negli anni, permettendo, al tempo stesso, agli attori coinvolti un necessario interscambio esperienziale, emozionale e, perché no, anche generazionale. In un epoca in cui, pare che il successo non abbia più bisogno di “tempo” e che la crescita sia soltanto destinata ai fugaci momenti di notorietà tanto attesi. Al termine della nostra 55esima replica scommettiamo ancora su di noi, sul nostro sogno, sul nostro pubblico”.

bastardi a cena su l'estroverso 2

Animeranno le scene: Dario Aceto, Graziana Allegra, Valerio Borzì, Seby Cantarella, Luca Cardillo, Dario Castro, Francesco Catara, Grethel Caudullo, Riccardo Coppa, Valentina D’Amico, Aurelia Falegname, Grazyna Frackiewicz, Fabio Germenà, Evelina Fidone, Giusy Filosico, Noemi Giambirtone, Salvo Giorgio, Alessandro Giuffrida, Giovanni Mandanici, Lucia Messina, Patrizia Panebianco, Massimo Parisi, Danilo Puglisi, Lara Russo, Marco Russo, Alice Randazzo, Cinzia Randone, Ambra Romano, Ivana Sallemi, Marco Sarra, Marco Schiavo, Roberta Stella, Riccardo Torrisi, Riccardo Vinciguerra, Giuseppina Vivera.

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“La Storia è maestra di vita, recita un vecchio adagio – aggiunge Tringali. Anche quando è una storia di morte. Perché insegna, o almeno dovrebbe farlo, che determinate strade non andrebbero più percorse e certe scelte non andrebbero mai fatte. E se è certo che la memoria non ha ‘occhi stanchi’ ma ‘occhi attenti’, noi la provochiamo attraverso la rappresentazione, l’immagine reale e vivida di vicende che non restano, purtroppo, isolate in uno spazio e in un tempo limitati ma diventano metafora di una Ingiustizia Assoluta che si nasconde dietro molti percorsi umani. Rappresentare l’Ingiustizia forse non permette di sconfiggerla ma sicuramente dà un contributo significativo in tal senso, non fosse altro che per la considerazione della conoscenza come consapevolezza: perché è impossibile trovare una cura se prima non si conosce l’origine del male di cui si è affetti, o semplicemente se non si ammette di esserne affetti. Non basta, allora, in tal senso, rappresentare una vicenda: occorre coinvolgere totalmente chi la osserva. È questa la sfida che affronta l’intero cast di attori cantanti e ballerini, complice uno spazio assolutamente peculiare che apre il fronte della scena a 360 gradi: l’area del dramma si dilata fino ad inghiottire gli spettatori, non necessariamente seduti e ordinati, abbattendo definitivamente la certezza della ‘quarta parete’. E, con essa, forse, anche le certezze del pubblico inteso in senso tradizionale”.

Repliche il 9-22 e 23 Febbraio; l’8-9-22 e 23 Marzo 2015. 

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