Cinque poesie da ‘Salutarsi dagli aerei’ di Alessandro Burbank (Interno Poesia)

Cinque poesie da ‘Salutarsi dagli aerei’ di Alessandro Burbank (Interno Poesia)

 

anteprima

Cinque poesie da ‘Salutarsi dagli aerei’ di Alessandro Burbank (Interno Poesia, 2018)

 

 

da VARIAZIONI PER OCCHI CHE OSCILLANO

Forse alzerò verso di te le mie ciglia.
E nel mio sorriso tu riconoscerai un’orma
e io nel tuo la notte della notte.
E se non apriremo assieme questa porta
ti aspetterò come parole rotte sulla soglia.

 

*

 

Studieranno un sistema di consegne
sulla luna. Per mandarci la pizza
ancora calda o l’ultimo romanzo
più venduto. Una bici interstellare
oppure un drone che preleva merce
dal magazzino e sarà tutto interconnesso
un sistema di bio trasferimento
per l’universo. Stanno ultimando i
dettagli per fare i test con gli astronauti
e iniziare a pensare al domani per davvero.
Il ragazzo alza la mano e chiede
quali forme contrattuali saranno previste
per i rider dello spazio. Il conferenziere
sorride e dice ne parleremo in futuro,
verrà il momento anche per quello.

 

da LE PROSSIMITÀ DEL PASSATO

Infanzia

Gli amici dell’infanzia
si ricordano di me
perché ero grasso ma
giocavo bene a calcio.
Avevo dribbling. E allora penso
che non c’è niente di più bello
se si viene ricordati
all’interno di un contrasto.

 

*

 

Riarredare nessuno

Io sono forse un fanciullo
(Il televisore fissato sul muro)
che ha paura dei morti,
(L’armadio chiuso, la porta blindata)
ma che la morte chiama
(il bastone del nonno nel porta ombrelli)
perché lo sciolga da tutte le creature:
(un cambiamento è riposizionare)
i bambini, l’albero, gli insetti;
(il segnale del nuovo decoder, fatto sky)
da ogni cosa che ha cuore di tristezza.
(tolta ogni pianta secca in terrazza)
Perché non ha più doni
(portate via tutto, la soffitta è ancora piena)
e le strade son buie,
(i ricordi sfrattati dagli oggetti)
e più non c’è nessuno
(lo specchio nasconde un solo volto)
che sappia farlo piangere
(al sicuro chiusi dentro, si sta bene)
vicino a te, Signore.
(fatto cielo in un’immagine).

 

 

da ODISSEA NOTTE

Intro

Sai di quelle terre buie
abitate dai fantasmi millenari della notte
sono note di solitudini andate perse in
un tempo ad occhi aperti
dove il niente è tutto nero,
ed io steso nel letto che diventa nave
verrò a cercarti per riportarti indietro.

 

Alessandro Burbank (1988) è poeta e performer. È protagonista della scena del Poetry Slam dal 2009. Nel 2017 ha ottenuto una menzione speciale al Premio Alfonso Gatto ed è risultato finalista al Premio Alberto Dubito. Ha partecipato al Festival of Italian Literature in London (FILL 2018) e collaborato con rapper e musicisti come Dutch Nazari e Willie Peyote. Salutarsi dagli aerei è la sua prima opera in versi.

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