Con “Gemina’s” l’artista Rosario Genovese protagonista al Palazzo dell’Emiciclo de L’Aquila.

«“Gemina’s” è il titolo della personale di Rosario Genovese (nella foto in copertina di Carmelo Bongiorno) che, a partire da domani (15 gennaio 2026), con undici dittici a formare una grande installazione all’interno della navata centrale del palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo, sarà indiscusso protagonista. La personale, curata da Francesco Gallo Mazzeo, sarà visitabile fino al prossimo 2 febbraio 2026. “In un anno particolarmente significativo, poiché L’Aquila è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura, sarà un dialogo forte tra spazio istituzionale, architettura e ricerca artistica”, dichiara Genovese che abbiamo intervistato».

Parliamo, a partire dal titolo, della sua personale “Gemina’s”: quali le peculiarità artistiche e propositive (in termini di messaggi da lasciare agli astanti)?  

«Gemina’s significa gemelli, ed è il cuore di tutta la mia ricerca. Le opere in mostra sono dittici che indagano il concetto del doppio gemellare, o, per usare un linguaggio astrofisico, del gemellaggio binario.  Il mio lavoro nasce da una affinità profonda con il cosmo e da un’osservazione attenta delle stelle doppie: binarie a raggi x, pulsar binarie, buchi bianchi e neri, che esistono sempre in relazione. Tutto questo si intreccia con l’antichissimo concetto di dualismo. I miei dittici non sono mai uguali, ma similari. Partono dal concetto del doppio, ma si sviluppano attraverso un processo di autogenesi: il gemello Alfa genera il gemello Beta. Questo crea un percorso visivo che si allontana dalla struttura classica del dittico per assumere una nuova complessità concettuale. Il doppio non è ripetizione, ma evoluzione. Il mio obiettivo è mettere il fruitore di fronte a un’opera che lo provochi, che lo interroghi. Attraverso l’empatia cerco di generare un nuovo impatto visivo e, di conseguenza, una nuova emotività. Ogni osservatore costruisce un proprio rapporto con l’opera: l’esperienza cambia, si differenzia, diventa unica».

Rosario Genovese Buchi neri binari GW150914 2025 Dittico binario A+ B Tecnica A: acrilico e matita su tela, acrilico su carta e legno Tecnica B: acrilico e matita su tela su stampa diretta inkjet UV Materiali A e B: legno, ferro, PVC, carta gelso, tela Per ogni elemento: b.100 cm p.80 cm a.160 cm

Vogliamo parlare dell’originale accostamento arte-poesia? Come nasce? Qual è stata l’urgenza? Come nasce il connubio (da lei proposto) tra linguaggio visivo (arte) e verbale (versi), ovvero tra due linguaggi che mirano all’introspezione come alla comprensione del mondo, dando voce all’inesprimibile e (nei casi più riusciti) rendendo visibile l’invisibile?

«Dal 2008 ho iniziato ad affiancare componimenti poetici alle mie opere pittoriche, non come semplice ispirazione, ma come parte integrante del processo creativo. Poesia e pittura procedono in parallelo, legati da   una continuità profonda. Ogni componimento dedicato a un astro o a un pianeta diventa esso stesso opera, nata da una prima indagine sull’oggetto celeste. All’inizio il mio sguardo era rivolto ai pianeti e ai satelliti del nostro sistema solare, alle loro origini mitologiche e al mistero che da sempre affascina l’uomo. Indagavo il legame tra cielo e terra, tra paure ancestrali e immaginario collettivo. Attraverso pittura e poesia ho reinterpretato queste narrazioni, dando vita a un universo fantastico e surreale. Dal 2012 l’indagine sugli astri binari mi ha portato a creare opere e componimenti poetici anch’essi doppi. Nascono così poesie a doppio verso binario: all’opera Alfa corrisponde un gemello in versi, così come all’opera Beta. Ma c’è di più: il componimento Alfa genera il componimento Beta, dando vita ad una scrittura poetica nuova e parallela. Sono poesie che nascono in coppia, inscindibili, esattamente come le opere pittoriche a cui sono legate. Viaggiano insieme verso un unico traguardo emotivo, costruendo un dialogo continuo tra parola e immagine, tra visibile e invisibile».

Rosario Genovese Buco bianco-nero binario 2022 Dittico binario A+ B Tecnica A: acrilico su tela e su carta Tecnica B: acrilico su tela su stampa diretta inkjet UV Materiali A e B: legno, ferro, carta gelso, tela, lamiera, corda, alluminio Per ogni elemento: b.110 cm p.120 cm a.65 cm

Potendola definire, ci dice qual è la sua poetica pittorica e da “cosa” è animata? 

«La mia poetica non è esclusivamente pittorica, ma nasce dall’incontro di materiali eterogenei che utilizzo per esprimere contenuti formali e visivi strettamente legati al significato e ai significanti dell’opera. Questo insieme di elementi crea, allo stesso tempo, un ponte di lettura tra me e il fruitore. Nel mio lavoro la struttura diventa parte fondante dell’opera e dà vita alla sua forma tridimensionale, mentre il corpo della pittura, spesso anche materico, serve a sviluppare verso l’osservatore un contatto poetico diretto attraverso il segno grafico e il colore.  Materiali come legno, metalli, cartapesta e tela, scelti in fase progettuale, hanno la funzione di accogliere sulle loro superfici le tecniche pittografiche e fotografiche. Nel loro insieme concorrono a dare vita all’opera con l’obiettivo principale di trasmettere emozioni.  L’anima emotiva dell’opera nasce dalla misura consapevole del racconto, che si trasforma in percezione visiva e suscita quella fascinazione capace di attivare un’emozione empatica. Nel mio caso specifico, la comunicazione avviene fin dal primo impatto, ancora prima di una lettura approfondita dei contenuti grafico-pittorici, attraverso l’opera doppia – o, come la definisco io, binaria – che richiama la sensazione emotiva della visione gemellare e genera un effetto di straniamento che   coinvolge profondamente l’osservatore davanti ai miei dittici».   

Rosario Genovese Doppia pulsar binaria 30737-3039 2021 Dittico binario A+ B Tecnica A: acrilico e matita su tela, acrilico su carta Tecnica B: acrilico e matita su tela su stampa diretta inkjet UV, acrilico su carta Materiali A e B: legno, ferro, lamiera, carta gelso, tela, corda Per ogni elemento: b.110 cm p.90 cm a.165 cm

Cosa vorrebbe suscitare in coloro che osservano le sue opere?

«La costruzione della mia opera si basa su due elementi che nascono e si sviluppano insieme, condividendo un percorso formale e grafico-pittorico attraverso il mio intervento contestuale di alternanza tra l’elemento Alfa e l’elemento Beta. Si tratta di una frequenza ritmata applicata ai due supporti, che genera due elementi visivi in relazione di causa ed effetto, imitazione simbolica del rapporto di crescita gemellare, inteso come processo di sviluppo all’interno del grembo materno. Con questo tipo di intervento auspico di trasferire all’opera una sorta di magia creativa, capace di innescare nell’osservatore un rapporto emotivo inconsueto. La lettura contestuale dei due elementi provoca, idealmente, una reazione emotiva intensa e risonante, come un’eco visiva che continua a vibrare anche dopo l’osservazione».   

Rosario Genovese nel proprio studio.

Spazio in libertà (per aggiungere, approfondire e anticipare).

«Ritengo necessario raccontare la sequenza attraverso cui nasce la mia opera binaria, complessa nel suo processo di realizzazione, perché solo così è possibile comprendere quei passaggi che, in una lettura d’insieme, tendono a non essere percepiti. Sono fasi integrate tra loro, ma ciascuna contribuisce in modo determinante alla visione complessiva dell’opera doppia. Il lavoro prende avvio dalla scelta di una stella binaria. Ne studio le caratteristiche, la modalità di condivisione della vita astrale con la sua gemella e, soprattutto, l’interscambio di massa ed energia che avviene tra i due corpi celesti. Questo processo diventa il modello che imito nelle mie opere doppie.  Intervengo inizialmente pittoricamente su un primo supporto, che definisco Alfa; successivamente lo fotografo, ne ribalto l’immagine e la stampo su tela tramite inkjet UV in negativo. In questo modo nasce il supporto gemello, Beta, che assume una natura in parte fotografica, diventando al tempo stesso “figlio” e “sorella gemella” del primo. Da quel momento in poi lavoro in alternanza sui due supporti, sviluppandoli simultaneamente attraverso l’intervento grafico del colore, che rappresenta la massa, e il gesto pittorico, che incarna l’energia. Questo sviluppo condiviso e alternato è fondamentale: è ciò che mi consente di raggiungere una nuova ambivalenza visiva e di generare quella sensazione di “stranezza” che si prova davanti a due elementi gemellati. È proprio questa attrazione ambigua a guidare il fruitore verso una lettura di realtà contradittoria. Non si tratta semplicemente di riconoscere una logica del doppio, ma di trovarsi di fronte a due entità simili e simultanee che producono una spaccatura emotiva, come se l’osservatore fosse attratto da due forze di eguale intensità ma dirette in senso opposto».

Rosario Genovese nasce a Catania nel 1953. Dal 1979 al 2020 è stato docente di Decorazione all’Accademia di Belle Arti Statale di Catania. La sua attività artistica inizia nel 1978 e nel 1982 è tra gli artisti che, con lo storico dell’arte G. Di Genova, hanno formato il gruppo Narciso Arte. Dal 1999 al 2001 è direttore all’Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta Mediterranea di Ragusa. Nel 1999 scrive il saggio Progetto Decorazione pubblicato dalla Liguori Editore di Napoli. Tra il 2008/2009 collabora con Antonio Presti per la realizzazione della Porta della Bellezza (Librino Catania) quale direttore tecnico-artistico. Nell’ambito dell’iniziativa realizza una grande opera in terracotta, La genesi della grande madre. Nel 2011 scrive Le mie stelle parlanti raccolta di suoi testi poetici edito da GiuseppeMaimone Editore di Catania e la Skira Editore di Milano pubblica la monografia Rosario Genovese Opere/Works 1979-2011. Nel 2012 riceve il premio Faro Biscari per la sua carriera artistica. Nel 2013 la Scrimm Edizioni di Catania pubblica l’ebook Rosario Genovese – Mondi dentro. Nel 2017 l’Aurea Phoenix Edizioni di Ragusa, pubblica Rosario Genovese-Cosmologie. Nel 2019 di nicolò edizioni di Messina, pubblica Rosario Genovese-Cosmonauta. Nel 2025 la Editoriale Agorà pubblica Rosario Genovese- Gemina’s.

Le sue opere sono presenti in diversi musei pubblici e collezioni private: Museum, Osservatorio di Arte Contemporanea, Bagheria (PA); Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea G. Perricone, Palazzo della Vicaria, Trapani; Museo domestico, Pettineo (ME); Galleria d’Arte Moderna, Monreale (PA); Palazzo dei Normanni, Palermo; Galleria d’Arte Sacra Contemporanea Santa Maria, Siracusa;  Palazzo della Cultura, Catania; Museo all’aperto “Terz’occhio-Meridiani di Luce”, Porta della Bellezza, Librino (CT); Collezione d’Arte moderna e contemporanea del Comune di Catania in permanenza presso Palazzo Platamone; Museo Stauros d’Arte sacra Contemporanea, Isola del Gran Sasso (TE); Museo delle trame, Gibellina (TP).

La sua attività artistica è documentata sul sito www.rosariogenovese.com

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