La malattia ci fa smarrire l’anima?

La malattia ci fa smarrire l’anima?

Silvia Argiolas

La malattia, così come è considerata dai Senoi della giungla malese, è una ‘perdita dell’anima’. Lo sciamano, psicoterapeuta preistorico, ha la capacità di recuperare l’anima e di reinserirla nel corpo. Una cultura, quest’ultima, legata ai sogni, all’interesse di curare gli uomini attraverso un ‘ponte’ con la spiritualità benevola. Nella giungla si prega cantando, si emettono suoni, vibrano luci e corde di strumenti: si invoca lo spirito positivo per chiedere la sua protezione e l’aiuto per ricercare, in un ‘altrove’, l’anima smarrita, persa, fuggita dal corpo che si ammala, che non ha più voglia di vivere. La fragilità che ci rende ‘malati dentro’ risale alle forze contrarie che si mettono in azione quando siamo esposti alle energie negative/malefiche. Il male ci viene dagli altri e siamo noi a permettergli di manifestarsi e distruggerci. Ecco: siamo noi gli artefici del vuoto interiore che non sappiamo riempire o che forse non vogliamo colmare mai. Nel nostro mondo interiore abbiamo posizionato le ‘cose dietro il mondo’: lì entriamo in battaglia con i persecutori, in modo energico, sopravvalutandone la potenza invasiva. Queste forze disgreganti possono essere suadenti o aggressive: intanto la nostra ‘anima perduta’ o ‘ferita’ freme per ritornare a noi, per soccorrerci. Essere riconosciuti è l’attenzione che vorremmo, noi in primis, saper dare a noi stessi. La ricerchiamo negli altri, invece, per tradurre la lotta tra la Luce e il Buio, tra l’Esistenza e la Morte che ci tiene in pugno in modo costante, in modo persuasivo. Lo scavo nelle disarmonie inattese e vigliacche della nostra infanzia/adolescenza, vigliacche perché si sono insinuate in noi quando non avevamo gli strumenti adeguati alla lotta, potrebbe svelarci argomentazioni di giustificazione così da distruggere, definitivamente, lo ‘spirito negativo’ che cautamente si sofferma in noi e ci trasforma. Eppure abbiamo a disposizione una Fede o Speranza incrollabile nella Vita che insegna al corpo il ‘dolore muto’ e a noi a trovare equilibrio, maturità, superamento del ‘buco’ dentro. La salvezza è nell’ ‘azzurro elementare’, nelle piccole e splendide vocazioni all’amore, all’amore delle cose, ai momenti che stupiscono?

 

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