Micio Tempio (vietato ai minori)

Micio Tempio (vietato ai minori)

“Micio Tempio (vietato ai minori)”, è il titolo dell’opera teatrale, scritta e diretta da Rosario Minardi e Marco Tringali, presentata dall’associazione culturale “Le Nuove Muse” di Giusi Manna, nata da un’idea di Piero Lipera, che domani sera, alle ore 21, in anteprima nazionale, sarà presentata, per “Etna in Scena”, nell’anfiteatro comunale “Falcone e Borsellino” di Zafferana Etnea.

L’Opera Teatrale
Rappresentazione biografica romanzata della vita del poeta e scrittore catanese Domenico Tempio, meglio conosciuto come Micio Tempio. L’opera si svolge in un solo atto, della durata di due ore circa. È ambientata tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 con costumi dell’epoca, nel cuore di Catania. Contiene momenti di racconto della sua vita e momenti di interpretazione di molte sue poesie. Ilarità e ironia si alternano a momenti di elevato interesse artistico e storico.

Sinossi
Poeta dei sensi, della voluttà e del piacere, ancora oggi Micio Tempio è conosciuto dai più come autore di versi licenziosi ai limiti del pornografico. Ma sarebbe davvero un grosso errore relegare
uno dei più eclettici autori dell’illuminismo isolano al semplice versificare lascivo. Credere che sia esclusivamente dedito al gusto peccaminoso, scabroso e schietto delle segrete alcove in cui sia Dei
che uomini vengono ritratti mentre danno libero sfogo alle loro più infuocate passioni, come ai loro più sensuali e voluttuosi capricci è uno sbaglio. Il celebre personaggio, definito dalla più attenta
critica coeva “il Dante di Sicilia”, è stato soprattutto autore impegnato, vessillo ed esempio di libertà. Inclemente nel denunciare le ingiustizie perpetuate da secoli a scapito del popolo
sottomesso, critico anche nei confronti dell’ignoranza dilagante tra la plebe, severo contro gli eccessi della nobiltà, implacabile contro le ingiustizie e i soprusi del malgoverno, Micio Tempio è una mente illuminata, concreta immagine di quel sentire comune che durante l’Illuminismo si era diffuso in tutta Europa, Sicilia compresa. Pochi anni prima di morire il nostro autore si confessa. Lo spettacolo, come in un flashback, racconta i momenti più significativi della sua vita. Siamo nella “Civita” del 1798, da lì a poco scoppierà l’insoddisfazione del popolo affamato da un’improvvisa e violenta carestia. Gli eventi di quell’anno saranno fonte di ispirazione per l’opera più celebre del poeta. Ma lo spettacolo vuole anche tentare di ricostruire la sua schiva intimità e riservatezza, narrando del dolcissimo rapporto coniugale con la badante “Caterina”, dei suoi rapporti con il principe di Biscari e con la nobiltà, delle speranze nutrite in cuore per la sua amata Sicilia. Ispiratore sincero di nobili ideali ma anche cantore delle più sfrenate fantasie d’amore, Micio è l’uno e l’altro. Con questo spettacolo, nostro intento è svelare qualche dettaglio in più della sua vera storia per correggere e ampliare la “leggenda” che di lui si narra, senza che un giudizio superficiale e affrettato possa minimizzare la sua figura o la sua opera.

Giuseppe Castiglia

Cast

Giuseppe Castiglia | Narratore/Principe
Rosario Minardi | Micio Tempio
Luana Toscano | Caterina
Rossana Bonafede | Rosa/Baronessa
Antonio Caruso | Gambino
Santo Santonocito | Ardizzone
Lara Marta Russo | Lamentatrice/Corifea
Antonio Starrantino | Rossi/Coro
Giovanni Bonaventura | Strano/Coro
Raimondo Catania | Oste/Musico
Seby Cantarella | Barone/Musico
Giusy Allegra Filosico | Coro
Grazia Ercolano | Coro
Carolina Pulvirenti | Coro
Danilo Puglisi | Coro

Regia
Rosario Minardi e Marco Tringali

Donatella Marù | Assistente alla regia
Stefano Gambino | Direzione di scena

 

 

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