55. Esposizione Internazionale d’Arte

55. Esposizione Internazionale d’Arte

veniceencyclopediabigDal primo di giugno fino al 24 novembre 2013, Venezia ospiterà, ai Giardini e all’Arsenale, la 55. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Massimiliano Gioni e presieduta da Paolo Baratta. Riservatissima ed esclusiva, la vernice si terrà nei giorni 29, 30 e 31 maggio 2013. Un’edizione che aspira a rendere reale il sogno utopistico di Marino Auriti (nelle foto tra passato e presente) che, nel 1955, depositò all’ufficio brevetti statunitense l’idea di un museo che avrebbe dovuto ospitare tutto lo scibile umano, dalla ruota al satellite. Da qui si ispira il progetto di Gioni denominato “Il Palazzo Enciclopedico”. Non sarà una mostra ma un percorso antropologico di ricerca che consentirà al fruitore di approfondire e decodificare l’opera degli artisti contemporanei presenti grazie ad un confronto ed incontro con opere e oggetti del passato. Un excursus nella realtà del passato per cogliere quegli elementi che , forse, hanno influenzato ed inspirato l’arte contemporanea. Con queste parole Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, spiega il progetto: “Nel corso di questi anni si sono sviluppate due distinte tendenze. Da una parte è cresciuto il desiderio dei nostri curatori di mettere gli artisti in prospettiva storica o di affinità reciproca, evidenziando legami e relazioni sia col passato, sia con altri artisti del presente, alla ricerca di spessore e profondità di analisi. Nello stesso tempo, è cresciuta l’attenzione per la relazione tra l’opera e lo spettatore che alla fine ricerca nell’arte l’emozione del dialogo con l’opera che deve provocare quell’ansia ermeneutica, quel desiderio di andare oltre”. Chester Higgins Jr__The New York TimesUn appuntamento di notevole rilevanza internazionale che vede la partecipazione di 88 paesi di cui dieci presenti per la prima volta: Angola, Bahamas, Regno del Bahrain, Costa d’Avorio, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldives, Paraguay, Tuvalu e, attuale come mai, la Santa Sede. Quest’ultima  infatti partecipa con una mostra allestita nelle Sale d’Armi, in quelle Sale che la Biennale sta restaurando per essere destinate a padiglioni durevoli. Un’opportunità di relazionarsi con l’arte contemporanea che, al di là di quanto sarà efficace l’obiettivo di Gioni, consentirà al pubblico di vivere un percorso esperienziale tra mostre, film, video, installazioni, performance e conoscere nuovi artisti, poco noti a dir la verità, che rappresentano parte della nostra contemporaneità.

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