ZoomTeatro: l’8 marzo in scena “’A cirimonia” di Rosario Palazzolo al Teatro del Murgo a Catania

Prosegue la seconda edizione di “ZoomTeatro – Dettagli di creazioni contemporanee”, la rassegna che sta ridefinendo il panorama della scena catanese. Domenica 8 marzo alle ore 19, negli spazi di Palazzo Scammacca del Murgo, andrà in scena ’A cirimonia, scritto e diretto da Rosario Palazzolo, con lo stesso Palazzolo e Anton Giulio Pandolfo, produzione Teatro dei 3 Mestieri.

‘A cirimonia è un confronto serrato tra due figure sospese in un luogo. Una cerimonia dichiaratamente inutile li costringe a un dialogo spigoloso, deforme, attraversato da silenzi carichi di paura. La lingua si fa ruvida, asintattica, svirgolante; il ritmo cresce fino a sfiorare la tragedia, per poi precipitare nel fallimento. Un fallimento voluto, scelto, quasi rivendicato come unica possibilità di chiudere ciò che si è iniziato. ‘A cirimonia è un atto teatrale che mette a nudo la fragilità dell’essere umano, la sua contraddizione, la sua incapacità di compiere davvero ciò che desidera.

La rassegna, curata da Open Around con la direzione artistica di Paola Greco e la coproduzione di Palazzo Scammacca del Murgo, ha preso il via lo scorso novembre e proseguirà fino al 24 maggio 2026 per un totale di undici spettacoli. ZoomTeatro conferma la propria traiettoria: valorizzare drammaturgie originali, formati intimi e sostenibili, e una relazione diretta tra artista e spettatore, recuperando così l’eredità storica del Teatro Club catanese e il rilancio in chiave contemporanea.

Scheda spettacolo

8 Marzo
’A CIRIMONIA
Scritto e diretto da Rosario Palazzolo
Con Anton Giulio Pandolfo e Rosario Palazzolo
COMPAGNIA ESECUTRICE: TEATRO DEI 3 MESTIERI
AUTORE: ROSARIO PALAZZOLO
TIPO EVENTO: PROSA

Due personaggi in scena, se ne stanno in un luogo che ha smesso di rivelarsi, a celebrare una cerimonia sghemba, che si annuncia inutile, una cerimonia che li obbliga a un dialogo che solo apparentemente è privo di senso, un dialogo disteso su di una lingua ruvida, deforme, asintattica e svirgolante, un dialogo straripante di silenzi pieni di paura, che man mano si trasforma, e diviene urlo, esigendo un ritmo da tragedia e una musicalità surreale. Fino al fallimento finale. Ché quello pretendono, i due, il fallimento, perché è la loro scelta, il solo modo che hanno per finire qualsiasi cosapensano d’aver cominciato.