A Sergio Claudio Perroni, al “tatto sconfinato” del suo sguardo.

A Sergio Claudio Perroni, al “tatto sconfinato” del suo sguardo.

Il tatto dello sguardo

Vorrei essere occhi, fare come fanno gli occhi, che in un istante vanno lontanissimo, lì dove il resto di me non metterà mai piede, e ogni cosa che vedono riescono ad averla lasciandola dov’è, a possederla senza volerla portare indietro, a conoscerla senza pretendere la sua attenzione, vorrei avere il tatto sconfinato dello sguardo, che sa toccare ovunque senza farsi sentire, amare senza lasciarsi ferire, conquistare tutto senza rinunciare a niente.

 

Abbiamo scelto un passo da “Entro a volte nel tuo sonno”, intense pagine di prosa poetica, spazi riflettenti, per salutare il suo autore, Sergio Claudio Perroni, e abbracciare infinitamente la sua sposa, la poetessa Cettina Caliò e l’incantevole sommità del suo discorso umano.

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