“Fiabe Lombarde”, quando la fiaba e la poesia coabitano.

“Fiabe Lombarde”, quando la fiaba e la poesia coabitano.

“Fiabe Lombarde”, edizioni “Pane e Sale”, 2018, è il titolo del libro nato dalla penna di Carla Saracino, autrice di dieci divertenti racconti ambientati ciascuno in varie città lombarde. Milano, Bergamo, Brescia, Mantova, Monza e altre località diventano teatro di nuove storie e simpatici personaggi illustrati da Marisa Vestita. Veniamo così a conoscenza della particolare famiglia Dragonetti, che decide di trascorrere le vacanze a Cascina Burrona, famosa per essere costruita con il burro; e di Sandra, la salamandra appassionata di arte che vive dietro uno specchio del Palazzo Ducale, a Mantova.

Il tuo genere di scrittura più abituale è la poesia. Trovi qualche affinità di senso tra la poesia e la fiaba?

Sicuramente esiste un luogo, un luogo impercettibilmente remoto, in cui la fiaba e la poesia abitano la stessa casa. E in questa casa, ornata di rifrazioni e riverberi, a unirle e a muoverle è il suono delle cose imminenti, di ciò che sta per accadere, eternamente; il rintocco solitario delle infinite potenzialità nelle quali il sognatore, o l’uomo straordinariamente vivo, si ritrova e si rappresenta. Sono inoltre entrambe spazi di libertà e di svincolo dalla contemporaneità. La loro affinità, però, non sta nel pretesto di fuga che possono fornire; è anzi l’opposto: sono così incondizionatamente scevre dal mondo delle cose attuali da potersi permettere di affondare lucidamente e criticamente nel presente e nella storia.

Il tono di “Fiabe lombarde” mi sembra prevalentemente giocoso, umoristico. Perché questa scelta?

Perché trovo che il gioco sia uno dei doni più alti che possiamo meritarci in vita. Credo che la rovina degli anni inizi quando, per malattia, paura, superficialità, si fa invisibile il passaggio insito nelle cose: la loro frattura dentro al movimento del tempo, dove s’annidano l’ilarità e la bellezza del non prendersi troppo sul serio. Nelle persone veramente giocose non ho mai trovato ostilità, malevolenza, avversità. Le persone o le situazioni giocose mi hanno reso felice e in questa felicità si è scritto il testamento della mia scrittura per l’infanzia, forse gioco anch’essa, diario di bordo di una giovinezza che non è mai finita. Nondimeno, dando una direzione di umorismo alle storie, ho ceduto a un piccolo capriccio personale: mi sono permessa di ridimensionare, per non dire sottovalutare, attraverso la caricatura e il riso, tutte quelle persone che, incontrate negli anni, non hanno voluto giocare con me ad armi pari ed hanno frainteso completamente certe mie intenzioni o che, per eccesso di vanità nascosta da buonismo, hanno cercato di farmi del male. In questo senso, la scrittura è un lusso ed è anche terapeutica: può succedere ti aiuti a fare pulizia delle ipocrisie, delle ansie, delle etichette che gli altri vogliono attribuirti.

L’ambientazione è appunto esclusivamente lombarda. C’è una ragione? La Lombardia ti sembra una regione con caratteri “fiabeschi”? Eventualmente quali altre regioni italiane possiedono questo carattere?

La ragione esiste ed è dovuta al mio lavoro. Per anni sono salita su treni scalcagnati e perennemente in ritardo che mi hanno portata in paesini sperduti della Lombardia, dove andavo ad insegnare. Per mesi sono entrata in bar di provincia, all’alba, dove ho incontrato persone anziane, semplici, che mi offrivano la loro gentilezza e dei caffè. Girovagando per le strade di queste cittadine, alcune dai nomi divertenti o improbabili, ho iniziato a costruirmi una geografia dello smarrimento, una sorta di mappa al contrario, dove orientarsi era imparare a perdersi, affidandomi alle creature fantastiche che via via cominciavano ad affollare la mia testa: salamandre artiste, pipistrelli guerrieri, draghetti viaggiatori, lucciole romantiche e molti altri. La Lombardia è poi una splendida regione, a tratti oscura, ma non cupa, in cui certe penombre diventano indizio di una meta irrequieta, che ti chiede di avanzare, scoprire, incamminarti. Conosco solo due altre regioni fiabesche: la Puglia, da cui provengo, terra operosa e intraprendente, e la Basilicata, forse la più fiabesca in assoluto, paese che fatico a descrivere per troppa gravità di simboli, potenze, fatalità: una regione dal cuore disteso e dai calanchi di cielo.

Trovi qualche differenza (stilistica o di contenuto) tra gli altri tuoi libri di fiabe e questo?

Ci sono molte differenze, certamente. L’andamento allegro, irriverente, rapido di Fiabe Lombarde non incontra quello lento, pomeridiano, sospiroso delle 14 fiabe ai 4 venti o de Gli orologi del paese di Zaulù. Mutano gli scenari e le parole. Nelle ultime il ritmo è urbano, notturno, direi mondano; nelle precedenti, come in un bicchiere colmo di travasi marini, ho riversato l’aria salsa e sospirosa della controra mediterranea, zattera e ansia del tempo, in cui tutto avviene non per caso. Ognuna di queste fiabe, tuttavia, risponde a un ordine della vita, un farsi ordine; in fondo, la scrittura è anche epilogo di normalità, necessità di stare nella meravigliosa forma della quotidianità, dove paradossalmente è più facile imbattersi nel fiabesco.

L’autrice – Carla Saracino è nata a Maruggio, in provincia di Taranto. Suoi testi sono apparsi su varie pubblicazioni, tra cui: «Nuovi Argomenti», «L’immaginazione» e «Almanacco dello Specchio Mondadori 2010». Ha scritto I milioni di luoghi (Lietocolle 2007, Premio Umberto Saba per l’opera prima), Il chiarore (Lietocolle 2013) e due libri per bambini, 14 fiabe ai 4 venti (Lupo 2009) e Gli orologi del paese di Zaulù (Lupo 2012). Scrive per diverse riviste letterarie e vive a Milano, dove lavora come insegnante.

L’illustratrice – Marisa Vestita. Nata a Taranto nel 1975 studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Nel 2002 si trasferisce a Milano dove inizia le prime collaborazioni come illustratrice da rivista lavorando per Gioia, Grazia, Linus e altri periodici nazionali. Ad oggi ha collaborato come illustratrice e autrice per albi illustrati, libri sco- lastici e altri prodotti editoriali tra cui i taccuini del National Geographic. I suoi albi illustrati sono tradotti in diversi paesi esteri tra cui Spagna, Germania, Inghilterra, Turchia, Giappone.

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