Illuminazioni d’autunno

Théo Sauer, Serre du kaysersguet LUCCHINI
Théo Sauer, Serre

Pochi versi. Brevi lampi (illuminazioni, appunto, nello stile simbolista) per tracciare gli stati d’animo più “sentiti” nella stagione dove tutto sembra precipitare: le foglie, l’umore, il sorriso. Autunno, la stagione antagonista della Primavera (la rinascita). La stagione dove il “male di vivere” si rinvigorisce, si amplifica. Mesi pieni di simbologie, e non solo per i poeti, in cui le vicissitudini esterne, climatiche, assomigliano a quelle interiori. Si smorzano i contorni delle cose, sperse nella nebbia che spegne i colori ed uniforma il paesaggio, si appiattisce l’umore che si fa scolorito, apatico; l’imbrunire è confacente alla malinconia, la carica; la pioggia riga l’anima. La sintesi poetica, oltre ad esprimere l’ermetismo e , ancora, il concetto di poesia come illuminazione, in questo contesto si fa carico anche di trasmettere l’esiguità della forza, la perdita del contatto (della volontà del contatto) con l’elemento esterno, a favore anche di un certo piacere nell’accoccolarsi dentro se stessi e lì restare, per superare la stagione delle ginocchia sbucciate, il più possibile indenni. Si lascia alle poche parole scritte la loro autonomia (a volte una parola un verso) la loro assolutezza, la loro potenza del non ritorno (“mi muore il cuore” piuttosto che “mi cancella dall’aria”). Poesie a sottrarre, per sottrarsi all’inevitabile desertificazione autunnale, ma con una sufficienza di parole che dicono il necessario per urlare, in un unico fiato, la pena della caduta.

La semiluce
di quando il sole si allontana

da me

il suo rollio atroce

mi cancella dall’aria.

*

Mi pulsi ai timpani

novembre

con i tuoi colori deserti

lancinante hamlet
in un’urna di nebbia.

*

Mi si siede dentro

questa pioggia
appuntita

che sventra la terra

e mi allaga.

*

Quando la sera si semina

sibilando
di vapore

mi muore il cuore.

*

Cade

autunno

coperchio senza cielo
che lacera

e trafigge.

*

Nove novembre

allitteri
con la mia folta tristezza

e mi sbianchi.

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