“Knockout”, oltre le figurazioni, le “stratificazioni di senso” di Alex Pinna

“Knockout”, oltre le figurazioni, le “stratificazioni di senso” di Alex Pinna

A due anni e mezzo dalla precedente, una nuova mostra personale vede Alex Pinna protagonista assoluto da PUNTO SULL’ARTE a Varese – Casbeno. Vernissage sabato 25 Novembre 2017 h. 18-21.

L’artista delle silhouette e delle corde intrecciate presenta qui la sua ricerca più recente. Al centro dell’indagine è ancora l’uomo, ma questa volta l’attenzione sembra allargarsi dall’anima (dallo spirito) al corpo. Knockout è un racconto di lotte, di sconfitte e di rivincite, ma è soprattutto analisi di come attraverso la disciplina sportiva corpo e anima diventino una cosa sola, un solo intento. Ecco dunque le ballerine, esili e leggere intorno ai pali. Ed ecco i pugili, per i quali l’artista ha scelto di abbandonare la forma essenziale per una descrizione più definita, restando tuttavia fedele alla resa stilizzata, alla scelta di non dare lineamenti alle figure. Perché in quel pugile pronto all’attacco, come anche in quello colto nell’attimo prima di andare al tappeto, in fondo ci siamo tutti noi.
In mostra, le classiche sculture in corda, i bronzi e una serie di nuovissimi lightbox.

La mostra si avvicina e – finalmente – posso vedere finite due sculture in resina. È un materiale contemporaneo così versatile da avere, nell’arte, mille esiti diversi, ma Alex Pinna decide di utilizzarlo in una chiave squisitamente concettuale. Già, perché lui è un artista che va letto in profondità, in tutte le sue stratificazioni di senso. Accontentarsi di un’interpretazione superficiale del suo lavoro e vederlo come una figurazione stilizzata e pop sarebbe come sedersi davanti a un piatto di Massimo Bottura e starsene lì a commentarne l’estetica senza assaggiarlo. Ecco allora davanti a me una bella figura nera di pugile: butta in avanti il pugno coperto da un guantone bianco. Penso immediatamente a un bronzo patinato, dunque, e colgo subito l’allusione ai guanti di Mickey Mouse. “Sollevala”, mi suggerisce l’artista. Lo faccio, e benedico il fatto di aver imparato col tempo, maneggiando opere d’arte, che è sempre meglio andare molto cauti. Perché se avessi impresso al gesto la forza necessaria per sollevare il bronzo, il pugile mi sarebbe scappato di mano e sarebbe volato via. “Oddio… ma è questa la resina?” Sorride soddisfatto: il trucco è riuscito. Poso con cautela la scultura, la sollevo di nuovo, l’accarezzo. Mi godo questa incantevole magia percettiva che mette k.o. tutte le mie certezze. “È… nera!”, esclamo. “Colorata a grafite”, mi spiega Pinna. Seguo con lo sguardo quell’unica linea curva che racchiude la sagoma, partendo dalla nuca e poi gonfiandosi nel cranio, accennando il profilo, incavandosi appena sul torso e di nuovo aprendosi nello slancio del braccio e infine giù, lungo la gamba tesa all’indietro, sul polpaccio, e ancora a definire le natiche. La materia cromatica è più opaca, rispetto al bronzo: come se invece di riflettere la luce se ne impadronisse. La stessa forma, in bronzo, è appoggiata più in là. Cerco affinità e differenze. Poi chiedo all’artista di fare un “ripasso” sulle tecniche. Ogni tanto fa bene a noi che troppo spesso ci riempiamo di parole, metafore e suggestioni emotive. Mi mostra gli stampi per le colature, mi illustra come si costruisce il “castello” di tubicini che porteranno il bronzo liquido a creare la scultura. Mi spiega che a seconda di dove è infilato il tubicino, rispetto al bozzetto in cera, ci sono più o meno difficoltà nel restare esattamente fedeli all’idea originale. Per questo è importante rivolgersi a una fonderia di fiducia, a professionisti esperti. E mi convinco una volta di più che la scultura sia un mondo a parte, complesso, speciale. Qualche frammento in resina mi fa capire le differenze nella lavorazione dei due materiali. Ascolto incantata e penso a quale privilegio sia il mio lavoro, che mi permette di scoprire cosa c’è dietro oggetti unici come le opere d’arte.
(estratto da “DIARIO DI BORDO – UNA MOSTRA IN PROGRESS”)

Alex Pinna, Knockout-(Sonny-Liston), 2017, bronzo e ferro patinati
Alex Pinna, Last night a DJ saved my life, 2016, Bronzo
Alex Pinna, Alias, 2016, corda e acciaio

Alex Pinna – Nasce a Imperia e frequenta i corsi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 1993 espone in mostre personali e collettive di successo in tutta Italia. Tra le ultime si ricordano la mostra Ti guardo, mi guardo allestita presso le sale della Fondazione Mimmo Rotella a Catanzaro, The way to get lost, solo show presso Arte Fiera Bologna e la mostra Estate Italiana presso il MOAH a Lancaster in California, Stati Uniti. All’estero il suo lavoro è stato presentato a Shanghai, Tel Aviv, Londra, New York, Los Angeles, Colonia e Lugano. È docente incaricato della cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Vive e lavora a Milano.

Vernissage: sabato 25 Novembre 2017, dalle ore 18 alle 21
Periodo: 26 Novembre – 30 Dicembre 2017
Luogo: PUNTO SULL’ARTE, Viale Sant’Antonio 59/61, Varese
0332 320990 I [email protected]
Orari: Martedì – Sabato: h 10-13 e 15-19; Domenica h 15-19
Catalogo: con testo critico di ALESSANDRA REDAELLI

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