“La Bella Addormentata” al Teatro Massimo Bellini con il “Bellini Ballet”. Giusi Vittorino racconta le sue “Fiabe in punta di piedi”.

“La Bella Addormentata” al Teatro Massimo Bellini con il “Bellini Ballet”. Giusi Vittorino racconta le sue “Fiabe in punta di piedi”.

 

Domani, mercoledì 20 febbraio, al Teatro Massimo Bellini di Catania, per il progetto “Fiabe in punta di piedi”, si terrà la première dello spettacolo dedicato alle scuole della Sicilia dal titolo “La Bella Addormentata”, proposto dalla compagnia Bellini Ballet.
Regia e Coreografia sono di Gino Potente e Giusi Vittorino (Ballerina e coreografa, responsabile della direzione Artistica della Bellini Junior Ballet) che racconta: «Negli ultimi 12 anni “Fiabe in punta di piedi” ha portato al Bellini migliaia di spettatori riuscendo nell’intento di far scoprire ai giovanissimi le grandi opere, educandoli alla cultura musicale dei grandi autori, e allo stesso tempo ha aperto una finestra nel mondo della danza per i danzatori professionisti. Un plauso va alla direzione artistica, alla sovrintendenza e alle maestranze del Teatro Massimo Bellini». Gli spettacoli di febbraio si terranno nelle date del 20 e del 22 febbraio con doppio turno, ore 9:30 e ore 11:30 , e si replicheranno fino al mese di Aprile incluso. I danzatori principali (nella foto) sono: Camilla Botticini, Veronica Gerardini, Irene Catroppa, Cristina Zheng, Laura Tringale, Jois Salemi, Anna Grasso, Cristiana Rauccio, Anna Occelli, Leonetta Gandon, Ludovica Peciccia, Ludovica Voi, Ottavia Ancetti, Silvio Liberto, Michele Storto, Gioele Del Santo, Gabriele Sciuto, Matteo Bruno e Igor Pane. «Il progetto “Fiabe in punta” – aggiunge la Vittorino -, nasce per diffondere la cultura dei grandi Balletti tra i più giovani. “La bella Addormentata”, così come tutte le altre produzioni, è una versione rivista e leggermente ridotta per consentire ai giovani studenti di comprenderne il significato e apprezzare la danza e la musica classica».
Può parlarci del modo in cui si lascia ispirare per creare le coreografie?
«L’ispirazione non ha nessuna logica. Ascolto la musica e vengo guidata da un disegno coreografico che non sapevo di avere, come un pittore che comincia a disegnare su una tela bianca, guidato dal proprio pennello».
Per Garcia Lorca un danzatore è “colui che danza cammina sull’acqua e dentro una fiamma”, per Giusy Vittorino?
«Io sono stata una danzatrice e quindi per mia esperienza diretta un danzatore è colui che ha la fortuna di fare un lavoro che non è lavoro ma è passione, colui che può trasmettere mille emozioni in due ore di spettacolo, un danzatore è un uomo/donna fortunato/a perché è stato baciato dalla Dea Tersicore (la Dea della danza)».
Come descriverebbe la sua esperienza registica e coreografica con il Bellini Ballet?
«La mia non è una esperienza registica e coreografica la mia è una grande fortuna perché dopo aver danzato nei più bei teatri europei i balletti di repertorio classico e contemporaneo ho la fortuna di continuare ad esprimere le mie emozioni attraverso il corpo dei giovani danzatori del Bellini Ballet».
Qual è lo spettacolo di danza che reputa più emozionante e più proficuo (in termini sia di apprendimento sia emozionali) per i suoi discenti?
«Di ogni spettacolo e di ogni produzione mi innamoro come di un figlio mio, ma quella che mi ha sempre fatto battere il cuore di mille emozioni è “Il Lago dei Cigni”. Per una danzatrice è la massima espressione di precisione, tecnica e sentimento».

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