‘La dodicesima nota’ di Lev Matvej Loewenthal

‘La dodicesima nota’ di Lev Matvej Loewenthal

Gerusalemme, estate del 1999: prima di morire avvelenato, l’anziano violinista Josef Asche dona uno spartito musicale cinquecentesco al suo miglior allievo, un piccolo arabo di nome Nadim. Ha avvio così una vicenda che si snoda su tre piani narrativi che immergono il lettore in una sinfonia di prospettive e di registri eterogenei. Nell’ouverture, gli accordi cupi del passato ebraico di Asche nell’Europa nazista si stemperano nelle note caustiche delle indagini sulla sua morte condotte dal goffo ispettore Sekel Kantor. Il timbro cambia, quando i principali protagonisti sono riuniti, dopo vent’anni, in una sala da concerto in cui Nadim, violinista ormai affermato, sta eseguendo un movimento del Dies Irae e dove un ordigno è pronto a deflagrare, dando avvio a una serie di esplosioni in tutto l’Occidente. Mediante lo stratagemma del racconto nel racconto, viene presentata anche l’emblematica  figura del Direttore d’orchestra, ossessionato da un libro incentrato sul rapporto tra il Bene e il Male, sulla responsabilità individuale, sul significato della creazione artistica. Le tre linee narrative e melodiche si ricongiungono alla fine della narrazione, in una sorta di inattesa, sconcertante detonazione.

Un libro (Carteggi Letterari, le edizioni, 2017) per lettori attenti, capaci di decifrare le disseminate e celate citazioni storiche, letterarie, artistiche, il tutto senza perdere il gusto dell’intrigo dei piani sovrapposti in cui si muovono (in reminiscenza di passaggi temporali) le storie dei suoi personaggi intonando una sinfonia di note stratificate – dalle più alte e accorate alle più mefistofeliche e goethianamente attraenti, seppur articolate in vere e proprie atmosfere di terrore. Qui il monito dell’autore, che sembra volerci mostrare quanto l’uomo sia in procinto di azzerare in un unicum mortifero le ambizioni umane, profetizzando un’apocalisse autodistruttiva. Cosa salverà l’uomo dalla pulsione al Male? Sarà in grado l’umanità di fare un doveroso passo indietro riscoprendo le tappe più significative della sua storia? Quale altra pulsione umana può contrastare i demoni che ci abitano? Scopritelo leggendo tra le righe di questo pentagramma dodecafonico.

(Natalia Castaldi)

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