Fabio Strinati, la poesia compagna di un ‘tragitto infinito’

Fabio Strinati, la poesia compagna di un ‘tragitto infinito’

laboratorio poesia

Vivo nel mio mondo come se fosse mio e di tutti noi. Vivo la poesia perché dal mio cuore nasce una penna che vuol cantare i suoni e i ritmi del nostro fragile corpo. Non riesco a domare il tempo perché sfugge al mio controllo, ma quando la mia mente corre veloce insieme al vento di campagna, io cerco di vivere la mia esistenza tra i vecchi rami degli alberi che si nutrono di tempo e di vecchiaia come quelle poesie rapide che non possono essere spiegate. Ho sempre visto il mondo come una bussola parlante, che ti parla dentro; uno scrigno di colori mescolati con le paure a volte che risiedono nei nostri ricordi appassiti. Per questo ho deciso di iniziare a scrivere: volevo dialogare con il mondo la mia complessità di uomo. Ho deciso di toccare la mia anima liquida, osservarla da vicino per poter vedere i suoi colori vulnerabili e così, ho scelto la poesia come compagna di viaggio lungo questo tragitto eterno e infinito. Questa mia complessità, è ben presente in “Al di sopra di un uomo”, proprio perché i miei occhi hanno voluto vedere dentro se stessi; lo sguardo che getta la sua lunga vista oltre il confine, oltre un muro di montagne che separano la nostra vita finita dalla nostra anima infinita. Un libro che è sicario di se stesso: come una lente d’ingrandimento che dall’alto, ci mostra come le piccole cose siano ancora più nitide quando viste da lontano. Ho scelto la poesia perché è la poesia che ha scelto me; prima avevo la mia vita, ora non conosco più la solitudine.

Fabio Strinati

Inediti
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OLTRE I MONTI
(ottobre 2016, vagando un poco…)

La vita, come sfogliare pagine d’un libro,
ed ogni viaggio,
un foglio bianco su cui scrivere la nostra anima
oltre i muraglioni
e quei confini, assiepati oltre i monti scuri
e gli alti cipressi imperiali
piegati dal vento dentro un mare di buio,
ombre di anime aggrappate.

Battaglie, luoghi per i nostri occhi
che si nutrono di altri luoghi
inconsumati, come tirare un dado,
e le sere avvolte lungo sentieri perfetti
nell’immaginazione di un eterno…
dipinto il viaggio con il nostro tempo
nelle nostre gambe disciolte nel fertile terreno.
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LAVAGGIO

È là che la memoria sfugge all’eternità,
che si assottiglia, e che a casaccio
impregna l’atlante di manoscritti e di poesie,
di sostenute litanie,
che ci faranno da impacco nei giorni grigi
nelle centrifughe dei temporali.
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SCIOGLIERSI

Nascosto nel mio io più profondo, smusso
la mia anima rivoltosa alla frontiera,
che grida e stornella enigmi e grida…
e sceglie lei la strada poi il tratturo
sui colli violentati da un tempo,
che in meteorologia
smuove birilli quei pupazzi di neve
sciolti per un raggio di luna scaduta.
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BLOCCO DELLO SCRITTORE

Vagabondi pensieri fuoriescono dalla mia mente tinta
plagiata come segatura sminuzzata
e di stracci e canovacci con quegli aloni ritmati
le mie parole e ora fuggono e ora si nascondono
in ripostigli scomodi dove le peggiori insinuazioni
puzzano di nicotina…
e carovane sfortunate che attraversano deserti aridi
per una goccia di liquore stesa al sole
e mal rovesciata dalla sua estasi eccitata
come la carta vetrata in un cervello mendicante
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FOSSE

Si decompone l’osso del cane con la rabbia
in mezzo al campo cosparso di sorbi
e di petali ammuffiti caduti e cestinati,
in ottobre come le croste del pane duro,
le ortiche sui muri delle vecchie case fatiscenti
che in pezzi cascano in viso al vuoto,

sul viso dei pezzenti
accatastati in una conca ad imbuto e venerati….
sventrati di quella loro anima imprigionata
nelle catene arrugginite da ossido ferroso,
in un profondo da svecchiare e da svinare
nelle peggiori cantine invise nei remoti tempi!

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Fabio Strinati (poeta, scrittore, aforista, pianista e compositore) nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche. Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,  manifestazione di musica contemporanea organizzata dallo stesso Ottaviucci, come interprete e compositore, e prende parte a numerosi festival e manifestazioni musicali. Nell’ottobre del 2014 pubblica il suo primo libro di poesie dal titolo “Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo”. Raccolta di poesie pubblicata con la Casa Editrice ed Associazione Culturale Il Foglio Letterario, che ha, come suo direttore, lo scrittore italiano Gordiano Lupi. Il libro è stato interpretato dall’attrice Maria Rosaria Omaggio in uno spettacolo al Teatro Lo Spazio di Roma nell’agosto del 2015. Nel mese di novembre del 2015, esce il suo secondo libro di poesia, dal titolo “ Un’allodola ai bordi del pozzo” pubblicato sempre con Il Foglio Letterario. Nel novembre del 2016 esce il suo terzo libro, “Dal proprio nido alla vita”. Un poemetto ispirato a un romanzo di Gordiano Lupi, “Miracolo a Piombino”, quest’ultimo, presentato anche al Premio Strega. Nel 2017 pubblica con Il Foglio Letterario il suo quarto libro di poesia dal titolo  “Al di sopra di un uomo”. Sempre nel 2017 pubblica il suo quinto libro di poesia dal titolo “Periodo di transizione”, tradotto in lingua rumena da Daniel Dragomirescu con prefazione di Michela Zanarella.

 

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