riva sinistra
Eso Peluzzi, La Senna di Parigi



Questa poesia fu scritta da Victor Hugo per sua figlia Léopoldine, morta annegata all’età di diciannove anni nel 1843. La splendida giovane, felicemente sposata da qualche mese e in attesa di un bambino, perì a causa di un incidente mentre era in gita in barca insieme a suo marito, lasciando nel cuore di suo padre un lancinante dolore che non si sarebbe mai riuscito a placare. Il componimento, datato 3 settembre 1847, sarebbe poi stato pubblicato nella celebre raccolta “Les Contemplations” (1856). Vi propongo di seguito la mia traduzione.

 

 

 

Domani, all’alba
 
Domani, all’alba, quando i campi imbiancano,
partirò. Vedi, so bene che mi attendi.
Andrò per la foresta, andrò per la montagna.
Non posso restarti lontano a lungo.
 
Camminerò, gli occhi fissi sui miei pensieri,
senza vedere niente, senza udire rumori,
solo, ignoto, schiena curva, mani incrociate,
triste, e il giorno sarà per me come la notte.
 
Non guarderò né l’oro della sera che scende
né i veli che verso Harfleur cadono lontano
e quando arriverò, metterò sulla tua tomba
un mazzo di verde agrifoglio e l’erica fiorita.
 
 
 
 
Demain, dès l’aube
 
Demain, dès l’aube, à l’heure où blanchit la campagne,
Je partirai. Vois-tu, je sais que tu m’attends.
J’irai par la forêt, j’irai par la montagne.
Je ne puis demeurer loin de toi plus longtemps.
 
Je marcherai les yeux fixés sur mes pensées,
Sans rien voir au dehors, sans entendre aucun bruit,
Seul, inconnu, le dos courbé, les mains croisées,
Triste, et le jour pour moi sera comme la nuit.
 
Je ne regarderai ni l’or du soir qui tombe,
Ni les voiles au loin descendant vers Harfleur,
Et, quand j’arriverai, je mettrai sur ta tombe
Un bouquet de houx vert et de bruyère en fleur.
 
 
 

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