L’inseparabile (di Evelina De Signoribus)

Oggi, nel cortile della scuola c’era, sperso, un pappagallo, piccolo e colorato, della specie “Inseparabile”. Dicono che da soli non riescano a sopravvivere, senza la compagna o il compagno con il quale sono cresciuti. L’abbiamo messo in una scatola, non sapendo fare altro, in attesa di eventi o di decisioni. Per tutto il tempo ho pensato a quanto potesse resistere da solo. Ci sono, tra gli animali, sentimenti a noi sconosciuti, forse comprensibili solo come atti necessari. Passava dal tremore al lamento, chiudeva gli occhi, a tratti, in segno di resa, stanco. Chissà se combatteva o aspettava la morte? In quello stato d’attesa si sanciva il mistero del dolore che ogni creatura porta con sé.

Vorrei raccontarti questa breve storia, sperando che, condividendola, diventiamo uno, almeno nel pensiero. Ma io e te non apparteniamo all’Inseparabile.

 

 

(in copertina, disegno di Marco Petrella )

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