Nando Finocchiaro, poesie come rivoli di luce.

in copertina , di Alessandro Finocchiaro “San Lorenzo”, olio su tela, cm 30×20, 2020.

 

 

Nando Finocchiaro nasce a Monte La Guardia di Randazzo nel 1938. Nel 1944 subisce un incidente bellico. Nel 1948 la famiglia si sposta ad Acireale. Nando studia per interprete a Napoli, poi a Catania lingue e letterature straniere, laureandosi con una tesi su The waste land di T.S. Eliot. Ha ottenuto segnalazioni in qualche concorso di poesia. Un suo componimento, An Emigrant, è stato approvato per la pubblicazione dalla National Society of Published Poets della Florida. Ha pubblicato due raccolte di poesie: Al mangiacarta caduto, Bologna 1987, e Erosione del sogno, Comiso 2009. Nel dicembre del 2019 sette sue poesie, di cui un inedito, sono state pubblicate su Il piccolo Giotto, almanacco lunare a cura di Lorenza Boisi e Giulio Catelli con Luca De Angelis.

 

IL VENTO E IL SILENZIO

Dalle tue pietre mute, sopravvissute
al solleone al gelo al sisma allo scempio,
rudere d’antico tempio, la clessidra
dei secoli sgrana il dorico marmo
come belletto da guance grinzose.
Erbacce feconda e rifiuti lo stesso
sole, dove posavano calzari di vati,
le vesti frusciavano
della dolce Afrodite. Il silenzio
ha le chiavi del tempio, il vento
non deve bussare. Oltre i nudi
architravi e il soffitto di cielo, navi
perdute fra nebbie di fiordi
profondi, ricordi tramontano
e stelle.

 

CI DEV’ESSERE UN SENSO

Un ventaccio noioso e perdigiorno
mugola una vieta cantilena
tra uno sbatter d’imposte
e un brivido di fronde.
Le vene, dentro, sonnolente,
cacciano sangue al cuore, pigramente.
Sul letto nero, grande, della notte
calano gli occhi palpebre di piombo…
Ma il sole a maggio scoppia nelle rose:
ci dev’essere un senso. A fior di labbra
colto, il riso tuo beffardo, amico triste
in cui credetti un tempo, vuol trarmi al cuore,
forse, amara piega… Da un cuore di sposa
pura come un’alba, germoglia già una vita,
mentre la madre bianca,
indaffarata a inseguire il tempo,
all’alba già sferruzza, e canta
il suo tramonto una nenia lontana.
Ci dev’essere un senso.

 

IL COMPASSO

Codice perso e oggi ritrovato
non sarò terso come il tuo cristallo
ma sarò fiamma dietro l’alabastro
a quel compasso spezzerò le braccia
a forza teso tra l’essere e il sembrare.
Le tue domande, pioggia di neutrini,
mi sonderanno poi da parte a parte:
mi leggerai come in filigrana.

 

LE NOTIZIE CORRONO

Sapete, a Mariastella, le formiche
Hanno trovato il paradiso
In un acino d’uva calpestato…

 

NOT WITH A BANG

Il tuo grido, perduto,
ritornerà una musica. Illusione.
Ti spezzerai. Corda tesa
allo spasimo, ti spezzerai.
Niente paura,
non farai più rumore
d’una bolla di sapone.

Alessandro Finocchiaro “San Lorenzo”, olio su tela, cm 30×20, 2020.
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