Poesia LAB Aleph – Scuola di scrittura

CHRISTIAN BALSAMO

 

La mano della vita
mi spreme.
Succo d’inchiostro
cola dalla mia buccia
spaccata.

Sei terra,
legno e minerale.
Sei sogno
tangibile, impalpabile
Immensa e sottile
fragile, letale
Effimera scheggia
forgia del pensiero
Umile compagna
nobile utensile

Incontro
Un granello di sabbia,
gabbia d’ossa
in cui l’universo urla
fende il vuoto
cerca il risuonare
di particelle
che evadano
all’unisono.

Cuori lontani,
amici sullo schermo
intrecci nuovi.

Rimario
memoria baldoria      storia
anima enigma
sangue langue
vorace mendace         giace
cuore furore
cieca bieca
dolore nitore               bruciore
morte forte                  corte
vento sento                  lento
abisso adesso
attesa protesa
accarezzo disprezzo
sogno pegno                 regno
danzare trovare
limaccioso turbinoso    paludoso

 

CHRISTIAN BALSAMO – Sono nato a Catania il 9 luglio 1984 e presso l’Università di Catania ho conseguito la laurea triennale in Lingue e Letterature Straniere. Sono un appassionato lettore fin dall’infanzia – prediligendo la letteratura fantastica e d’avventura – e già da adolescente ho fatto i primi tentativi di mettere su carta delle storie inventate da me. Da circa quattro anni ho iniziato a scrivere in maniera sistematica – cimentandomi, oltre che con la prosa, con la poesia, affiancando alla produzione un percorso da autodidatta di studio narratologico e la frequentazione di diversi corsi di scrittura creativa, nonché la partecipazione a svariati concorsi letterari, ottenendo buoni riscontri. Tali riscontri hanno cementato il mio desiderio di proseguire nel percorso finora intrapreso, con la speranza di poter diventare un autore a tutti gli effetti e raggiungere la meta della pubblicazione. Ho collaborato per due anni con una piccola casa editrice in qualità di valutatore di testi. Oltre alla passione per la scrittura coltivo una grande passione per la musica: suono la chitarra dall’età di 12 anni e di recente ho intrapreso – sempre da autodidatta – lo studio del violino. Inoltre mi dedico all’hobby degli origami.

 

***

SIMONA CARUSO

 

La poesia

Nasce dalle viscere
un uragano
tempesta di odio
desiderio d’amore.
Nasce come un brivido
uno starnuto
potente e misterioso.
Non sai mai quanto male può fare
non sai mai quanto amore può dare
ma quando il foglio l’accoglie
nuda
tu non sei più la persona.

La matita

Muore dolcemente la noia
Come piuma leggera su fogli di carta
Percorri un contorno:
Un bimbo che gioca
La casa col tetto
Muore dolcemente la noia
Il calore del rosso
Il sapore del giallo
La cresta del gallo
Lontano
E la noia, muore dolcemente
Schizzi per gioco
Appunti di lavoro
Spazzati dal vento.
Per sempre
Un ultimo segno
Un’ultima parola.
Muore dolcemente la noia.
muore dolcemente la noia.

Sorriso di Nina

Il tuo sorriso è sole
Tra le piaghe dell’anima
ritorno a lottare

 

SIMONA CARUSO – Sono nata a Modica in provincia di Ragusa, il primo febbraio del 1978. Attualmente vivo a Siracusa insieme al mio compagno, mia figlia Nina, Dolcina e Bianca (una meticcia e una coniglietta). Sono referente regionale dell’associazione retina Italia onlus, associazione per la ricerca e l’informazione sulle patologie degenerative della retina. Per retina Italia ho progettato e realizzato un libro insieme ad altri pazienti e famigliari, intitolato “ti racconto il mio mondo”. Il libro raccoglie storie, poesie e immagini con l’intento di far conoscere la disabilità visiva e il mondo da un altro punto di vista. Ho iniziato a leggere e scrivere da piccolissima ed è una cosa che non ho smesso mai di fare. Sono laureata in filosofia e spero un giorno di poter concludere il percorso universitario con la laurea magistrale. Al momento frequento la scuola di scrittura Aleph per ampliare le mie conoscenze e la mia cultura all’interno di questo mondo affascinante e complesso che è il mondo dell’arte di scrivere.

 

***

 

ELISABETTA OROFINO

 

La poesia
Nemica mortale, compagna di giochi
Superfluo decoro, ornamento integrante
Ostica barriera, porta d’ingresso
Passato e Futuro
Dualismo in unico pezzo

Le lancette imperturbabili
mi scherniscono scorrendo
le loro lame sguainate
mi graffiano ricordandomi
la convalescenza è solo una scusante
dell’inettitudine.

Dietro uno schermo
io non ti vedo
tu non mi vedi
sostituiti dalla perfezione
Neanche io mai mi son visto
attraverso lo specchio
un altro corpo
che non mi appartiene
quindi forse quei poligonali
ti fanno vedere la parte di me
che dentro queste vesti
di carne e bugie
non vedresti mai.

Sempre solo qui
Staticamente scendo
nell’olio nero

 

ELISABETTA OROFINO – È una futura studentessa di psicologia di 24 anni, nata e cresciuta a Catania, dove risiede ancora oggi con sua madre e il loro cane. Fa una moltitudine di lavori part-time, tra i quali un lavoro di traduzione e giornalismo per un piccolo sito a tema videoludico. I suoi generi letterari preferiti sono il distopico, l’horror e il romanzo di formazione, ma la sua vena creativa in genere si presta a creare videogiochi e avventure narrative interattive.

 

***

 

SABRINA DI MARTINO

 

La Poesia

È corpo.
Il tuo.
Il mio.
Membra sdrucite
Pelle slabbrata
Organi manifesti
Esposti
Al pubblico ludibrio
Al privato dolore
Poesia è sangue
Che cola
È una ferita
Che perde
È femore
È clavicola
È stomaco
È viscere.
Sei tu.
E io.

 

Con la matita
Io scrivo per te
Parole acuminate
Come schegge

Con la matita
Io scrivo per te
Silenzi d’argento
Respiri di madreperla

Con la matita
Unisco i punti
Sulla tua pelle
Costellazione di Orione
Rivelata agli occhi

Con la matita
Ti dedico
Tutto
Ti dico
Tutto.
E poi cancello il foglio.

Sicilia

Non ho radici
Me le hai recise
Le ho tagliate

Non ho radici
Ho solo scarpe
E lacci
Sciolti
Slegati
E piedi
E fuga

Mi hai abbandonato
Io ti ho lasciato
Ho perso il mare
Ho preso il treno

Non ho radici
Ma una valigia
Piena
Dei tuoi respiri
Dei tuoi sussulti

Ho una valigia
E dentro il sale
La sabbia
La cenere
Il magma
La vita.
E mi hai spinta via.
E sono andata
via.

Un granello di sabbia scivola,
Come un rosario,
stretto tra le dita del tempo.

 

SABRINA DI MARTINO – Sabrina grazie al famoso film e alla passione di mia madre per Audrey Hepburn. Sono catanese, ma vivo a Bologna per studiare Italianistica, dopo aver conseguito la laurea triennale in lettere moderne. Amo la scrittura in tutte le sue forme e sfaccettature: tutto ciò che mi circonda, nella mia testa, si fa parola, diventa scenario di pensieri, racconti, storie.

 

***

ANNA MONOSI

 

Poesia

Sottosopra
le mani nella terra
il cuore esposto al bosco.

Dentro fuori
la testa in mezzo ai sogni
carne senza pelle.

Avanti e dietro
la vita naufragata
tra il punto fermo e una parola.

Licia e la matita

Licia non usa la matita:
la lancia, l’afferra,
la impasta.

Licia non usa la matita:
la osserva, la mangia,
la guarda con sospetto.

Licia non usa la matita
è solo una giraffa
una vasca coi pulcini
un treno tutto giallo
la pizza e il cioccolato.

Licia non usa la matita
mi guarda col sorriso
facciamo l’altalena?
la matita è una chitarra
una barca dentro il mare.

Licia non vuole la matita
vuole fare un aquilone
uscire dalla bolla
cercare strade nuove
tenermi per la mano.

Il lunedì ferrigno

con il cinereo caffè del mattino
lo sbadiglio sotto al braccio.

Dio

Estraneo.
Inconsistente come un sogno
scompari
non appena scuoto il cuscino.

Sconosciuto.
Sei l’ombra di una quercia
ti dissolvi
quando arriva la tempesta.

Falso.
Illusione senza cuore
fuggi via
nei giorni cupi dell’inverno.

Innocente.
Non esistevi senza me
io ti ho nutrito
delle mie mortali chimere.

 

ANNA MONOSI – Sono di origini salentine, approdata in Sicilia da un paio di anni. Sarà scontato dirlo ma mi piace la lettura, è la cosa che preferisco fare in assoluto, mi occorrerebbe solo più tempo per leggere e più spazio in casa per mettere i libri. Sono laureata in Pedagogia. Lavoro con i minori e in questo periodo seguo bambini con disturbo dello spettro autistico. La narrazione per me è sempre stato un canale privilegiato di approccio all’educazione. Penso che le storie abbiano poteri magici straordinari: insegnano, curano, ti aiutano a rinascere. La scrittura non è il mio mestiere, mi accosto al mondo delle parole con il dovuto rispetto e sempre in punta di piedi. Lo considero un po’ uno spazio sacro, in cui muoversi con devozione. Amo i classici ma esploro parecchio nelle mie avventure letterarie. Compro albi illustrati e volumi di poesia. Ho il vezzo di annusare le pagine dei libri nuovi: trovo che sia uno degli odori più buoni del mondo.

*

 

 

in copertina opera di Daniela Astone

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