Victor Noir

Victor Noir

Victor Noir savina ok

rubrica L’antro della Pizia

Oggi il mio Antro è stato invaso da api, tanto per ricordarmi il principio della primavera. Come se fossi una che si fa impollinare facilmente! Sciocchi volatili pure stonati…e zzzz e zaaa, altro non sanno cantare. Api operose: che noia. E perfino ancora sotto un regime monarchico. Schiave conservatrici! Mai bruciato i reggiseni in piazza, le api.
Fuori da casa mia, non sono in vena di sommovimenti ormonali!, urlo.
Vanno via lasciandomi nell’aria un sentore dolciastro, simile a quello dei defunti da due giorni. Per fortuna, quando non se ne può più e si è lacrimato abbastanza, si posa il coperchio sulla bara, e poi terra e lastra. Amen.
E gira e gira con questi pensieri mortuari e ballerini mi torna in mente come una sberla il cimitero del Père-Lachaise a Paris. Invece di ammirare le fioriture, no, penso a un camposanto. Non sono normale, lo so da sola. Vi sto prendendo in giro: sono normalissima. I noiosi siete voi che iniziate un discorso e lo portate seriamente fino alla conclusione senza consentire al vostro cervello di sputare fuori lampi di memoria. La memoria può attendere? Non per me. La logica della compostezza oratoria non appartiene a questa pizia. Se incapaci di seguirmi andate a impollinare qualcuno. Di sicuro dal vostro amplesso verrà fuori un idromele da vomito. O propoli sciapita. Sapevate che la propoli dopo qualche ora perde la capacità lenitiva? Spendete pure in farmacia, sciocchi. Effetto placebo, credete a me.
Torniamo al cimitero del Père-Lachaise a Paris. È proprio l’impollinazione che me l’ha riportato alla mente. Non sono ancora del tutto colpita da insania.
Desidero parlarvi di un interrato vip, una specie di Mito, di quelli crepati male ma che, proprio per questo, amati per l’eternità. Non fosse deceduto così come andrò a raccontarvi, Victor Noir non se lo sarebbe filato mai nessuno. Dunque.
Victor Noir nacque ad Attigny (Francia) il 30 di luglio del 1848. Professione giornalista. Veramente, vista la giovane età in cui principiò il mestiere, meglio definirlo pubblicista. Insomma, una specie di Daria Bignardi al maschile. Questo paragone è fuori luogo e un poco malvagio, ma poiché l’ho pensato andava scritto per onestà del raccontare a onde magnetiche scomposte.
Il nostro Victor Noir, in realtà pseudonimo di Yvan Salmon (il motivo di questa scelta mi è ignoto), fu incaricato un bel giorno, ed esattamente il giorno precedente alle sue nozze…gossip!…di organizzare un bel duello tra il proprio caporedattore e l’emerito cugino di Napoleone III, un certo Principe Pierre Bonaparte che pare avesse insultato il caporedattore. Vai!, ordinò il caporedattore a Noir che certamente avrebbe preferito, quel giorno, godersi una sana giornata di addio al celibato. Gossip!
Pare che il Principe Pierre fosse alquanto irascibile, nonché ben protetto dal cognome. Non si perdette in chiacchiere, ammazzò Noir con una bella rivoltellata, spegnendo così una carriera, un matrimonio, una vita. Era il 10 di gennaio del 1870. Vi giuro che nevicava su Paris e sullo stupore ultimo di un ventiduenne sfigato come pochi (mica come Bignardi).
Eppure dalla malasorte spesso sorgono fortune. Noir non lo seppe né lo saprà mai, eppure fu così. Paris insorse quando al processo il Principe venne assolto e la rabbia fu tale che Noir fu il fiammifero che decretò – qualche mese dopo – la caduta dell’Impero dell’odiato Napoleone III.
Un pubblicista! 100.000 persone lo accompagnarono alla fossa.
Spesso basta poco per divenire famosi (le nostre attuali trasmissioni televisive lo confermano).
Lo scultore Jules Dalou scolpì una statua a grandezza naturale, identica al ragazzo.
Un Victor Noir di bronzo morente è ancora oggi sdraiato sulla propria dimora ultima. Un macho che non finisce più.
A Bignardi sarebbe piaciuto assai, io credo. E non solo a lei. Andate a vedere questa statua. Sotto il cavallo dei calzoni si erge una “cosa” gigantesca, simbolo di grandi promesse di impollinazioni.
Andate a vederlo, il pubblicista sfortunato. Il bronzo è totalmente corroso dai baci delle donne che negli anni si recano in visita alla sua tomba. Non tutto il bronzo.
Lì.
Anche le labbra e i piedi sono diventati verdolini sbiaditi. Nessuno sa che fine fece la promessa sposa.
Sciami di donne, ma anche di uomini (li ho veduti), si scaraventano ogni giorno sulla mitica icona. Si dice che farlo garantisca vita sessuale esaltante.
Api? Dilettanti.

S.D.M

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