Gustave Caillebotte, The Yerres, Rain, 1875 IORIO
Gustave Caillebotte, The Yerres, Rain, 1875

  

rubrica il Giaurro, o l’infedele

Abdellatif Laâbi nasce a Fez nel 1942 e nel 1966 fonda e dirige la rivista Souffles. Per le idee e i testi diffusi dalla rivista viene arrestato e imprigionato dal 1972 al 1981, sotto il regime di Hassan II. Dopo la liberazione Laâbi lascia definitivamente il Morocco e dal 1985 vive a Parigi. Per questa traduzione il Giaurro ha accarezzato il suono morbido della lingua originale, il francese, e la traduzione inglese di Andre Naffis-Sahely. I versi di Abdellatif Laâbi sono semplici ma misteriosi, ammaliano con il loro verso morbido e sapiente. Il Giaurro ne ha seguito il senso fino al labirinto dell’inafferrabile. Ed ecco il suono che ci ha riportato.

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Impronte

Se solo scrivessimo
con le impronte digitali
sulla pagina
svanirebbe la pena
di essere originali
ad ogni costo.

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Una mano sola non basta a scrivere

Una mano sola non basta a scrivere
di questi tempi
ce ne vogliono due
e la seconda deve
cogliere al volo
l’inafferrabile:
ricamare il nome di una nuova stella
quando sorgerà dall’apocalisse
scorgere il filo intatto tra mille
tessere la trama delle passioni
fasciature, vestaglie, turbanti
scolpire un principio da un cumulo di detriti
due mani sole non bastano a scrivere
di questi tempi
con le loro insopportabili miserie
ce ne vorrebbero tre o quattro
alla vita perché si degni di visitare
questa terra bianca e desolata.

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