“cinque sensi per un albero” di AA.VV. a cura di Grazia Calanna

“cinque sensi per un albero” di AA.VV. a cura di Grazia Calanna

Imparare dagli Alberi

“Fin dall’origine il destino degli uomini fu associato a quello degli alberi con legami talmente stretti e forti che è lecito chiedersi che cosa ne sarà di un’umanità che li ha brutalmente spezzati. (…)”. Con la riflessione di Jaques Brosse (1922 – 2008), psicoanalista, scrittore e giornalista, tra i più grandi conoscitori di mitologia legata agli alberi, tratta dal libro Mitologia degli alberi. Dal giardino dell’Eden al legno della Croce (Rizzoli 2010), ho pensato – tanto più in un delicatissimo momento storico qual è quello che stiamo vivendo, per riflettere più estesamente su quello che (a proposito di salute, non esclusivamente fisica) ci aspetta (e ci spetta) – di rivolgere un invito a scrivere (fotografare o dipingere o disegnare) per gli “Alberi” la cui esistenza è indissolubilmente legata alla nostra. Alberi senza i quali, non possiamo ignorarlo, la vita non sarebbe possibile. Alberi, creature dalla mobilità invisibile, “Dei”, capaci, come comprovato da numerosi studi, di comunicare per il tramite di un esteso “vocabolario di odori”. Maestri. Esseri esemplari, solidali, dalla “sensibilità” singolare, conoscitori della legge primigenia dell’esistenza, dai quali abbiamo moltissimo da imparare. Il risultato è un testo corale che coinvolge in pienezza i nostri sensi, i nostri sentimenti. Un “si” come un inno alla vita, contro ogni sorta di abuso perpetrato (anche) mediante l’uso smodato e incontrollato della tecnologia. Senza voler essere contraddittori la nostra voce – attraversato il “tema” in modo trasversale e senza toni “predicatori” che non condurrebbero da nessuna parte – desidera avere valore unanime oltreché a favore della vita tutta, a favore dell’esserci consapevole, consapevolezza senza la quale nessun riparo è (o sarà mai) possibile.
Ringrazio coloro, ai quali mi unisco con pochissimi versi, che hanno scelto di esserci e di dare “dicendo”, ognuno, nel segno tangibile (e inviolabile) del proprio “stile”, del proprio più intimo sentire: Adua Biagioli Spadi, Alessandro Finocchiaro, Andrea Cati, Angelo Santangelo, Anna Maria Gregni, Antonella Sgroi, Antonietta Sturiale, Antonino Giovanni Famà, Antonio Di Grado, Antonio Raciti, Azure Moreux, Azzurra D’Agostino, Carlo Tosetti, Cetty Previtera, Chiara Carastro, Ciro Palumbo, Daìta Martinez, Dario Borso, Dario Matteo Gargano, Davide Cortese, Deborah Mega, Diana Finocchiaro, Diego Conticello, Diego Zarck, Elisa Ruotolo, Fabrizio Ferreri, Franca Alaimo, Gabriella Cremona, Gabriella Grasso, Gabriella Sica, Gerardo Masuccio, Giancarlo Baroni, Giancarlo Stoccoro, Gian Mario Villalta, Giovanna Iorio, Giovanni Iudice, Giovanni Pozzi, Giovanni Turra, Giusi Baglieri, Giuseppe Campo, Giuseppe Manitta, Grazia Procino, Irène Duboeuf, Laura Cavallaro, Laura Liberale, Laura Licciardi, Laura Lomuscio, Letizia Dimartino, Lina Maria Ugolini, Livio Cortese, Lorenzo Caschetta, Luigi Carotenuto, Luigi Taibbi, Marco Saya, Marco Sonzogni, Maria Allo, Maria Borio, Maria Gabriella Canfarelli, Maria Grazia Calandrone, Maria Grazia Insinga, Mariapia Quintavalla, Maria Rosaria Marcenò, Marilina Giaquinta, Marinella Fiume, Nino Federico, Mauro Zorer, Orazio Caruso, Paola Casulli, Paola Loreto, Paola Tricomi, Pietro Russo, Raffaela Fazio, Renato Pennisi, Riccardo Di Palma, Rita Pacilio, Rosa Maria Di Salvatore, Rossella Pretto, Salvo Zappulla, Samantha Torrisi, Saragei Antonini, Savina Dolores Massa, Sciabò Melania Vinci, Scilio Calì, Seba Giuliano, Sebastiano Grasso, Silvia Benedetti, Silvia Rosa, Sonia Maria Luce Possentini, Sveva Calanna, Tiziana Fini, Tommaso Di Dio, Valentina Calista. Ognuno a proprio modo, con la poesia, la narrazione, il saggio, la fotografia, il dipinto e l’illustrazione che essendo l’unica – unica –, unanimemente abbiamo scelto di ricondurre in copertina, quasi a rappresentarci tutti come betulle. Betulle, simbolo di rinnovamento, alberi splendenti che prosperano restituendo alla vita paesaggi nei quali, con audacia, a differenza di altri, scelgono di mettere radici.

Grazia Calanna

 

Note

Dopo questa prima (parziale) pubblicazione realizzata dalla rivista culturale l’EstroVerso (lestroverso.it) se, come desideriamo, concluderemo con un editore coraggioso e tenace, alla stregua di una bella betulla, stamperemo su carta ecologica l’antologia cinque sensi per un albero. L’idea è quella di sensibilizzare (anche) destinando i proventi spettanti per la curatela (come per gli animatori del progetto) all’acquisto di alberi da donare ai bambini perché li piantino nelle proprie città ovvero nelle medesime città di appartenenza degli autori che hanno sposato il progetto. Quest’ultimo è realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Mindart (mindart.it), presieduta dallo Storico dell’Arte, prof.ssa Laura Cavallaro; della stessa, il vice Presidente, Nino Federico, che ringraziamo molto, ha curato amorevolmente impaginazione e grafica del libro.

I più attenti noteranno, a pagina 31, un’impostazione differente del testo; è stata accolta, come nelle intenzioni del professore Dario Borso, per ricordare il poeta rumeno di origine ebraica Paul Celan (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970).

 

In copertina: Sonia Maria Luce Possentini, Betulle come canne d’organo,
pastello e acquarello su carta satinata Canson Heritage, cm 17×25, 2020.