Con gli occhi dei bambini

Gustave Dore,  Cappuccetto e il Lupo

Enrico Mazzanti,  Pierino impiccato
Enrico Mazzanti, Pierino impiccato
Jessie Willcox Smith, Frontespizio Alice
Jessie Willcox Smith, Frontespizio Alice

Alle frasi “i musicanti di Brema” o “la cicala e la formica” cosa viene in mente? Sicuramente, per la prima, una fiaba dei fratelli Grimm e, per la seconda, una favola di Esopo. Bene. Se avete, come me, sfogliato, non proprio in tenera età, qualche libro di fiabe, favole o, in genere, di letteratura per l’infanzia e per bambini vi sarete sicuramente soffermati ad osservare ed ammirare le varie illustrazioni. Le immagini che vengono inserite in questi generi di libri non sono fini a se stesse, anzi, spesso fanno parte del testo stesso; come non pensare al “Piccolo principe” di Saint-Exupéry, in cui i disegni sono stati creati dallo stesso autore. Le illustrazioni per bambini possono essere considerate eredi delle miniature, aventi una storia secolare, già dall’età ellenistica. Di nomi di artisti per i libri dell’infanzia, meglio noti come illustratori, ce ne sono moltissimi; ed è interessante osservare come ogni artista abbia “interpretato” una stessa storia con il suo stile e la sua sensibilità. Partiamo proprio con Esopo. In una delle migliaia di traduzioni, in particolare quella del tedesco Heinrich Steinhowel (Fabulae Aesopi, 1476), troviamo illustrata la favola del lupo che si camuffa da capra. L’immagine centrale, che dovrebbe, almeno teoricamente, essere dinamica è in realtà inerte. Vediamo, infatti, il lupo posto davanti ad un recinto di vimini e coperto con un tetto di legno che ripara il furbo capretto. Sullo sfondo si trova, invece, la capra che cerca di afferrare con i denti le foglie di un arbusto. La scena rappresentata può mostrare due momenti della breve storia, andando quindi a costituire una raffigurazione ambigua e riassuntiva della favola. Facciamo un gran bel salto temporale. Le avventure di Pinocchio. Il burattino che ha, letteralmente, conquistato il mondo. Già dalla prima edizione, siamo nel 1881, comparvero le illustrazioni del burattino collodiano.

Enrico Mazzanti, Frontespizio Pinocchio
Enrico Mazzanti, Frontespizio Pinocchio

Uno dei più importanti illustratori di Pinocchio è sicuramente Enrico Mazzanti (1850-1910). Nell’immagine di Pinocchio impiccato alla quercia grande il protagonista, così come l’ambiente circostante, è descritto con tratti veloci e “ventosi”, così da evidenziare i movimenti del burattino appeso all’albero. Nel frontespizio, sempre di Mazzanti, Pinocchio è rappresentato, invece, minuziosamente così anche l’ambiente e i principali protagonisti della storia. Il burattino è al centro della scena, con le braccia piegate sui fianchi e le gambe aperte, fiero. Il modo di rappresentare usato qui da Mazzanti è, per il periodo, moderno se paragonato con altri esempi disponibili. Mazzanti voleva quindi forse evidenziare sia la dinamicità della storia che l’innovazione dell’opera di Collodi. La scena dell’impiccagione è stata creata anche dal fiorentino Fiorenzo Faorzi (1911-2001) nella ristampa dell’opera collodiana del 1954 per la Salani. L’illustrazione è antitetica a quella di Mazzanti. Se la scena di Mazzanti è monocromatica quella di Faorzi presenta tre colori principali, il nero, su tutti, il verde e il rosso, per gli abiti di Pinocchio.
Faorzi ci presenta un Pinocchio ormai artisticamente “cresciuto”, i tratti ricordano i fumetti disneyani, in particolare per i personaggi nella parte inferiore, mentre il paesaggio è molto più naturalistico, specialmente per quanto riguarda la quercia.
Un altro classico della letteratura per l’infanzia è Cappuccetto Rosso. Uno degli artisti che si cimentò con la fiaba è il francese Gustave Doré (1832-1883). In una particolare incisione ci viene mostrata la protagonista sotto le coperte mentre guarda attonita il lupo con la cuffia della nonna. Il lupo distoglie lo sguardo dalla bambina e, sfruttando le ombre della cuffia, cerca di nascondere il suo muso, anche se non deve riuscirgli molto bene vista l’espressione della piccola e le zampe che escono da sotto le coperte. Doré è noto per le sue incisioni che rispecchiano un gusto romantico ed epico, dotate di una straordinaria drammaticità e di un grande virtuosismo tecnico. Queste caratteristiche ci sono tutte. Anche se si tratta di una fiaba per bambini la tensione che traspare dagli occhi della protagonista è palpabile, così come l’espressione del lupo che sembra suggerire la sua furbizia e, al contempo, una vibrante agitazione.
La stessa scena è stata rappresentata da Walter Crane, un pittore e illustratore inglese vissuto tra il 1845 e il 1915. Nella scena Per vederti meglio la bambina sta poggiando il suo mantello rosso su di una sedia, mentre volge lo sguardo al letto occupato dal lupo travestito. L’espressione della protagonista non è visibile, ma, dai suoi gesti, non sembra turbata, poiché ancora non si è accorta dell’inganno. Il lupo, a differenza di quello di Doré, è invece attento a non farsi scoprire. L’arte di Crane è puramente Art Nouveau, in particolare nella resa dei tendaggi e dei tessuti, concetto invece estraneo nell’opera precedente di Doré.

John Tanniel,  Alice il Bianconiglio e il Cappellaio Matto
ohn Tanniel, Alice il Bianconiglio e il Cappellaio Matto

Quando Carroll pubblicò una delle prime edizioni di Alice nel paese delle meraviglie inserì anche le illustrazioni create da lui stesso. L’aspetto di Alice, la sua fisionomia e il suo abbigliamento, che s’impresse nell’immaginario collettivo è opera dell’artista inglese John Tanniel (1820-1914), uno dei più importanti illustratori dell’epoca. In una delle immagini, dove Alice è ospite del Cappellaio Matto durante l’ora del tè, la ragazzina, bionda, al contrario di quella proposta da Carroll stesso, osserva circospetta il Cappellaio e il Bianconiglio, intenti a discutere. L’aspetto della protagonista non è molto distante da quello della versione Disney. I tratti di Tanniel riescono ad essere precisi per descrivere i personaggi animati mentre, nell’ambientazione, sono approssimativi od “ombrosi”, così da creare una cornice stessa per i personaggi.
Molti altri artisti si cimentarono nell’illustrazione di Alice, tra questi, l’artista statunitense Jessie Willcox Smith (1863-1935). Nel 1923 si occupò delle illustrazioni dell’edizione del libro di Carroll. In una in particolare, Alice è circondata dai personaggio principali del romanzo. L’Alice della Willcox Smith rappresenta l’anello di congiunzione tra la versione di Tanniel e quello di Disney: la protagonista indossa un vestito azzurro e un grembiule bianco, i capelli, biondi, sono raccolti con un nastro nero. I personaggi secondari, che circondano Alice, sembrano essere più accurati, ogni minimo particolare non è lasciato al caso, in particolare la Regina di cuori, raffigurata nella sua ormai nota mimica.
Concludendo, vorrei lasciare una domanda aperta: i vari artisti che si sono cimentati nelle illustrazioni di personaggi fantastici e non, come hanno inventato le loro creazioni, con gli occhi e l’immaginazione dei bambini?

Walter Crane,  Per vederti meglio
Walter Crane, Per vederti meglio

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