“ARNIE. per miele, musica e voce di poesia” è un duplice omaggio alla primavera e al meraviglioso mondo delle api. Lo spettacolo è ideato per un organico insolito, che ha “giocato” alternando performance a due, tre o cinque musicisti. Protagonista il “Balance Trio”, formatosi nel 2025 e composto da Gianfranco Brundo ai sassofoni, Francesca Taviani al violoncello e Ketty Teriaca al pianoforte, che è stato completato dalla presenza della flautista Giusy Ledda e del contrabbassista Carmelo La Manna. Il set è stato brillantemente arricchito dalle poesie recitate dalla scrittrice Lina Maria Ugolini, come dalle foto e dai video sulla vita delle api, realizzati da Giuseppe Lombardo.
Segue, scelte dall’autrice, una serie di poesie da “Arnie”, scritte appositamente per il concerto.
Le nostre arnie
piccole case di legno
baite provvisorie
date dall’uomo
all’ape operosa
a stabilire intese
d’intenti abitativi
alloggi lavorativi
in posa, in attesa.
Vicine le arnie a schiera
a mettere compagnia
l’amicizia segue il bisogno
di creature alate e umane.
Se ogni casa d’uomo
diventasse per l’uomo un’arnia
la vita terrestre sarebbe
solo frutto dolce di fatica.
Alle case nostre arnie
eleviamo una musica in fiore
con l’attesa del miele fratello.
—
Api in sciame di note
in danza di fiore
in bisbiglio di vento.
Api in cerca di corolle
pistilli fragranti
profumi inebrianti.
Api nel tempo delle stagioni
primavere che passano
primavere che tornano.
In gocce di miele brilla
chi laboriosa sua vita distilla.
—
Serenata mattutina
l’erba scioglie la brina
in eco di ruscello.
La Terra è come miele
per ogni essere creato
e tutti siamo miele
dopo giorni nuovi.
—
Danzano le api
sussurrano archi sospesi
punti fuggenti
tra zampette e antenne.
Sciamano, congedano
la vecchia Regina.
È tempo d’inseguire le nuvole
incoronare la nuova regnante.
Il volo è bagaglio di vita
provvede al giovane alveare.
L’ape opera in ossequio
ape comune, ape uguale ad altra ape
eppure unica, urgente.
Ape senza nome
provvida e spazzina
ape che mai sarai regina
ti basta un accordo condiviso
indiviso all’alveare.
Il miele è cibo di vita
desiderio oltre il tempo.
Sappiate che le api curano il mondo
e il denaro lo distrugge.
Canto del miele dolce e del miele salato
Devota al bianco
l’apicultrice sposa dei pollini
rinnova le nozze del miele
nella benedetta primavera.
Invitate le farfalle
spolverano il sentiero
seguono come damigelle
coccinelle scarlatte
maggiolini di smeraldo.
Il miele dolce è delle api
il miele amaro è degli uomini
l’apicultrice da sposa
ascolta la lingua dei fiori.
Raccoglie il miele dolce
il cuore delle isole
resta amaro l’altro miele
quando s’attacca al sale
nella solitudine del mare.
—
È l’apicultrice che guida le api
suona campanelle nell’aria di marzo
o sono le api che guidano lei
in rotte di nuvola d’oro?
Solo il vento conosce il vero
spira in sentiero
schiude aria di nettare
tesse ricami a dare favo
a ogni cuore se cavo.
È già fiore la donna che bacia
è già ape se schiude le braccia.
È già miele un bacio di donna
ape che sciama, ape che ama.











