La “Compagnia De Baile El Duende del Mediterraneo” con “Gracias a la Vida”, il flamenco che omaggia vita e bellezza.

ph Salvo Patanè

“Gracias a la Vida” è il titolo dell’originale spettacolo di flamenco ideato e diretto da Cetty Pandolfo che, in anteprima nazionale, per la kermesse “Etna in Scena”, sarà accolto domani sera, ore 21, all’anfiteatro “Falcone e Borsellino” di Zafferana Etnea (ingresso libero). Protagoniste le danzatrici della “Compagnia De Baile El Duende del Mediterraneo” formata da Cetty Pandolfo (professor de baile) che danzerà affiancata da Daniela Russo, Ketty Coco, Norma Santisi e Gaia Simoni (bailaores), con la partecipazione straordinaria dell’attrice teatrale Francesca Florio. “Questo spettacolo – dichiara la Pandolfo -, nasce per rendere omaggio alla vita e alle emozioni che accompagnano il cammino di ogni essere umano. Attraverso la danza e la musica, verranno raccontati stati d’animo universali, come la gioia, la speranza, la paura, il dolore la resilienza e la serenità. Il flamenco con la sua intensa forza espressiva, dà voce a queste emozioni, trasformandole in un racconto condiviso che celebra la bellezza e la complessità dell’esperienza umana. Al centro del percorso vi è la gratitudine: la consapevolezza del valore di ogni esperienza vissuta, anche di quelle più difficili che contribuiscono a renderci ciò che siamo. È un invito a riconoscere, accogliere e celebrare la vita in tutte le sue sfumature, perché la vita come il flamenco è passione, lotta, memoria, speranza e, soprattutto, gratitudine”. “Questo spettacolo – ribadisce Daniela Russo -, sarà variopinto e con un’attenzione peculiare alla parola. Ricordiamo che l’intento è comunicare e così come l’arte della poesia, del teatro, della pittura, il flamenco vive per trasferire le proprie emozioni, arrivare al cuore del pubblico, regalando sempre qualcosa di sé”. Ricco di contaminazioni arricchenti, mescolanza virtuosa di linguaggi diversi che si incontrano per creare qualcosa di inedito, lo spettacolo sarà introdotto da un celebre brano di Fiorella Mannoia, “Che sia benedetta”, brano che ha ispirato la creatività della Pandolfo che con la propria compagnia danzerà per celebrare la vita e incoraggiare, nonostante tutto, la ricerca di bellezza.  “La specificità del flamenco è la musicalità. La tecnica, la forza, la resistenza, si ottengono con lo studio la perseveranza, la tenacia, l’assiduità, ingredienti sostenuti dalla passione. La sua unicità è la possibilità che offre al danzatore di mettere a nudo il proprio essere sul piano emotivo in quanto regala a chi la pratica la possibilità di fare un viaggio dentro le proprie emozioni. Non a caso definisco il flamenco la danza dell’anima”, conclude la Pandolfo. 

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