Il cielo è un mantello

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Il cielo è un mantello

A ottobre, ho iniziato il primo incontro dei seminari di poesia nelle scuole elementari in una quinta e ho pensato di realizzare un mio incubo. L’incubo ricorrente è questo: sono in tram diretta a scuola e mi accorgo che non ho portato con me lo zaino con tutti i miei strumenti magici e non magici, con i campanelli per chiamare il nostro amico silenzio, con le piume, i sassi, le conchiglie e non ho con me nemmeno una poesia. Sento che mi si stringe la gola dalla paura e mi sveglio.
Così, questa volta, in cerchio in mezzo alle bambine e ai bambini, racconto il mio incubo e dico che è così che sono venuta a scuola, senza niente, nemmeno le poesie da leggere, eventualmente solo i pochi versi sparsi di alcuni poeti che so a memoria. E aggiungo che forse è proprio così che sta un poeta, senza strumenti, incompetente, vacillante e messo a nudo davanti al mondo e poi… Mah! Magari arriva una poesia, magari no.
Abbiamo deciso di lavorare con le paure che ci visitano, che ci abitano e abbiamo notato che una grande paura è la perdita. E che non ci sono paure grandi e piccole, c’è la paura e basta. Abbiamo lasciato che le parole ci dicessero e non abbiamo detto noi.
Qui vi trascrivo tre poesie di Angelica, di Vasilena, di Dario, hanno 9 anni.

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ACQUA

Il fiume
sfrusciante
al centro del pianeta

Ce l’ho
sì ce l’ho
una goccia d’acqua
che ho rubato
ogni piccolezza
è grandezza

Nell’infinito
imparare
come una zuppa
inzuppata

(Angelica)
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PUZZA DELLA MORTE

La discordia
avevo 5 anni
ne sono passati 4
la mia vecchia pazza.
E’ un dispiacere
lasciarsi
riprodursi.
La puzza
è
balsamo di tigre

(Vasilena)
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PAURA

La paura
nel buio mostruoso
la morte e il diavolo
si guardano.
Un film horror:
interrogazioni della 5°B

(Dario)
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La settimana dopo, una bambina mi ha chiesto: “Chandra hai avuto ancora quell’incubo?” “No, effettivamente no.” Allora in tanti, come allo stadio, hanno urlato: “È guarita! L’ha fatto ed è guarita!” E così ho capito: la poesia fa attraversare anche le zone scomode e solo così si cresce.
Grazie Maestri bambini!

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