La bussola invisibile di Rossana Taormina

La bussola invisibile di Rossana Taormina

Rossana Taormina flight #7 tecnica mista (acquerello e penna bic) su vecchie carte nautiche

Rossana Taormina mappa anche il volo delle proprie paure – i suoi fili, suoi voli. Sue tracce su terra. Una bussola immaginaria – e molte mappe (carte e inchiostri).

Quando un’artista ha chiara poetica nel proprio incedere, e ricercare, tra i passi e le cuciture di un percorso, al fruitore giungono, chiari per lo sguardo, il tracciato e pure le domande che probabilmente non necessitano così urgentemente di una risposta. L’ordito di questo lavoro prende dalla strada (e i suoi materiali), e procede come tra voli e migrazioni, fino al proprio personalissimo stare – impronta e posto. Questo, probabilmente, fa un volatile, un passero disegnato da una mano altrettanto fragile e sicura: sta. Sulla carta, come nel tempo presente.

Con la propria fringuellità e il proprio sogno. Le carte di questa “raccolta” sono anche ripetitive, sono, come dice l’artista con una chiarezza sì notevole, al pubblico presente all’inaugurazione della sua mostra Amo le mappe perché dicono bugie (titolo preso in prestito da Wisława Szymborska), l’8 aprile scorso (alla galleria Nuvole di Palermo – la mostra si è conclusa alla fine del mese di giugno); carte anche già vissute, segnate da altri esploratori. Del resto, ogni cammino sembra già essere stato fatto, ogni strada già calpestata, trovata. L’infanzia ha sempre una grande curiosità per le mappe. E i voli sono sempre misteriosi, seppur mappabili da fermi.  Così Rossana ha parlato di quella differenza, scoperta da bambina, fra le carte geografiche, fisiche e politiche. E come i livelli di questa scoperta l’abbiano portata sempre a riflettere sull’ambivalenza della “verità”. 

Una personalissima riflessione su un lavoro come quello di un’artista “così”: avere una poetica è, probabilmente, quasi tutto. Sembra che gli “espedienti” nell’arte contemporanea a volte annullino questo presupposto, che poi non è neppure tale (e mica “obbligatorio”!): forse questa esigenza? Allora, la ricerca di Rossana Taormina (e la mostra che ce l’ha presentata, in parte), “senza furbizie”, ma con le delicatezze e la bussola invisibile dello stare (che sa donare, se riesce di fruire ciò che a chi scrive è “capitato”), potrà essere davvero sorprendente – con tutte le “bugie” delle sue mappe.

Rossana Taormina, bird 10, 2017
Rossana Taormina, Utopia 5, Cossyra, 2011
Rossana Taormina, bird, 7, 2017

 

 

Condividi su:

Potrebbero interessarti anche

Ciao, Jolanda…

Ciao, Jolanda…

«Pupara sono / e faccio teatrino con due soli pupi / lei e lei /…