Lu re d’amuri a Militello per InChiostro

Giovedì 12 agosto secondo spettacolo della rassegna teatrale organizzata dall’Amministrazione comunale e dal Cts Centro Teatrale Siciliano. Il 22 agosto chiusura con La Fanciulla Stregata

Secondo spettacolo, giovedì 12 agosto alle 21 nell’ex Monastero dei Benedettini di Militello in Val Catania, della rassegna teatrale InChiostro, organizzata dall’Amministrazione comunale e dal Cts Centro Teatrale Siciliano, aperto da Ragazzi di miniera di Nino Romeo, prodotto da Gria Teatro.
Si tratta di Lu re d’amuri e altri racconti, che, nato da un progetto di Nino Romeo, autore anche della regia, è tratto dagli scritti del demologo palermitano Giuseppe Pitré.

Il lavoro, uno spettacolo d’intrattenimento colto, deve il titolo a un vero e proprio capolavoro della tradizione orale siciliana ed è reso in scena da Graziana Maniscalco e Nicola costa, sul palco con Laura Giordani che interpreta canti popolari accompagnata alla chitarra da Mimmo Aiola.
“Nell’Ottocento, in Europa – ha spiegato Romeo -, furono diversi gli antropologi che si occuparono di raccogliere racconti. Dai fratelli Grimm ai russi, con in testa Afanasiev. Ma i volumi della Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane dedicati a Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani costituiscono un unicum nella storia del folklorismo europeo: per la quantità dei racconti, oltre trecento, per la loro varietà, visto che comprendono narrazioni storiche, miti, leggende, fiabe, aneddoti, farse, e per il rigoroso metodo scientifico nello scrupoloso rispetto delle vicende narrate dai raccontatori: gente del popolo, in gran parte analfabeti. Contadini, artigiani, domestici, massaie, sarte”.
“Ma la sapienza sintattica – ha aggiunto il regista – dei raccontatori, nulla ha da invidiare per costrutto alla lingua italiana. Per noi Siciliani la raccolta costituisce dunque un patrimonio linguistico che non ha confronti e ci mette in diretto contatto con un parlare composito e complesso, ricco per lessico e soluzioni sintattiche ma anche variegato nella struttura narrativa, con metafore che fanno di alcuni racconti dei capolavori letterari della tradizione orale popolare”.
Lu Re d’Amuri è dunque uno dei racconti più complessi e articolati tra quelli raccolti dal Pitrè. E come spesso avviene nella tradizione orale, la storia è la trasposizione di un mito greco, quello di Eros e Psiche, come lo compone Apuleio che inserisce il mito ne Le Metamorfosi o L’asino d’oro.
“Al cuntu centrale – ha sottolineato Romeo – seguono poi altri racconti, come detto realistici, farseschi, aneddotici. Narrati nella lingua antica e costantemente evocativa ricreata da Pitrè”.
InChiostro si concluderà il prossimo 22 agosto sempre con inizio alle 21 con la rappresentazione de La Fanciulla Stregata, tratta dai racconti di Nicolaevič Afanasiev, per la regia di Graziana Maniscalco. Il lavoro avrebbe dovuto aprire la manifestazione lo scorso 30 luglio, ma non poté essere rappresentato per le avverse condizioni meteorologiche.
Per assistere agli spettacoli di InChiostro, tenendo conto che l’ingresso nell’ex Monastero dei Benedettini, in piazza Municipio, è contingentato e su prenotazione, bisognerà chiamare il numero 095 7941239 dal lunedì al venerdì dalle nove alle 13 e il martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 19.00. Oppure scrivere all’email: serviziocultura@comunedimilitello.it 

Militello e il suo barocco
Militello Val di Catania, annoverato da tempo tra i Borghi più belli d’Italia, è il centro etneo in cui il Barocco manifesta una sua spiccata originalità; un barocco elegante e austero, per certi versi diverso da quello che caratterizza i monumenti di Catania e del Val di Noto. Ma è soprattutto l’organicità del centro storico, con gli scorci, i palazzi, le chiese che si alternano e si fronteggiano, a rendere la visita a Militello un’esperienza densa di stupore e di fascino.
In uno dei complessi monumentali più armonici del centro abitato, il chiostro dell’ex Monastero dei Benedettini, l’Amministrazione Comunale e il Cts Centro Teatrale Siciliano hanno inteso allocare la Rassegna Teatrale In Chiostro, realizzata attraverso una sorta di virtuosa joint venture culturale no profit tra un ente pubblico e un ente privato a funzione e vocazione pubblica.

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