sergio fiorentino

Friedrich Nietzsche scrive: “La perfetta chiarezza di tutte le rappresentazioni oniriche, la quale ha come presupposto la fede incondizionata nella loro realtà, ci riporta ad antichi stati dell’umanità, quando l’allucinazione era oltremodo frequente e prendeva intere comunità, interi popoli. Dunque, nel sonno e nel sogno, noi eseguiamo ancora una volta il compito dell’umanità primitiva”. Qual è la tua opinione al riguardo considerato, come osserva (anche) Anna Maria Ruta nel testo critico che ti ha dedicato, che i tuoi sogni conducono “al mare, regno delle libertà e dell’infinito”?

“La vera arte, cioè quella che non si accontenta di variazioni su modelli prestabiliti, ma si sforza di esprimere i bisogni interiori dell’uomo e dell’umanità, non può non essere rivoluzionaria”. Un pensiero di André Breton e Lev Trotsky per chiederti: qual è la tua definizione di arte; qual è (e per quali ragioni) il tuo dipinto più “rivoluzionario”?

“La mia arte non vuole essere rivoluzionaria come la si poteva definire nel ’38, la definirei, forse, “evoluzionaria”. Non è più tempo di rivoluzioni ma di riflessioni di continue e profonde; riflessioni su noi stessi e sulla visione che abbiamo di noi stessi. E, quindi, se non c’è un dipinto che definirei più rivoluzionario spero di non doverne definire uno conforme”.

Johann Wolfgang Goethe crede, e noi con lui, che “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo, che l’arte; ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte”. Questa premessa per domandarti: qual è il luogo più inimmaginabile nel quale sei stato condotto dalla tua arte? Potresti dipingerlo per noi in poche parole? Qual è il tuo legame più importante (col mondo) preservato dalla tua stessa arte?

“Risponderò sia alla prima che alla terza domanda dicendoti che non confonderei il sogno con la visione. Credo che c’è un luogo, il luogo dell’arte, il luogo da dove viene l’arte e dove chi fruisce dell’arte si trova nel momento della fruizione. Se questo luogo somiglia al luogo dei sogni, per chi produce l’arte, quello è il luogo della visione dove in parallelo vive e opera come se immerso in un mare estivo fossi sfiorato da un’aguglia che passandomi sul viso pochi metri dopo giacesse immobile e priva di vita in un sereno oscillare della trasparenza dell’acqua (Eloro 30.09.2012, ore 19).

Sergio Fiorentino, Sognatrice con Pleiadi
Sognatrice con Pleiadi
Sogno (sull’arenile del vero)
sconfini in un tuffo immaginifico.
Immersione celeste, occhi saldi sull’altro. L’altro.
Fissa e si sente fissato da uno sguardo che diviene coscienza (conoscenza).
Da uno sguardo che diviene materia
e s’infrange come il corpo teso nell’acqua
e penetra nell’intimo, giunge, placido, sul fondale del discernimento.
Gemelli. Sognatori sull’onda del tempo, sconfinano l’onirico letto impalcato
da giorni sempre desti.
È l’alabarda “evoluzionaria” di pensieri folgoranti
come pleiadi sul trampolino di lancio.
 
gc
 
Sergio Fiorentino, Sognatore con Nautilus
Sognatore con Nautilus
Sergio Fiorentino, Tuffatore
Tuffatore

 

 

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