A piene mani di Alice Serrao. La poesia bruciante della rinascita

A piene mani di Alice Serrao. La poesia bruciante della rinascita

copertina a piene mani

La poesia di Alice Serrao è bruciante e tenera e in ogni verso della raccolta dal titolo A piene mani, edita La Vita Felice, 2016, la delicatezza sorregge un contenuto pluri-allegorico-tematico che riconosce la fragilità e lo smarrimento dell’essere umano di fronte all’amore, all’indefinibile, alla perenne cancellazione e rinascita del ricordo. Le pagine ci accompagnano in cinque sezioni: Madre dentro una conchiglia, A Milano, Non ti vedo più, ricordo ancora, Cesura, Cosa si salva. La sapienza del pensiero poetico ci autorizza ad andare oltre la giovanissima età dell’autrice, che sa proiettare la visuale intima del narratore/personaggio, al paesaggio dell’interlocutore/lettore. Ci troviamo di fronte va parole magmatiche, parole che non restano ossessionate dalla fine metafisica dei rapporti umani e delle cose. L’autrice si allontana dalle ambientazioni emozionali personali che producono ostilità e conflitti interiori; si adorna, invece, di immagini ricche di familiarità e femminilità capaci di sanare le fratture, le crepe, le delusioni, le partenze, gli addii. Le radici territoriali-familiari, per esempio, sono sostenute come diaframmi in equilibrio nel nostro quotidiano, allo stesso modo, la spiritualità consacrata all’amore perfetto, in cui viene sublimato l’amore terrestre-carnale diventa la necessaria espressione della bellezza luminosa della grazia e dell’intelligenza. Gli slanci verso la rinascita e la ricostruzione, attraverso la scrittura come vera forza comunicativa, sono autentici e risentono di influssi linguistici, metrici, recitativi novecenteschi.  

dalla sezione Mare dentro una conchiglia

*

Così tu non lo sapevi

che qualcosa di me e di te

sopravvive

come una stella

nel giro di luce dell’alba.

E sulla soglia delle sere

capita che alla dogana

ci controllino il sonno,

perché non si può più

allungare i piedi per cederti

il freddo

e tu cerchi riposo nei porti,

come una vela che smette il vento.

Ma qui non si sprofonda

trai tuoi riccioli, bruni

come la malinconia che soffia

un’eco calda

tra le foglie dei pini

in autunno.

*

dalla sezione A Milano

Come spiegarti Milano

Come faccio a spiegarti Milano

in certe mattine d’autunno

gli uomini fumano – tu fumeresti –

aspettando il Treviglio.

E sempre s’incontra in uno sguardo

la notte precedente; tu non vorresti

mi guardassero le mani ed è

una congiura di coincidenze.

All’ingresso volantini del Divina,

la settimana della moda, la Feltrinelli

senza chitarre nella vetrina.

E ha un singhiozzo, stamane, Milano.

A un certo punto bisogna

lasciare stare, o diventa

                 chirurgia, accanimento,

bisogna smettere questa resistenza

che si fa con la poesia.

 

 *

 

dalla sezione Non ti vedo più, ricordo ancora

Vedere

Non mi guardi più non mi riguardare,

comincia una pioggia che mischia

l’odore del pane all’asfalto;

e per amore o per spavento

vedere mi estrania ed è uguale:

cade un’ustione vasta nel niente,

la pelle un contorno.

Eppure col cuore sopra il cuore

a un punto certo – è stato!

La pioggia cadeva più forte

ombrelli chiusi, pozzanghere

in mezzo al viale.

E negli inguini ciechi ti ho patito:

quando abbiamo amato

se non salvo almeno è stato vero,

l’ansa degli occhi offriva

completamente lo sguardo.

*

dalla sezione Cesura

Navigli

L’irrequietudine mia passa

per il Naviglio Grande. Si specchiano

i marmi, le anime, i pulviscoli

nell’acqua tremula che innalza

guglie dove la Madonna

indora l’Occidente.

Un soffione si disintegra nell’aria,

rimasuglio degli oracoli,

e tu risali il Naviglio, come l’ospite,

quando ha smesso di essere sacro.

*

Alice Serrao è nata a Milano nel 1990. Si è laureata in Lettere Moderne (2012) con una tesi sulla poetessa Maria Luisa Spaziani e in Filologia Moderna (2015) con la tesi Esiti dello Stilnovo nella lirica femminile contemporanea, presso l’Università Cattolica di Milano. Impegnata in attività di promozione culturale sul territorio dell’hinterland milanese, ha fatto parte del Gruppo poetico La Spera (poi VerbaVivunt) e condotto la rubrica radiofonica L’Angolo della Poesia per un’emittente locale. Ha ideato il progetto “PoeticaMente” per diffondere la poesia nelle scuole, incontrando l’appoggio della Biblioteca Popolare di Rho. Ha curato l’edizione della raccolta poetica Fuori di chiave di L. Pirandello (2013) e alcune sue poesie sono comparse sulle riviste «La Mosca» (2006) e «Le Voci della Luna» (2011). Attualmente scrive sul suo blog Fiori di Porpora e collabora con una scuola secondaria di primo grado.

 

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