Leggodico (segnalazioni librarie). Dato il posto in cui ci troviamo

Leggodico (segnalazioni librarie). Dato il posto in cui ci troviamo

cop leggodico bagnasco
 
Dato il posto in cui ci troviamo – Racconti dal carcere di Marassi
AA. VV. a cura di Claudio Bagnasco Il Canneto Editore (Collana I Manuali)

Chi sono i detenuti? Nascosti alla vista e alla memoria dentro edifici invalicabili, i prigionieri sono il volto in ombra della società. Questo libro si propone di abbattere il muro del silenzio, di far uscire le voci dei detenuti con le loro storie, lo sguardo lucido e amaro, una saggezza che incuriosirà. “Dato il posto in cui ci troviamo” è, come scrive Giorgio Ricci, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Genova, “un lavoro di dimensioni ridotte ma dal contenuto intenso […] che potrà fornire spunti di riflessione agli operatori dell’area trattamentale ed emozionare il lettore comune”. Un progetto pedagogico-culturale promosso dall’associazione “La Tortuga”, presieduta da Alessandra Ferraro, che sottolinea: “La forma anonima con cui sono qui presentati i testi (a tutela dei detenuti) dimostra proprio questo: sono importanti le storie, le vite, non i nomi”. Un libro curato dalla penna, abile, essenziale e sensibile dello scrittore Claudio Bagnasco, il quale, in una bellissima introduzione racconta Come nasce, concludendo con la considerazione “minima” che riportiamo: “L’essere umano è per propria natura fallace. La giustizia è codificata, amministrata, rispettata e violata dalla persone. Chi delinque, insomma, rimane persona tra le persone. Da ciò, una mia speranza: che chiunque delinque possa comprendere che delinquere è un modo scorretto di far parte della comunità; e che chiunque non delinque possa comprendere che ogni persona deve essere messa (o rimessa) nella condizione di adottare per sé, e di auspicare per tutti gli altri, un modo corretto di far parte della comunità”. Racconti densissimi, (“non c’è stato alcun intervento di correzione dei testi”), scritti quasi come una sorta di confessione liberatoria, popolano pagine accoglienti, senza sbarre. “Ci sono regole in carcere non scritte, la principale è quella del rispetto e naturalmente educazione verso gli altri compagni, ti devi saper comportare, anche un saluto o un gesto sbagliato puo succedere qualsiasi cosa, perché in questi luoghi lo stress è fortissimo. […] Poi cè ne una fondamentale, essere sincero e leale con i compagni avanti senza problemi è con molto rispetto”, da Non esiste al mondo una cosa più bella della libertà.

 

 

Potrebbero interessarti anche